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Politica | 07 settembre 2010, 13:55

Imperia: intervento di Indulgenza (PRC) sul bilancio comunale e disagio sociale

Imperia: intervento di Indulgenza (PRC) sul bilancio comunale e disagio sociale

Pasquale Indulgenza, capo gruppo PRC in Comune ad Imperia, sullo stato dei servizi locali e i diritti dei cittadini. "E' stata approvata ieri la seconda variazione di bilancio. In coerenza con la nostra critica di fondo degli indirizzi della Giunta Strescino, di cui non condividiamo priorità e modalità attuative, e, insieme, con la considerazione della natura delle nuove entrate e dei principali loro utilizzi, il voto del Gruppo del P.R.C. è stato di astensione.

La voce più importante è rappresentata dal contributo assicurato dal Ministero dell'Interno per un progetto volto alla realizzazione di interventi per l'assistenza di disabili in abito scolastico. Un contributo non irrilevante, in temini economici, ma si tratta di una goccia d'acqua nel mare del disagio e dei problemi che quotidianamente sopportano le persone con disabilità nella nostra città, che avrebbero bisogno di ben altra rete di servizi e assistenza e, insieme, di misure amministrative che con segno decisamente diverso da quello in atto provvedessero al concreto superamento delle tante barriere architettoniche e al miglioramento effettivo della qualità urbana a favore di chi è maggiormente in difficoltà (anziani, bambini, portatori di handicap).

Ultimamente, le importantissime questioni riguardanti gli assetti della portualità cittadina hanno tenuto banco, ma occorre tenere conto del fatto che c'é un'altra città che reclama di essere ascoltata: la città dei bisogni individuali e collettivi, la città di chi è sempre più povero e solo, del crescente disagio sociale, della penuria dei servizi e dei loro costi. Condizioni che si intrecciano con i drammi della mancanza di lavoro e della precarietà.

Il nostro giudizio è che le sempre più evidenti difficoltà del Comune nell'assicurazione di prestazioni sociali (anche nel campo dell'assistenza e delle attività educative) non dipendano solamente dalle ristrettezze economiche in cui esso si trova e dai margini strettissimi di manovra imposti dal Patto di Stabilità, nè che esse possano giustificarsi unicamente con la crisi generale che gli è piovuta addosso, ma trovino forti (e possiamo dire ormai storiche) responsabilità nella politica condotta negli ultimi undici anni, che progressivamente e scientemente ha inteso privilegiare grandi opere, investimenti e sviluppo edilizio rispetto alle politiche sociali e alle reti dei servizi necessari.  Oggi, nell'attuale situazione di penuria, il Comune è costretto ad affidarsi, per far sopravvivere il livello minimo dei servizi, a contributi esterni e all'intervento provvidenziale di progetti. E la situazione  di sofferenza è sotto gli occhi di tutti, sempre più grave, malgrado i recenti aumenti decisi dalla Maggioranza governante per scuola bus, scuola estiva, mense scolastiche, nidi (buoni presenza), peraltro con criteri di ammissione e iscrizione  penalizzanti per  tanti. Maggioranza che continua , trepidante, a dirsi in attesa del cd "federalismo fiscale", facendo finta di non vedere che tale cambiamento 'epocale', per come è stato concepito, oltre a portare un rischio di arbitrarietà nelle imposizioni locali, incentiverà, soprattutto, i processi già in atto di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi.

Il problema di fondo è che non ci si è preoccupati, mentre la città cambiava in senso demografico, anagrafico e sociale, di  riarticolare e strutturare i servizi come sarebbe stato necessario, anche in previsione di tempi difficili. Con la conseguenza che i livelli di protezione sociale, già molto parziali, si sono ulteriormente abbassati e infragiliti.

La gestione della Seris, come avevamo previsto, evidenzia sempre di più i suoi costi e svantaggi: aumentate ancora, per il nuovo anno scolastico, le tariffe dei servizi (pre-scuola, pranzo assistito, dopo scuola), oltre ai buoni pasto, ora si pone il problema del personale con cui garantire il servizio di pre-scuola, (dopo che erano stati in forse anche gli altri due) che l'Assessorato, rivolgendosi ai dirigenti scolastici, chiede che sia fatto carico agli stessi insegnanti, non riuscendo a pagare le figure professionali preposte!! E questo, mentre la qualità dei pasti, a giudizio di tantissimi genitori, va peggiorando progressivamente riguardo a menù e cibo stesso.

Per le ragioni suesposte, ieri, per l'ennesima volta, ho rilanciato l'esigenza di un bilancio sociale e di un piano regolatore dei servizi, proposte che vado avanzando da anni, al fine di dotare il Comune e il Consiglio Comunale di strumenti utili non certo a pianificare  l'impossibile, ma ad orientare, dato un condiviso ordine di priorità definito sulla base di un aggiornato monitoraggio dei bisogni dei nostri concittadini e di credibili standards di qualità, l'azione amministrativa settoriale e gli investimenti sociali di maggiore importanza. Ripeto: strumenti che aiuterebbero, proprio in una situazione così incerta e complessa come l'attuale, a restituire un minimo di razionalità e organicità alle politiche comunali, diversamente votate all'episodicità e alla parzialità degli interventi.

Sarebbe anche un modo innovativo per chiamare ad una intelligente quanto necessaria corresponsabilizzazione tutti gli attori sociali da convolgere nella progettazione partecipata della promozione sociale di un territorio, a partire dalle forze migliori del volontariato sociale,  dai giovani, dal mondo della scuola, dalle associazioni. Risorse della cittadinanza sociale che andrebbero decisamente valorizzate".

C.S.

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