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Al Direttore | 04 dicembre 2010, 15:08

Prostituzione in strada: continua lo scambio di opinioni tra Luigi e Franco

Prostituzione in strada: continua lo scambio di opinioni tra Luigi e Franco

Luigi De Chicchis risponde a Franco sull'argomento della 'lucciole'.

"Caro sig. Franco, Che Lei ribadisca i termini legislativi e voglia dargli l'interpretazione che più le aggrada, non è certo fondamentale in sede di valutazione dell'atto medesimo del prostituirsi! Che Lei si sforzi nel giustificare e voler intendere come 'legittimato' il cliente che puntualmente carica in auto e consuma l'atto sessuale con una prostituta, a ben poco serve...poichè l'educazione civica, la civiltà umana e il rispetto verso il prossimo e verso se stessi non ha bisogno di alcuna legislatura. Che insista soprattutto con le risposte non pertinenti... specie nella Sua frase: 'In effetti, se non esiste il contatto sessuale tra meretrice e cliente non può esistere l'"azione di prostituzione'.
 
a nulla serve, poichè se vogliamo prenderci per i fondelli... allora troviamo un'altra sede e non quella di una testata giornalistica di tutto rispetto come Sanremonews, mentre se vogliamo dibattere in modo civile e coerente...ma soprattutto 'coerente', focalizziamo il punto principale della questione:

- nessuna prostituta può essere definita tale senza un ovvio contatto fisico con il cliente
- nessuna prostituta offre prestazioni gratuite o in cambio della medesima prestazione del cliente
- la prostituta obbligata a prostituirsi o che si prostituisce spontaneamente non differisce dall'atto della prostituzione, ma evcentualmente in altri argomenti
- il cliente che diventa tale nel momento che accetta la prestazione previo pagamento, favorisce quell'atto debitamente retribuito
- lo sfruttamento è ulteriormente trattato in materia legale, con sanzioni e pene maggiori e nulla ha a che vedere con quanto stiamo discutendo
 
ma soprattutto caro Sig. Franco....

il valore di un 'uomo' che tale si vuole definire, è quello che dimostra valorizzando le sue capacità di approccio con una donna e non abbassandosi al doverla pagare per avere ciò che nella vita normale non riesce ad avere per una sua incapacità! Se quello che vorrebbe insegnare ai suoi figli... (che non sempre sono maschi.....) è quello di ritenere giusto questo atto dalla parte dell'uomo... mi preoccupa come affronterebbe il discorso nei confronti di una figlia! Se come i tanti padri di quelle ragazze che svolgono tale attività, si dovesse trovare a giustificare in termini legali coloro che approfittano previo pagamento delle loro figlie, sono sicuro che rivedrebbe la questione.
Le domanderei... se tutto ciò che la legge non vieta espressamente con termini da prima elementare, a Suo parere sia legittimo, al di sopra di qualunque valore morale o umano.
 
Per concludere e risponderLe come preferisce, ovvero in termini legali, la definizione di "Prostituta" è la seguente:

Con il termine prostituzione si indica l'attività di chi offre prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. L'attività, fornita da persone di qualsiasi orientamento sessuale, può avere carattere autonomo, professionale, abituale o saltuario.

Per quanto sopra, al di fuori di ogni Sua affermazione, non solo si configura il reato nella circostanza di prostituzione, ma bensì anche dal punto di vista tributario, dove un qualunque soggetto in ambito di prestazione, di qualunque genere essa tratti, è obbligato a versare i contributi e le dovute tasse come tutto il popolo Italiano, pertanto già la percezione di somme di denaro non regolarmente dichiarate e quindi in ambito di "evasione fiscale" costituisce reato (sia pur altro tipo di reato).

La legge 73/58 'Legge Merlin', evidenzia e sanziona i reati di sfruttamento della prostituzione, ma non esenta comunqueda tutto il resto, quindi caro sig. Franco...
 
se proprio vogliamo trasformare la prostituzione in un atto lecito e giustificare tutti coloro che ne fanno uso fermandosi e appartandosi con le prostitute per usufruire dei loro 'servizi' allora Le suggerirei una cosa migliore per tutti...... lo si vada a fare in germania dove è lecito, invece di insistere nel tentare di rendere tutto questo schifo come una cosa normale agli occhi della popolazione italiana.

Che gli italiani siano ormai definiti i 'somari globali' è ben noto in tutto il mondo, ma fino a questo punto.. .La prego... ce lo risparmi!


A completamento del mio intervento:
 
ART. 531 C.P. - Istigazione alla prostituzione e favoreggiamento.

Chiunque, per servire all'altrui libidine, induce alla prostituzione una persona di età minore, o in stato d'infermità o deficienza psichica, ovvero ne eccita la corruzione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire tremila a diecimila. Se soltanto ne agevola la prostituzione o la corruzione, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire tremila a diecimila. La pena è aumentata se il fatto è commesso in danno di una minorenne coniugata, ovvero di una persona minore affidata al colpevole per ragione di servizio o di lavoro.

La pena è raddoppiata: a è stata affidata per ragione di cura, di educazione, d'istruzione, di vigilanza o di custodia a quanto si può leggere qui sopra, nella frase specifica: 'Se soltanto ne agevola la prostituzione o la corruzione, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da lire tremila a diecimila'.
 
Si ravvisa senza dubbio alcuno, una violazione penale da parte di un potenziale cliente di una prostituta, che accettando e usufruendo previo pagamento, dei servizi della stessa, agevola la prostituzione.
 
Questo per dare una maggior completezza nella risposta al sig. Franco!!!".

Redazione

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