"Il poeta-cantante Vasco Rossi anni fa cantava 'Cosa succede in città... non succede nulla...'. Ormai da diversi mesi , leggendo i giornali c’è da chiedersi cosa sta succedendo a Ventimiglia, a Bordighera, ad Imperia, a Sanremo. Arresti importanti e continue indagini da parte delle Forze dell’ordine, con dichiarazioni pesantissime ed inquietanti da parte del Procuratore di Sanremo o di Magistrati Antimafia, delle relazioni della DIA Genovese, dei rapporti annuali della Commissione parlamentare antimafia, confermano rischi reali di infiltrazioni delle famiglie mafiose nel nostro territorio".
Lo scrive Sergio Scibilia, commentando le ultime notizie relative a Ventimiglia, ma anche sulla situazione del resto della nostra provincia. "Consigli comunali, uffici, amministratori pubblici sotto la lente d’ingrandimento, l’obbligo di girare con la scorta per una Presidente Provinciale di un partito e avanti cosi’. Una situazione allarmante, che non puo’ che destare grave preoccupazione e una sensazione di vivere in una realtà tipica dei racconti di Saviano. Restano pero’ ancora oggi troppi misteri non risolti, troppi casi giudiziari non chiusi, troppe risposte rimaste inevase. Uno di questi è capire come mai dopo tanti anni, i responsabili di decine e decine di incendi dolosi a esercizi pubblici, negozi, locali non sono finiti nelle patrie galere ed hanno dei nomi precisi. Se è vero quello che afferma da anni la dottoressa Anna Canepa che Ventimiglia è uno dei cinque 'locali' (le unità territoriali minime di riferimento) attraverso i quali la ‘ndrangheta agisce in Liguria e, grazie alla posizione geografica favorevole, coordina anche l’attività con i locali della vicina Francia ;la presenza accertata dopo varie indagini della 'camera di controllo' avente il compito di coordinare le presenze, gli arrivi e i transiti, mi domando se vi sono processi giudiziari che recentemente hanno portato alla luce i veri responsabili di questo fenomeno criminale. Oppure come affermato da alti dirigenti delle forze dell’ordine , i ristoranti bruciano a causa del brutto carattere dei liguri, che litigano troppo spesso tra loro. Ed infine possiamo dire con certezza , alla fine di lunghe indagini , che nella nostra città non esiste il voto si scambio , cioè quell’esercizio che permette ad un candidato qualsiasi , di avere un aiutino , disponendo di un pacchetto di voti da comprare nei supermarket della criminalità organizzata. Sento pero’ ancora oggi troppo silenzio del mondo politico locale che governa da decenni questa Provincia , rispetto a questi misteri che ancora avvolgono le nostre 'tranquille città'. Ricordo interventi autorevoli e pesanti da parte degli onorevoli Mario Tullo e Andrea Orlando, della senatrice Roberta Pinotti, prese di posizione della Confindustria Liguria o di Libera, ma non ho sentito urla di dolore da parte di ex Ministri , di sottosegretari del centro-destra. Quindi siamo sicuramente tutti tranquilli, ma per quanto mi riguarda non è certo una cosa normale che uomini della DEA intervengono in un pubblico ufficio, se non per ritirare una carta d’identità".














