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CRONACA | 12 febbraio 2018, 10:48

Imperia: bagarre tra Veolia e il Comune per i costi della gestione del depuratore, il Consiglio di Stato nomina un consulente

Il nuovo perito dovrà rispondere al seguente quesito: “quale fosse il corretto costo mensile connesso alla gestione del servizio per cui è causa a decorrere dal novembre del 2015 per un’impresa che operasse secondo i principi di sana, prudente e corretta gestione”

Imperia: bagarre tra Veolia e il Comune per i costi della gestione del depuratore, il Consiglio di Stato nomina un consulente

Un nuovo consulente per determinare quale fosse il corretto costo mensile del depuratore di Imperia. Lo hanno nominato i giudici del Consiglio di Stato, dopo il forfait dei due tecnici precedenti che avevano presentato motivi di impedimento.

Il ricorso è quello che vede di fronte il gestore cessato del depuratore, Veolia, (oggi è in capo a Rivieracqua ndr) e il Comune di Imperia, contro cui la ditta ha presentato ricorso, contestando l’ordinanza contingibile e urgente firmata dall’allora vice Sindaco Giuseppe Zagarella, che imponeva a Veolia la gestione del depuratore, nonostante il contenzioso tra le parti dovuto al canone che il Comune riconosceva alla società, considerato troppo basso.

Il nuovo perito, individuato nel Direttore del Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi di Milano con facoltà di delega a un Docente della medesima Università, dovrà rispondere al seguente quesito: “quale fosse il corretto costo mensile connesso alla gestione del servizio per cui è causa a decorrere dal novembre del 2015 per un’impresa che operasse secondo i principi di sana, prudente e corretta gestione”.

Nel determinare l’importo di cui sopra (anche nell’ambito di un range di valori minimi e massimi) il consulente dovrà tenere in particolare considerazione: i) l’importo attualizzato del corrispettivo originariamente riconosciuto in data 10 aprile 1989; ii) le caratteristiche dell’impianto e della sottesa tecnologia; iii) le modalità di gestione rese necessarie dall’originario contratto, dalle successive determinazioni comunali e dalla disciplina di settore e gli oneri connessi; iv) il contenuto della perizia di parte versata in atti (doc. 50) che il CTU dovrà valutare per confermarne o per escluderne in tutto o in parte l’attendibilità”.

 

Francesco Li Noce

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