"In relazione alla problematica del dimensionamento e riorganizzazione degli istituti scolastici del nostro comune di cui tanto si parla e si legge in questi giorni ritengo importante e doveroso intervenire per fare chiarezza".
Parole del Sindaco di Taggia Vincenzo Genduso in merito alla preoccupazione espressa da genitori ed insegnanti della Scuola Primaria di Levà 'G. Mazzini' e quelli della Scuola dell’Infanzia di Borghi 'G. Rodari'. Infatti nessuna delle due categorie ha intenzione di passare sotto l’Istituto Comprensivo di Arma. Il dato era emerso dall’assemblea dei rappresentanti di classe e del Consiglio d’istituto che si è riunito la scorsa settimana nella mensa della Scuola Primaria 'Giuseppe Mazzini' di Levà.
Sull'argomento l'opinione pubblica era stata chiara, nel refettorio gremito di docenti, padri e madri, solo due si erano astenuti, tutti gli altri avevano votato contro l’ipotesi di staccare le due scuole dall’Istituto Comprensivo di Taggia, ipotesi che attualmente è al vaglio dell’Amministrazione Comunale di Taggia, ma che finora ha visto il netto rifiuto dell’Istituto Comprensivo di Taggia. I genitori hanno insediato, per difendere una storia di appartenenza che dura da 21 anni, un comitato di azione che servirà a tutelare la qualità del servizio scolastico per i bambini di Levà e Borghi e di tutto l’Istituto Comprensivo di Taggia, che si estende fino a Triora.
Sull'argomento Genduso ha detto "Premetto che in questi 4 anni io e tutta la mia amministrazione ci siamo occupati dei problemi e delle esigenze degli istituti scolastici con sensibilità e attenzione. Il nostro comune deve gestire ben 7 edifici scolastici: 5 dell’Istituto Comprensivo di Taggia e 2 dell’Istituto Comprensivo di Arma. Nell’ambito delle nostre competenze e nei limiti delle nostre possibilità economiche e organizzative abbiamo cercato sempre di rispondere alle richieste dei Dirigenti scolastici senza preferenze, simpatie, vicinanze o precedenze particolari. I bambini di Taggia, Arma, Levà, italiani o stranieri che siano, per me hanno i medesimi diritti e meritano gli stessi servizi e il medesimo impegno di noi amministratori senza alcun pregiudizio o vantaggio di appartenenza. Come tutti sanno abbiamo dovuto affrontare anche delle gravissime emergenze che hanno messo a dura prova la sicurezza dei servizi scolastici nel nostro comune. Dovendo rimediare in tal modo a superficialità e trascuratezze di anni precedenti.
Grazie alla collaborazione di tutti (Dirigenti, docenti, personale Ata, bambini e famiglie, funzionari del comune e imprese) siamo riusciti a far fronte onorevolmente alle esigenze logistiche delle nostre scuole e a garantire servizi, spazi e tempi congrui ai nostri alunni. - spiega Genduso - Precisiamo subito che sul tema del dimensionamento e della riorganizzazione degli organismi scolastici non è il Sindaco e non sono le Amministrazioni Comunali a decidere. Sull’argomento specifico sono gli stessi Consigli di Istituto Scolastici che formulano proposte sulle quali la Provincia e l’Ufficio Scolastico Provinciale (ex Provveditorato agli Studi), sentiti i pareri dei Comuni competenti territorialmente, devono formulare proposte. Dopo il livello provinciale si passa al livello regionale (amministrativo e scolastico) che giunge al grado decisionale definitivo e con provvedimenti regionali stabilisce eventuali modifiche da apportare o la conservazione degli assetti attuali.
Il 20 Aprile scorso si è svolta presso il nostro comune la riunione per il distretto Sanremese alla presenza dell’Assessore Provinciale Bellotti e del Provveditore Rambaldi. Questo incontro ha rappresentato il momento iniziale e interlocutorio di una fase di studio nella quale la mia Amministrazione, come tutte le altre Amministrazioni Comunali competenti (comprese quelle della Valle Argentina), sarà chiamata a confrontarsi con gli istituti scolastici e le loro diverse componenti per giungere successivamente a formulare un parere ufficiale sulle proposte dei vari istituti. Nel corso di questo incontro sono state presentate soltanto alcune proposte di modifica da parte dell’Istituto Comprensivo di Arma. Da parte mia ho formulato alcune considerazioni nel merito tenendo conto della dislocazione geografica, delle distanze fisiche dei vari plessi scolastici e dei tradizionali flussi di frequenza.
Ho aggiunto però che occorrerà comunque approfondire ulteriori elementi e fattori che entrano in gioco nella complessa articolazione organizzativa degli istituti scolastici e che sarebbero stati richiesti ulteriori dati di analisi e approfondimento ai due Istituti coinvolti prima di giungere ad un parere definitivo sulla questione. A scanso di equivoci mi risulta che anche in assemblee ufficiali è stato affermato il contrario preciso con forza che sul punto specifico la mia Amministrazione non ha ancora formulato nessun parere formale né con delibere di Giunta, né di Consiglio Comunale. Nessuna richiesta in tal senso ci è stata ancora rivolta dalla Provincia. Ci troviamo quindi soltanto all’inizio di una fase consultiva di studio per esaminare con attenzione e scrupolo tutti i delicati e complessi fattori che entrano in gioco nelle proposte di modifica della organizzazione e del dimensionamento degli istituti scolastici.
Al riguardo verranno condotti incontri con gli altri Sindaci coinvolti, i Dirigenti Scolastici, i Consigli di Istituto e con tutte le altre componenti istituzionali e informali che sul tema saranno in grado di formulare pareri, proposte e considerazioni attendibili e razionali. Preciso ancora, sempre per fugare voci assolutamente infondate, che né io né la mia Amministrazione abbiamo alcuna intenzione di chiudere o spostare la scuola elementare di Levà o di spostare la Scuola Materna Borghi. Tantomeno vi è nel modo più assoluto intenzione di chiudere scuole nei Comuni della Valle Argentina. E ancora non è nei nostri intendimenti di modificare o ampliare lo spazio ad oggi concesso all’Istituto Alberghiero nel plesso di Levà. Peraltro non c’ è stata nessuna richiesta in tal senso da parte dell’Istituto Alberghiero o della Provincia. Sia io personalmente che tutta la mia A.C. intendiamo affrontare la questione senza cedere a simpatie o preferenze di sorta né di tipo personale né tantomeno ’politico’ (è chiaro che il significato della parola in questo caso cede alla sua più riduttiva interpretazione).
Nel rispetto delle competenze e dei limiti all’interno dei quali gli Enti Locali sono chiamati ad esprimersi su questi temi, giungeremo a formulare il nostro parere. - prosegue il primo cittadino - Abbiano sempre cercato di affrontare tutte le problematiche amministrative con equilibrio e senso di responsabilità civica come si deve sempre fare se si vuole amministrare una comunità nello spirito di servizio a tutti e non solo ai parenti, ai ‘vicini’ o agli amici. Questo è lo stile politico al quale mi ispiro e che richiedo ai miei amministratori. Questa è la vera ‘politica’ . Mi duole constatare inoltre il tentativo, da parte di qualcuno decisamente in mala fede, di strumentalizzare la questione sospingendola nel solco dell’ormai desueto conflitto campanilistico tra Arma e Taggia. Questo conflitto anacronistico e senza alcun senso non mi interessa, fa solo del male alla nostra comunità cittadina e non contribuisce ad affrontare i veri problemi sui quali siamo chiamati a confrontarci. Faccio appello su questo punto al buon senso e alla ragionevolezza dei miei cittadini invitando tutti a prendere esempio dai nostri bambini che pur appartenendo a luoghi e scuole diverse ci danno sempre prova di solidarietà reciproca e sano spirito di collaborazione. Dando a noi adulti ‘pesanti’ lezioni di civiltà e maturità.
Sono infine convinto che la qualità del servizio scolastico per i nostri bambini e ragazzi non dipende soltanto dalle ‘dimensioni’ di un istituto (e quindi dal numero di personale, dai soldi, dalle attrezzature, ecc..). Al contrario credo fortemente che la qualità vera della scuola, oltre ai requisiti minimi di servizi, sicurezza e agibilità degli spazi che giustamente competono al Sindaco e al Comune, dipenda soprattutto dalla qualità educativa degli insegnanti e di tutto il corpo docente. - conclude - Dalla loro passione, dalla motivazione, dalla disponibilità a formarsi e ad apprendere continuamente, dalla capacità di stimolare la voglia e la gioia di conoscere; dalla capacità di mettersi in discussione, dalla cura con cui sanno tessere relazioni positive nelle classi tra bambini, famiglie e docenti; dalla capacità di gestire i conflitti e le situazioni critiche; dalla capacità di accogliere e valorizzare le diversità; dalla capacità di ascoltare e stimolare il dialogo tra le persone; dalla curiosità e voglia di scoprire l’altro, la natura, il mondo. Lo sappiamo tutti che è così. Anche nel nostro comune i genitori per i loro figli vogliono queste qualità e alla ricerca di queste si muovono. Non cercano la grande ‘dimensione’, i ‘grandi numeri’. Grazie a Dio cercano buoni insegnanti e buoni educatori".

















