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Attualità | 05 novembre 2019, 07:25

Sanremo: nuove scoperte del gruppo 'ArcheoNervia' nel comprensorio di Monte Bignone e Monte Caggio

Scoperto un ‘Dolmen’, monumento funerario nella versione locale con sopra l'enorme blocco di roccia di copertura un altare sacrificale con vaschetta che per le sue caratteristiche monumentali doveva appartenere ad un clan familiare con particolari prerogative sociali.

Sanremo: nuove scoperte del gruppo 'ArcheoNervia' nel comprensorio di Monte Bignone e Monte Caggio

“Compiere ricerche nel comprensorio di Monte Bignone e del Monte Caggio vuol dire immergersi in un paesaggio che stimola forti emozioni e al tempo stesso uno stato d'animo di sdegno e di sconforto nel dover costatare che le mulattiere non esistono più, ridotte a canaloni a causa delle continue scorribande dei motociclisti che ne hanno rimosso il basolato e viene da chiedersi che cosa hanno fatto le amministrazioni, i Verdi, la Legambiente,  la Sopraindendeza ai beni archeologici e Italia Nostra  in tutti questi anni per combattere la distruzione sistematica  di un settore importante del  nostro patrimonio archeologico”.

Interviene in questo modo il gruppo ‘ArcheoNervia’, al termine dell'ultima escursione condotta trai boschi della montagna, che ha avuto come esito positivo la scoperta di un ‘Dolmen’, monumento funerario nella versione locale con sopra l'enorme blocco di roccia di copertura un altare sacrificale con vaschetta che per le sue caratteristiche monumentali doveva appartenere ad un clan familiare con particolari prerogative sociali.

“E’ possibile che saranno in molti ad obiettare che la  tomba in oggetto non ha nulla per essere paragonata ai ‘Dolmen’ scoperti in Puglia, Sicilia, Sardegna e in altre parti d’Europa – prosegue il gruppo - realizzati in luoghi pianeggianti con dei grandi blocchi di roccia infissi al suolo e un architrave di copertura. Tombe monumentali della civiltà Megalitica con caratteristiche  simili che non è possibile realizzare in altura sulle pendici del Monte Caggio e Monte Bignone a causa delle difficoltà di trasporto di grandi blocchi di roccia su terreni scoscesi e accidentati. Problema a cui si è posto rimedio in ambito locale inventando un tipo di tomba monumentale di prestigio, scavando una camera sepolcrale sotto un blocco di roccia enorme in piena e totale sintonia con la funzione che veniva  attribuita al dolmen nel complesso mondo dell'oltre tomba della civiltà Megalitica, inteso come la riproduzione di una grotta artificiale dove il defunto veniva sepolto con il corredo funebre nel ventre della Terra Madre in attesa della rinascita”.

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