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Politica | 05 novembre 2010, 11:21

Riduzioni finanziamenti sociali: dichiarazioni di Giancarlo Manti alla manifestazione

Riduzioni finanziamenti sociali: dichiarazioni di Giancarlo Manti alla manifestazione

Diciottomila persone su ventiquattromilamila prese in carico dai servizi sociali a Genova non potranno più avere alcun tipo di assistenza a causa dei tagli al welfare, ma altrettanti potrebbero essere nel resto della Liguria. Il calcolo è stato fatto da una rete di associazioni e cooperative genovesi, nata intorno al Circolo studi sul lavoro sociale “Oltreilgiardino”, che giovedì 4 novembre ha promosso una manifestazione a Genova, in piazza De Ferrari, contro la riduzione dei finanziamenti ai servizi sociali.

Associazioni del terzo settore, cooperative sociali, sindacati, partiti, si sono dati appuntamento per un sit-in e un corteo partecipato da oltre 5000 persone, che è culminato in Prefettura per la consegna l'appello con le firme che su Facebook ha raccolto oltre 144 adesioni. In Liguria si calcola che su 15 mila operatori sociali, il 30% potrebbero perdere il posto di lavoro. Giancarlo Manti, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della V Commissione Cultura, formazione e lavoro dell’Assemblea legislativa della Liguria, ha partecipato alla manifestazione, che ha visto l’adesione del PD Regionale, insieme, tra l’altro, all’Assessore Regionale al bilancio Pippo Rossetti e all’on. Del PD Mario Tullo.

"Ho partecipato con convinzione – spiega il consigliere Manti – alla manifestazione a Genova per protestare contro i tagli della Finanziaria del Governo Berlusconi alle politiche sociali. La situazione è pesantissima, basti pensare che il Fondo sociale, il Fondo per la non autosufficienza e il Fondo per gli affitti e quello per l’infanzia non sono più finanziati dal Governo; con la manovra Tremonti complessivamente si passa dagli oltre 2,5 miliardi di euro a disposizione nel 2008 ai 349 milioni di euro del 2011. A pagare le conseguenze di quella che non è una riforma, ma uno smantellamento della politica sociale in Italia, non sono solo le classi sociali più deboli che dovrebbero accedere ai servizi correlati, ma anche tutta la fascia media di persone, famiglie, giovani che presto si troveranno in difficoltà, anche a rischio di perdita del posto di lavoro".

Carlo Alessi

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