I consiglieri regionali Armando Ezio Capurro e Massimo Donzella del gruppo consiliare 'Noi per Claudio Burlando', hanno presentato stamane una interrogazione per sollecitare la giunta ad assumere impegni al fine di valorizzare le realtà alberghiere presenti, attraverso una normativa che agevoli e favorisca la realizzazione di nuove strutture. Importante prevedere anche incentivi dal punto di vista qualitativo per la ristrutturazione di quelle esistenti mantenendo in ogni caso i vincoli di destinazione previsti dalla legge regionale. “Sono preoccupanti i dati relativi agli alberghi degli ultimi trent’anni della Liguria. Salvo isole felici quali le Cinque Terre e la città di Genova – spiega Capurro - i risultati non sono confortanti. In confronto abbiamo altre regioni italiani che hanno un trend nettamente migliore come le statistiche evidenziate indicano chiaramente. Bisogna mettere mano alla legge regionale del 2008 apportando delle modifiche non certo per espandere i vincoli ma con l’obiettivo di restringerli al fine di promuovere le attività alberghiere".
Nella risposta l’assessore al Turismo Angelo Berlangieri ha assicurato circa le intenzioni della Regione di difendere e promuovere la ricettività e nel contempo la volontà di procedere con le associazioni di categoria a individuare i punti di debolezza dell’attuale normativa apportando quelle modifiche indispensabili per incentivare il settore alberghiero e non certo incoraggiare la dismissione. “Da sempre il turismo – continuano Capurro e Donzella – rappresenta un volano trainante dell’economia della nostra Regione, deve essere aiutato attraverso la predisposizione di appositi incentivi e previsioni di benefici anche di natura fiscale a favore del settore.
“La Liguria ha, per sua vocazione, una forte connotazione turistica, che la pone tra le mete preferite dei turisti stranieri e italiani; la capacità ricettiva della nostra regione è da sempre tra le caratteristiche di eccellenza del prodotto turistico ligure; non a caso la storia degli hotel ha spesso coinciso con la storia delle città, come dimostrano gli esempi di Rapallo, S. Margherita Ligure, Sanremo, Alassio, Finale, Loano, Varazze e altre località liguri”.
Impietosa la lettura dei dati relativi al numero degli alberghi e posti letto che evidenziano quanto accaduto negli ultimi trent’anni:
i posti letti sono diminuiti passando dagli 88.076 del 1983 agli attuali 73.989 (-16,00 %); nel dettaglio la Provincia di Genova dal 1983 a oggi ha visto ridurre la consistenza degli esercizi alberghieri del 41.12 % (passando dai 676 alberghi del 1983 agli attuali 398) mentre i posti letto sono diminuiti del -13.64% (da 21.801 agli attuali 18.828); il dato della Provincia di Genova risulterebbe maggiormente negativo se non ci fosse stato negli ultimi anni un forte incremento delle strutture alberghiere nel capoluogo dopo gli eventi delle Colombiadi, G8 e Genova Capitale Europea della Cultura; la Provincia di Imperia dal 1983 ad oggi ha visto drasticamente ridurre il numero degli alberghi del 52.50% (passando dai 621 del 1983 agli attuali 295), mentre i posti letto sono diminuiti del 21.81% (da 19.104 agli attuali 14.937); la Provincia di Savona dal 1983 ad oggi ha visto ridurre il numero degli alberghi del 29.16% (passando dai 950 del 1983 agli attuali 673), mentre i posti letto sono diminuiti del 19.15% (da 40.065 agli attuali 32.391); la Provincia di La Spezia in virtù di una politica di marketing turistico, che sta premiando il territorio, dal 1983 ad oggi ha visto aumentare il numero dei posti letto dai 7.106 agli attuali 7.833 (+ 10.23%) riducendo, invece, il numero degli alberghi solo del 4.89% (da 225 nel 1983 agli attuali 214);
“La legge regionale n. 1 del 7 febbraio 2008 ad oggetto Misure per la salvaguardia e la valorizzazione degli alberghi e disposizioni relative alla disciplina e alla programmazione dell’offerta turistico-ricettiva negli strumenti urbanistici comunali, è stata promulgata - spiegano Donzella e Capurro - per evitare il fenomeno della dismissione degli alberghi, lasciando pur tuttavia degli spazi ai Comun".
L’articolo 2, comma 1, prevede l’assoggettamento a specifico vincolo urbanistico di destinazione d’uso ad “albergo” e sancisce l’obbligo di ogni Comune di effettuare un censimento delle sopramenzionate strutture sulle quali è scattato ope legis il ridetto vincolo e di adottare, conseguentemente, apposita deliberazione consiliare. “Visto l’acceso dibattito in corso sul tema degli svincoli alberghieri – concludono Donzella e Capurro - e su quanto previsto dalla L.R. 1 del 7 febbraio 2008 diverse associazioni di categoria hanno espresso forti preoccupazioni, la modifica alla legge in senso restrittivo sembra pertanto opportuna”.
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