Un nostro lettore, Giovanni Senzaterra, ci ha scritto dopo aver letto le notizie sull'apertura di poli enogastronomici in Liguria:
"Visto che l'argomento è molto importante e delicato, sarebbe interessante ampliarlo ad un vasto pubblico di lettori ma prima di tutto di consumatori. Infatti,al di fuori di ogni appartenenza politica la questione è molto importante per tutti coloro che di questo settore sono i capisaldi ovvero i contadini (parola ormai purtroppo decaduta) e per tutti coloro che di questo settore ne fanno parte. Quando una regione di destra o sinistra favorisce palesemente un solo ed esclusivo gruppo impreditoriale c'e' da stare molto attenti. Questo marchio, come qualsiasi supermercato svolge esclusivamente i propri interessi e apre le porte dei suoi scaffali a chi meglio crede (ve lo dico per esprerienza diretta) ma il punto cruciale non è soltanto questo, è che esistono in Liguria presone che da anni nel proprio territorio hanno investito per creare, produrre e vendere le eccellenze liguri, persone che hanno mantenuto vivo l'amore del gusto ligure e non solo. Queste realtà sono grandi e piccole e spaziano da produttori con vendita diretta a enogastronomie, negozi di propdotti tipici ecc.. Ma ecco che, nel 2010, la Regione decide di farci colonizzare dal supermercato del gusto, dove per poter venderci devi essere loro socio. Ma perche' non salvagurdiamo, esaltiamo ed aiutiamo concretamente quello che esiste già? La regione, nel 2009, ha finanziato un progetto in Giappone per l'esportazione di vini liguri Doc, che si abbinano alla cucina nipponoca ovvero vermentino e pigato, progetto di cui il marchio in questione faceva parte. Il problema è: come mai solo le cantine che vendono nel supermercato del gusto esportano in Giappone? Bisogna dare atto che hanno costruito un immagine vincente ,ma bisogna spiegare ai contadini perche' l'uva in Liguria costa meno cara di quando c'era la lira, dove un kg di uva 'vermentino' costava 3.500 lire ed oggi costa 1.4 euro al kg ma sono passati 10 anni! Non riesco proprio a vedere all'orizzonte nessuna opportunità per il territorio ligure con questo tipo di operazione, ma solo una tutela ad un preciso marchio privato. Sperando di aprire un dibattito".













