L’ex Sindaco di Bordighera, Giovanni Bosio, è intervenuto a pochi giorni dallo scioglimento del Consiglio Comunale della città delle palme. Ha convocato tutti i media, tra cui anche alcuni nazionali. L’ex primo cittadino ha puntato decisamente l’indice contro i suoi accusatori, presentando i documenti sugli appalti del Comune negli ultimi anni.
“Sono sereno tranquillo e con la coscienza a posto – ha detto - ma sono ‘incazzato nero’ con quanto è successo. Tengo a sottolineare di non essere mai stato condizionato da nessuno, non ho mai avuto infiltrazioni di nessun genere. Io sono nato qui a Bordighera e la amo profondamente, però se c’è la mafia e questa condiziona, perché deve condizionare un’Amministrazione? Per fare soldi e prendere appalti? E allora vogliamo dire quali sono gli appalti presi da questa famiglia, i Pellegrino che hanno una grossa ditta di movimento terra che opera in tutta la provincia. Il primo nel 2003, quando prendono un subappalto da 9.000 euro, un altro subappalto per le spiagge e poi c’è stata l’alluvione. In quell’occasione abbiamo chiamato tutte le ditte, circa 30. Nessuno ci ha mai detto di non far lavorare queste ditte, che ricordo ancor oggi hanno il certificato antimafia. E l’ultimo appalto risale al 2007, per circa 66mila euro. Io non ho mai visto queste persone nel mio ufficio a chiedere appalti. Ricordo che, nei 4 mesi di presenza dei Commissari che hanno controllato il Comune, io me ne andavo per non far pesare la mia presenza. Hanno controllato tutto. Non abbiamo fatto trattamenti di favore per nessuno ed anche per la famiglia Pellegrino, anzi, siamo anche intervenuti in casi di abuso.
E sugli appalti diventa anche più esplicito: “Dal 2002 al 2011 abbiamo dato 30 milioni di appalti ed il 2,5% è andato alla famiglia Pellegrino. Per quanto riguarda la domanda sulla ‘sala giochi’ non viene gestita dal Sindaco: se esistono i requisiti, infatti, questa viene concessa ma noi abbiamo sempre voluto discuterne in Giunta. Abbiamo detto di no, solo perché volevamo dotarci di un regolamento, che altri Comuni hanno adottato. Il risultato? Che noi non abbiamo nemmeno una sala giochi ed altri Comuni ne hanno tantissime. Io mi domando: una Giunta che studia un regolamento per non aprire le sale giochi, viene mandata a casa. Capitolo night ‘Arcobaleno’: quando ce ne hanno parlato abbiamo interpellato la Questura e l’ho chiuso (con mia firma) quando? Quando ho potuto, secondo la Legge. Certo, il fatto allarmante sono stati gli incendi, messi a segno da delinquenti. Io ho avuto la fortuna di aver stretto amicizia fraterna con alcuni esponenti delle forze dell’ordine ed a loro ho chiesto se c’era una regia dietro i molti incendi ed attentati e mi è stato detto più volte che non era così. Ho anche chiesto ai vari imprenditori cosa potevo fare per collaborare!”
“A chi può giovare lo scioglimento di questo Consiglio Comunale?” Questa la domanda che si pone Bosio che prosegue: “Io penso che qualcuno possa trarne dei benefici, magari qualcuno che si è tolto dall’Amministrazione ed ora dice sui giornali di non entrarci nulla, in questa situazione”. Chiaro il riferimento all’ex Assessore Giulio Viale (Lega Nord): “Ha anche chiesto a Rocco Fonti di candidarsi alle provinciali nelle fila della Lega. Non lo considero un nemico ma questa è una faccenda strana. Non capisco come si sia fatto un percorso insieme e poi ci sia stato questo ‘spostamento’”.
“Io non mi sono dimesso per il bene della città e, nella relazione leggo che non ci sono gli estremi per lo scioglimento del Consiglio. Devo legge che verrà ripristinata la legalità a Bordighera. Guardate che la legalità non è mai mancata. Credo che questo sia l’unico caso in Italia, nel quale la Commissione dice che non ci sono i presupposti per lo scioglimento mentre in altri Comuni, dove ci sono stati arresti veri e propri, non abbiamo nemmeno assistito allo scioglimento del Consiglio. Io capisco anche il ruolo dell’opposizione che cavalca quest’onda, ma c’è un limite a tutto. Ho sentito dire che non devo fare ricorso e dimettermi dal Consiglio Provinciale. Io sto valutando questa situazione ma non perché me lo chiede l’opposizione che fa dichiarazioni volgari. Hanno detto che i cittadini, incontrando me ed i miei amministratori dovrebbero cambiare strada quando mi vedono. Bene, sta accadendo proprio il contrario. E per quanto riguarda la Provincia, alla fine rimarrò perché voglio occuparmi dei problemi della mia città. Un rammarico è quello di non poter tagliare il nastro dei restauri della villa della Regina Margherita, uno dei lavori più importanti degli ultimi 50 anni. Io voglio dare la garanzia ai miei concittadini bordigotti. Io nei prossimi mesi sarò ancora qui a lottare per la mia città. Farò questo ricorso per capire qual è la verità e per dare le molte risposte che meritano i miei concittadini”.
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