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POLITICA | sabato 13 gennaio 2018, 15:07

Ventimiglia: calo di spettatori nel cinema del Teatro Comunale, le considerazioni di Carlo Iachino

Il Consigliere Comunale di 'Progetto Ventimiglia' pensa che "non sarebbe una cattiva idea se Ventimiglia puntasse ad agganciare un pubblico ‘di nicchia’, e, ancora una volta, rivolgendo speciale attenzione a spettatori di oltreconfine"

Carlo Iachino

Carlo Iachino

"Leggiamo dell'allarme lanciato dal noto imprenditore dello spettacolo Walter Vacchino circa il calo degli spettatori nelle sale cinematografiche. Oltre a indicarne la causa nel complesso rapporto tra cinema e televisioni a pagamento e nella mediocre offerta di film, Vacchino segnala ‘ragioni sociali’ che collocano tra le meno frequentate proprio il cinema teatro di Ventimiglia, di cui lo stesso ha la gestione". Ad intervenire sull'argomento il Consigliere Comunale di 'Progetto Ventimiglia' Carlo Iachino che continua: "Nessun dubbio che tra tali ragioni sociali vada scorto il difficile momento che la città vive da tre anni con il continuo flusso di migranti e che di certo contribuisce ad un clima di insicurezza poco ideale per uscite serali. Eppure viene da chiedersi se il brutto primato venitimigliese non vada ricercato anche nella modestissima proposta cinematografica del nostro cinema comunale: film generalmente commerciali e di livello non eccellente.

Forse non sarebbe una cattiva idea se Ventimiglia puntasse ad agganciare un pubblico ‘di nicchia’, come si dice, e, ancora una volta, rivolgendo speciale attenzione a spettatori di oltreconfine, programmando e pubblicizzando sui media nizzardi e monegaschi film italiani, che ai francesi piacciono, debitamente sottotitolati o, perché no, film francesi sottotitolati per il pubblico di casa nostra, nel quadro di quel frontalierato che da sempre caratterizza la nostra città e che come Progetto Ventimiglia rivendichiamo dalla sua fondazione, non più come sviluppo spontaneo e disordinato, ma come precisa scelta politica organicamente governata. Viene da chiedersi dunque se nel rinnovo della convenzione l'Amministrazione Comunale non debba imporre tale nuovo, sperimentale indirizzo".

C.S.

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