"Il governo italiano sceglie la data del 25 aprile, la festa della Liberazione dal nazifascismo, per gettare il paese in una nuova spirale di violenza. E il capo dello stato, il garante della costituzione, è il primo a dimenticarne i precetti (art.11 ) quando osanna i nuovi bombardamenti da parte dei caccia -bombardieri italiani". Ad intervenire sulla guerra in Libia è la Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra, che continua: "Come per la ex Jugoslavia, Afghanistan e Iraq (più di più di un milione di civili morti), si ripropone la solita menzogna della guerra 'umanitaria'.
Ma anche in questo caso si manifesta la volontà neoimperialista da parte degli stati occidentali (in primis USA, Francia, Inghiltera e Italia) di trasformare la Libia, possibilmente frammentata, in un protettorato per meglio controllare le immense risorse gas-petrolifere (quanto mai importanti dopo la tragedia nucleare in Giappone), segnatamente in Cirenaica, e svolgere un ruolo strategico dominante all'interno del bacino del mediterraneo sempre più in tumulto. Nella risoluzione ONU c'è solo la volontà di 'proteggere i civili quando sono in pericolo' non quella di ucciderne altri dall'alto, ma questi vengono chiamati 'effetti collaterali'! Come non è previsto l'intervento di terra che ora torna all'ordine del giorno. Ma intanto i bombardamenti francesi erano iniziati già prima della risoluzione dell'ONU in piena violazione del diritto internazionale che garantisce la sovranità di ogni stato, come già mesi prima era cominciata la missione di 'intelligence' tesa ad armare gruppi anti Gheddafi con leaders, ora riconosciuti e ricevuti in occidente, che altro non sono che ex generali o ex ministri di quel regime che fino a qualche mese fa era tranquillamente in affari con l’Italia e altri stati europei e il cui massimo esponente veniva ricevuto con onori eccezionali da Berlusconi come un governante illuminato.
Come tentò il presidente americano Reagan nel 1986 (quando ' uccise più di 100 civili) ora l'obbiettivo è quello di uccidere Gheddafi e lo dimostra il recente raid a Bab Al Azizia , sede del suo quartier generale. Ma 'uccidere Gheddafi' non sta scritto nella risoluzione ONU.collateralmente. A 100 anni dall'inizio dell'avventura coloniale italiana in Libia culminata nelle scellerate gesta del generale fascista Graziani quando diede alle fiamme interi villaggi, bombardò le oasi con armi chimiche, avvelenò i pozzi d'acqua potabile, deportò migliaia di libici, uccise circa un settimo della popolazione di allora! Un film dal titolo'Il leone del deserto', magistralmente interpretato dall'attore Anthony Quinn, mai proiettato ufficialmente in Italia in quanto 'lesivo dell'onore dell'esercito italiano' sfatava il mito degli 'italiani brava gente' e portava davanti alla platea mondiale i massacri e i crimini compiuti dal colonialismo italiano. Speriamo e facciamo in modo che questo triste capitolo della storia italiana non ritorni.
Leviamo un forte appello al cessate il fuoco per sostenere con la forza di una diplomazia di pace quelle parti del popolo libico più democratiche, progressiste e davvero intenzionate a migliorare le attuali condizioni di vita , di libertà e diritti per tutti i cittadini libici. Diciamo stop ai bombardamenti 'umanitari' che continuano a immiserire il popolo libico e generare sempre più profughi che scappano dalla guerra e da condizioni di vita insostenibili.
Auspichiamo un impegno immediato ed efficace per il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per i profughi. Chiediamo che cessino i respingimenti dei migranti della mancanza di una dignitosa politica di accoglienza. Sostieniamo il diritto inalienabile del popolo libico ad esercitare l’autodeterminazione e rispettiamo l'art.11 della nostra Costituzione: l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...".
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