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Politica | 10 maggio 2011, 12:00

Ventimiglia: immigrazione, Scullino scrive a Berlusconi e lo invita in città per vedere che cosa sta accadendo

Il testo della lettera inviata al presidente del consiglio Silvio Berlusconi per chiedere un suo interessamento di fronte a questa grave problematica

Il sindaco Gaetano Scullino

Il sindaco Gaetano Scullino

"Dallo scorso mese di febbraio la Città di Ventimiglia si è trovata ad affrontare la straordinaria emergenza umanitaria determinata dai flussi di immigrati provenienti dai paesi del Nord Africa, in modo prevalente dalla Tunisia. Queste persone, che arrivavano in treno con cadenza giornaliera, si fermavano nel nostro territorio, dormendo un po’ ovunque, nei sottopassi ferroviari, sui treni fermi, sulle spiagge vicine, nei giardini pubblici, in attesa di provare a superare il vicino confine con la Francia".

Inizia con queste poche righe la lettera che il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino ha inviato al presidente del consiglio Silvio Berlusconi per spiegargli in quale grave stato di emergenza versi la città di confine. I disordini e la preoccupazione dei residenti continuano a crescere a Ventimiglia e sono ormai diversi giorni che il primo cittadino ha lanciato l'allarme su quanto sta accadendo. Le ultime notizie su quanto sta accadendo nella città di confine non sono rassicuranti ma in queste poche ma chiare righe il Sindaco parla di una situazione dannosa che non può proseguire oltre e soprattutto chiede al presidente Berlusconi che venga di persona nella città di confine e veda che cosa sta accadendo.

"Di fronte a questa gravissima situazione, la nostra Amministrazione Comunale, prima e unica in tutta la Liguria, ha quindi attivato tutti gli interventi occorrenti, in stretta e leale collaborazione con la Prefettura di Imperia e le Forze dell’Ordine, per l’attivazione di un Centro di primo soccorso, tuttora operante, che garantisce a queste persone pasti caldi, letti, servizi igienici con doccia, un’assistenza di primo supporto linguistico-territoriale e sanitario, anche attraverso il supporto della Croce Rossa Italiana, della Caritas e della Protezione Civile. Fino ad ora, sono transitati per Ventimiglia oltre 10mila immigrati tunisini. Una situazione, questa, che si è protratta fino ad ora, con effetti rilevanti: siamo stati interessati da centinaia di servizi giornalistici in ambito nazionale e internazionale, da parte di quotidiani, periodici, agenzie, canali televisivi, facendo conoscere il nome di Ventimiglia, e soprattutto la grande umanità della popolazione locale, che non si è tirata indietro, ma ha anzi collaborato in modo rilevante con le Istituzioni per dare una risposta concreta a questa emergenza umanitaria. - racconta Scullino - Tuttavia, questo interesse mediatico venutosi a creare attorno a Ventimiglia ha suscitato altresì un ulteriore stimolo per favorire l’organizzazione di manifestazioni di stampo ideologico, di presunto sostegno umanitario, portate avanti da varie associazioni, centri sociali, comitati anti-razzismo, no-global, e così via.

L’impatto giornalistico suscitato anche a causa di questi eventi, ha comportato un sensibile affievolimento dell’immagine positiva di tranquillità e di accoglienza sul piano turistico della nostra città, con evidenti danni a tutto il nostro sistema economico locale: questa situazione di disagio non rappresenta certo per Ventimiglia un elemento positivo, anche a fronte del continuo rapporto di concorrenza con Mentone e i vicini Comuni della Costa Azzurra. Ciò nonostante, la mia città sta reagendo in termini positivi, con spirito aperto, abituata alla sua missione di confine internazionale di Stato. Ma il danno che stiamo vivendo, mi creda, è davvero pesante. Questo danno non riguarda solo la presenza dei flussi continui degli immigrati tunisini e dei rapporti legati al confine con la Francia, ma soprattutto le implicazioni territoriali che coinvolgono il nostro territorio e il sistema economico locale. Come Lei ricorda bene, l’impegno che ci aveva assegnato in occasione dell’incontro pubblico tenuto a Ventimiglia il 5 giugno 1998, davanti a migliaia di cittadini, era quello di riportare la nostra città ad una “piccola Svizzera”: un impegno che abbiamo portato avanti durante tutti questi anni di amministrazione, e in particolar modo nel corso di questo mio mandato, al fine di cercare di fronteggiare la forte concorrenza della vicina Costa Azzurra, per creare un’offerta turistica di qualità e strumenti operativi per il rilancio e la riqualificazione di Ventimiglia, fornendo in tal modo potenzialità occupazionali e di sviluppo.

Tutto questo nell’ambito di un progetto complessivo di valorizzazione della filiera locale, all’interno di un sistema che non è più solo regionale, ma assume, stante la posizione geografica strategica a Lei nota, una rilevanza nazionale e internazionale. Difatti il 28 ottobre 2009 Ventimiglia ha ottenuto, assieme ad altre 22 città italiane, il riconoscimento di “Zona franca urbana”, che però risulta inapplicabile, a causa della mancata adozione dei decreti attuativi: questo blocco ha creato un gravissimo disagio tra le imprese locali e i nostri concittadini, vanificando e impedendo la realizzazione di decine e decine di progetti che avrebbero potuto dare slancio e recupero al nostro sistema economico. Non solo. Sempre la città di Ventimiglia, a seguito del forte lavoro amministrativo e organizzativo, si è classificata al secondo posto del bando pubblico emanato dalla Regione Liguria per l’assegnazione dei finanziamenti a valere sui fondi PAR FAS, finalizzati ad un progetto organico di recupero e riqualificazione del centro storico medievale, per un budget complessivo di circa 10 milioni di euro: per tutta questa serie di opere pubbliche, sono stati approvati i progetti esecutivi, e sono state già avviate tutte le procedure di gara, ma non possiamo affidare i lavori, poiché dall’ottobre 2010 non sono stati ancora svincolati questi finanziamenti, da parte del Ministero degli Affari Regionali.

Sono dunque a chiederLe, signor Presidente, - conclude Scullino - un interessamento affinché possa essere garantita una risposta concreta a favore della nostra città, soprattutto perché il nostro impegno a favore di Ventimiglia non è mai venuto meno, ma si è sempre sviluppato, giorno dopo giorno, nella nostra azione amministrativa. La situazione attuale implica pertanto un supporto del nostro Governo, al fine di sbloccare gli interventi relativi alla “Zona Franca Urbana” e ai Fondi Strutturali PAR FAS. Ciò si rende assolutamente necessario, per dimostrare ai nostri concittadini che il Governo da Lei presieduto ci è sempre vicino, anche in questo periodo di grave difficoltà che coinvolge la nostra città. Sarei, anzi, davvero lieto se Lei volesse fare ritorno a Ventimiglia, a 13 anni di distanza dalla Sua prima visita, anche per poter meglio conoscere e verificare direttamente le tappe e i risultati del nostro impegno al servizio della collettività locale. Questa Amministrazione ha sempre creduto e continua a credere nella piena ripresa di Ventimiglia, ma è necessario poter contare sul Suo sostegno, sul quale, e lo dico con ottimismo, sono sempre fiducioso. Nell’auspicio sincero di incontrarLa e di ricevere buone notizie per la mia città, Le porgo i più cordiali saluti".

Stefano Michero

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