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Cronaca | 13 agosto 2019, 18:35

Imperia: tunisino radicalizzato espulso per motivi di sicurezza dal territorio nazionale, aveva sostenuto un terrorista islamico

Lo straniero, con un curriculum criminale caratterizzato da numerosi delitti commessi in varie regioni d’Italia, più volte arrestato e recluso nelle carceri di Enna, Firenze, Gela, Grosseto e Ragusa perché colto in flagranza di reato o per esecuzione di un precedente provvedimento del giudice, per sottrarsi alla cattura ha utilizzato 10 alias, spacciandosi anche per marocchino.

Imperia: tunisino radicalizzato espulso per motivi di sicurezza dal territorio nazionale, aveva sostenuto un terrorista islamico

Prosegue l’attività della Polizia nel contrasto all’immigrazione clandestina, anche in considerazione della nuova rotta balcanica che ultimamente i profughi sembrano preferire per raggiungere i paesi europei.

Importante il lavoro della Digos consistente nell’approfondimento dei profili di quegli stranieri sospettati di seguire i dettami dell’Islam più radicale. L’ultimo, in ordine di tempo ad essere allontanato dal territorio Italiano con il decreto del Prefetto di Imperia su proposta del Questore, per motivi di sicurezza pubblica, perché sospettato di tessere contatti con militanti dello Stato islamico, è stato un cittadino tunisino 26enne (L.M.).

Lo straniero, con un curriculum criminale caratterizzato da numerosi delitti commessi in varie regioni d’Italia, più volte arrestato e recluso nelle carceri di Enna, Firenze, Gela, Grosseto e Ragusa perché colto in flagranza di reato o per esecuzione di un precedente provvedimento del giudice, per sottrarsi alla cattura ha utilizzato 10 alias, spacciandosi anche per marocchino.

A Ventimiglia, che aveva raggiunto il 3 novembre scorso provenendo da Padova dove il 31 ottobre era stato arrestato e poi rimesso in libertà il 2 novembre, evidentemente per cercare di recarsi in Francia, è terminato il suo cammino. Fermato dalle Forze dell’Ordine privo di documenti, è stato condotto immediatamente in Commissariato. Qui, con il supporto della Digos, è stato accertato il 26enne aveva la stessa identità di H.S., ovvero un sedicente cittadino marocchino di 29 anni che, nello scontare un periodo di detenzione nel carcere di Ragusa, sosteneva platealmente un uomo poi rivelatosi un terrorista islamico. L’episodio, insieme ad altri riscontri, ha determinato una capillare attività di osservazione all’interno del carcere, secondo un consolidato protocollo in cui il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, riveste il ruolo di fonte e sede del monitoraggio finalizzato all’osservazione di quei soggetti che, all’interno delle carceri, manifestino vicinanza ad associazioni terroristiche o comportamenti riconducibili all’estremismo religioso tali da ritenerli a rischio radicalizzazione.

I riscontri info-investigativi hanno consentito di stabilire la pericolosità del 26enne per la sicurezza pubblica e l’esigenza di allontanarlo dal territorio nazionale. Il 5 novembre scorso lo straniero, messo a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Imperia, è stato condotto al Centro di Permanenza e Rimpatrio di Torino, per avviare la procedura prevista. Trasferito quindi prima al CPR di Palermo e poi a quello di Trapani, a seguito del riconoscimento della cittadinanza tunisina, il 17 dicembre con volo da Roma è stato rimpatriato in Tunisia.

Incurante del divieto impostogli di rientrare nel territorio italiano, è stato ritrovato lo scorso gennaio e arrestato e tradotto nel carcere di Sanremo. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Imperia ha avviato la procedura finalizzata all’espulsione del tunisino che la settimana scorsa veniva scortato dagli agenti di polizia e rimpatriato con il volo Milano-Tunisi. 

Redazione

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