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CRONACA | mercoledì 14 febbraio 2018, 18:13

Imperia: condannato in primo grado per falsa testimonianza, assolto in appello l'ex Consigliere Regionale Franco Bonello

La vicenda è legata all’imprenditore Giovanni Ingrasciotta, il quale era entrato in contatto con Bonello, all’epoca in Regione, per una querelle sfociata in un ricorso al Tar, tra la sua ex ditta, la Coffee Time, distributrice di macchinette per le bevande, e un’azienda concorrente

Imperia: condannato in primo grado per falsa testimonianza, assolto in appello l'ex Consigliere Regionale Franco Bonello

E’ stato assolto in appello l’ex Consigliere Regionale Franco Bonello dall’accusa di falsa testimonianza. La vicenda è legata all’imprenditore Giovanni Ingrasciotta, il quale era entrato in contatto con Bonello, all’epoca in Regione, per una querelle sfociata in un ricorso al Tar, tra la sua ex ditta, la Coffee Time, distributrice di macchinette per le bevande, e un’azienda concorrente.

In un colloquio, Ingrasciotta, considerato all’epoca vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro, disse a Bonello che erano in corso perquisizioni in tutta Italia proprio alla ricerca del boss. Ingrasciotta riferì a Bonello che in quell’occasione era stata controllata anche la figlia dello stesso imprenditore.

Alcuni giorni dopo l’allora Consigliere Regionale, si recò presso la polizia giudiziaria a riferire quanto comunicatogli da Ingrasciotta. Nella sintesi della dichiarazione fu aggiunto però un particolare che in realtà non fu mai riferito, ovvero che lo stesso Ingrasciotta gli avrebbe detto di essere cugino di Messina Denaro. Questa deposizione fu usata nell’ambito di un altro processo, in cui Ingrasciotta è stato assolto in appello lo scorso gennaio.

In un’udienza di quel processo di primo grado, l’allora Pubblico Ministero Roberto Cavallone chiamò a testimoniare Bonello chiedendogli proprio la conferma della presunta confidenza di Ingrasciotta sulla parentela con il boss latitante. Bonello, che a quel punto aveva capito di aver riferito erroneamente la sua versione alla polizia giudiziaria, ritrattò la vicenda e per questo fu indagato per falsa testimonianza. Al processo venne condannato a un anno e quattro mesi dal giudice Maria Grazia Leopardi.

Questa mattina, per l’ex consigliere, difeso dall’avvocato Roberto Rum, è arrivata però l’assoluzione, su richiesta della stessa Procura Generale.   

Francesco Li Noce

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