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ATTUALITÀ | 28 maggio 2016, 07:14

Perinaldo: porte del Santuario di N.S. della Visitazione chiuse al Sindaco che chiama in causa il Vescovo

Dopo la 'protesta' delle campane mute un'altra singolare situazione vede protagonista il 'borgo delle stelle'.

Perinaldo: porte del Santuario di N.S. della Visitazione chiuse al Sindaco che chiama in causa il Vescovo

Il Santuario della Visitazione di Perinaldo è stato costruito tra il 1602 e il 1612 e secondo la leggenda locale, chi confessava al parroco i propri peccati o misfatti, veniva mandato qui ad espiare le proprie colpe La tradizione popolare lo vuole "orientato sul meridiano" su proposta di Giovanni Domenico Cassini. In realtà non esiste ad oggi una documentazione che lo certifichi tuttavia all'interno della Chiesa è stata realizzata nel 2007 una grande meridiana a camera oscura, fra le più grandi esistenti e la più grande realizzata dalla fine dell'Ottocento.

Ad occuparsi da dieci anni della meridiana spiegandone funzionamento e caratteristiche a visitatori e turisti sono le stesse persone che l’hanno realizzata all’epoca, vale a dire l’Associazione Stellaria che fino a poco tempo fa si occupava anche della gestione dell’osservatorio astronomico del borgo. Un compito quest’ultimo che è passato in mano ad un’altra associazione dopo che tra Stellaria e Amministrazione sono iniziati a ‘volare gli stracci’.

Un caso ancora non completamente chiuso da quanto si evince sul sito di Stellaria dove gli stessi associati riportano le motivazioni del perché, dal canto loro, non operano più all’osservatorio. Nel testo peraltro si legge anche in riferimento al Santuario e alla Meridiana: “Abbiamo realizzato la Meridiana della Visitazione, da 10 anni ne spieghiamo il funzionamento, la costruzione e le caratteristiche che la rendono unica nel suo genere, accogliendo visitatori e personalità scientifiche da ogni regione d’Italia, università e centri astronomici, e dall’estero (dalla Francia alla Spagna, dall’Università di Cambridge a Cap Canaveral …), ed ora l’Amministrazione comunale di Perinaldo, nella persona del Sindaco, vorrebbe scavalcare il nostro operato e far, lui, conoscere al mondo il “suo” gioiello, cercando di allontanarci dalla nostra opera e attività”.

Fin dal primo studio di fattibilità dell’opera e primi contatti con la Curia, abbiamo cercato in tutti i modi di coinvolgere fattivamente l’Amministrazione del Comune ma nessuno si è mai attivato, né per cercare i fondi necessari né in nessun altro modo. Solo qualche anno fa, dopo anni dalla realizzazione dell’opera, il Comune, dietro insistenza dell’attuale Parroco Padre Carlo Crignola, ha gentilmente concesso un contributo di 5.000 euro, su un totale di circa 80.000, occorsi per l’insieme dei lavori”.

Padre Carlo Crignola è proprio lo stesso parroco che lo vede protagonista della ‘protesta’ della campane mute nei confronti dell’Amministrazione a suo dire debitrice relativamente ai costi di riparazione dell’orologio della Chiesa (QUI). Adesso però il Sindaco Francesco Guglielmi vorrebbe avere anch’egli le chiavi (ora in possesso del parroco e di Stellaria) per avere accesso al Santuario che di norma viene aperto al pubblico solo periodicamente per gli eventi legati alla meridiana o per le funzioni religiose.

Non vogliamo impedire a nessuno di svolgere le proprie attività scientifico culturali – ha spiegato il primo cittadino Francesco Guglielmi - ma sarebbe opportuno che il Santuario potesse essere reso più visitabile. Se l’Amministrazione avesse la chiave potrebbe garantire più aperture al pubblico inoltre riteniamo di averne diritto avendo investito anche noi una somma di denaro per l’opera e invece non capisco questa chiusura. Per tali ragioni abbiamo richiesto l’intervento del Vescovo”.

La questione è allo studio di Sua Eccellenza Mons. Antonio Suetta: “Ho ascoltato con attenzione le diverse parti in causa e ho preso possesso di alcuni documenti, presto saremo in grado di dare una risposta certa per dirimere la questione che gravita intorno ad una struttura ecclesiastica e come tale comunque dovrebbe rimanere estranea ad attività diverse ed essere trattata in primis come luogo di culto. Questo è il criterio sul quale potremo dare un indirizzo dal punto di vista della Chiesa e su questa base valuteremo le situazioni pendenti”. 

Lorenzo Ballestra

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