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Attualità | 06 febbraio 2020, 10:15

Food Bag obbligatoria nei ristoranti: l'associazione "Ristoranti della Tavolozza" sostiene la petizione lanciata su change.org

Nella giornata nazionale contro gli sprechi, il Festival del Giornalismo Alimentare lancia la raccolta firme per rendere obbligatoria nei ristoranti la scatola per portare a casa gli avanzi di cibo.

Food Bag obbligatoria nei ristoranti: l'associazione "Ristoranti della Tavolozza" sostiene la petizione lanciata su change.org

La petizione su Change.Org porta il titolo “Food bag obbligatoria al ristorante” ed è rivolta al ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali; al ministro della salute e al presidente della Commissione agricoltura della Camera dei deputati. La petizione vuole sostenere una vera e propria Proposta di legge, sotto forma di emendamento all’articolo 10 della legge Gadda sulla lotta contro gli sprechi alimentari e mira a rendere obbligatoria la consegna della Food bag in ogni esercizio e in ogni manifestazione dove vengano somministrati cibi e bevande. Si chiede anche un contenitore per vino e bevande non gasate. Non una consegna facoltativa ma un vero obbligo per gli esercenti, anche se il cliente non lo chiede. In Italia, infatti, i clienti non richiedono la food bag perché non è pratica, ma anche perché si vergognano.

L’associazione Ristoranti della Tavolozza con una circolare inviata a tutti i soci si è impegnata a sostenere la petizione invitando i ristoratori aderenti a dotarsi, subito e senza attendere l'obbligo di legge, della scatola da consegnare ai clienti per portare a casa il cibo pagato e non consumato.

In Italia lo spreco di alimenti vale ogni anno dai 300 ai 400 euro per famiglia e questo importante tema è stato inserito fra gli obiettivi principali del Festival del Giornalismo Alimentare 2020 proprio con l’intento di contribuire a sensibilizzare consumatori e ristoratori su questo grande tema.

“Perché “l’oggetto fisico” food bag – spiegano gli organizzatori del Festival del Giornalismo Alimentare - rappresenta di per sé un formidabile strumento di comunicazione di una buona pratica: quella di mettere da parte per un altro pranzo il cibo avanzato nel piatto. Ma anche perché la scatola della food bag si presta ad essere veicolo di informazione, in particolare per la corretta conservazione dei cibi (in questo caso dei cibi avanzati). Per questo, in supporto a questa idea di food bag come veicolo di comunicazione, il Festival distribuirà a tutti i partecipanti che verranno dal 20 al 22 febbraio al Centro congressi del Lingotto la propria food bag. Una scatola a manici con il brand del Festival, che contiene un’altra scatola adatta al contatto con gli alimenti. Sul lato interno della bag c’è stampato il decalogo della conservazione del cibo con le info utili per consumare in sicurezza il cibo contenuto nella food bag. Starà al mercato individuare futuri design delle food bag che rendano più pratico il trasporto in borsa e zainetto, mentre l’obbligatorietà, col tempo, avrà il potere di azzerare il problema psicologico che oggi i clienti hanno nei confronti della richiesta del portarsi a casa gli avanzi, pagati.”

Per consultare il testo della petizione e l’emendamento di legge: https://www.festivalgiornalismoalimentare.it/petizione

Claudio Porchia

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