"Il 'Laboratorio per Imperia' porta nel suo stesso dna le ragioni per avere diritto a un futuro. Vale a dire le ragioni per continuare a fare. Nascono da una forte assunzione di responsabilità e dalla necessità di sostenere il cambiamento". Ad affermarlo è Roberto Cristaldini in risposta - dice - ai continui attacchi carichi di livore anche personali, spiegando chi sono e cosa intendono fare così da evitare di alimentare il teatrino della politica.
"Il 'Laboratorio per Imperia' è stato e deve continuare a essere la sorgente stessa del cambiamento perché è fatto di persone che riescono a vedere i problemi come opportunità, perché è fatto di persone libere, uomini e donne che non devono rendere conto a qualcuno, ma solo alla collettività. Ma il cambiamento ha bisogno di tempo: il Civismo è una nozione che deve essere riproposta, perché a Imperia è stata troppo a lungo dimenticata. Imperia non è solo un luogo geografico, ma diventa quindi un'idea, un progetto.
Dobbiamo proporre alternative alla politica clientelare che ha favorito l'interesse di pochi; che ha generato un consenso diffuso basato su servizi e favori resi, reali o presunti, o fatti credere come tali, e poi alimentato da promesse non mantenute; che ha trasformato Il diritto alla soddisfazione di un bisogno, o l'approvazione di un progetto, in un piacere elargito dal compiacente di turno; che ha visto gli stessi personaggi da anni spartire potere, incarichi, prebende.
Queste sono le ragioni per cui il 'Laboratorio per Imperia' deve continuare a vivere. Questi risultati si ottengono solo attraverso una formazione trasversale alle ideologie che abbia il solo obiettivo di vedere, valutare, affrontare e risolvere i problemi di tutti; una formazione fatta di persone che nel rispetto delle regole si propongano per una politica nel solco della legalità; persone che ci mettono la faccia in cambio di veder soddisfatta un'aspettativa condivisa; uomini e donne capaci di evitare promesse insostenibili ma che mettono il massimo impegno.
Queste, al di sopra delle barriere ideologiche, sono le motivazioni che ci hanno unito oggi, consapevoli che le criticità si risolvono con le idee e la voglia di fare e che tutti insieme è meglio. Ma sono anche le motivazioni per restare insieme nel futuro.
Ed ecco che, come fosse un percorso preannunciato, anche nella politica più alta del Paese ci si avvia per la stessa strada. Con una differenza però: qui da noi l'ha imposto la coscienza, il bisogno di cambiare, non il pareggio elettorale. Abbiamo la disponibilità di persone per bene che possono impegnarsi: non dare futuro a questo progetto potrebbe essere l’ultimo errore che ci resta da commettere".
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