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CRONACA | sabato 23 gennaio 2016, 07:14

Sanremo: caso dei 'furbetti del cartellino', nei prossimi giorni nuovi licenziamenti? Poi potrebbero scattare i ricorsi

Intanto nelle motivazioni viene evidenziato come lo straordinario sarebbe stato utilizzato in modo truffaldino ed ingannatorio, inventando incombenze sulla consegna delle tessere elettorali.

Via libera del governo ai licenziamenti dei 'furbetti' del cartellino. Il Consiglio dei ministri ha approvato i primi undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione. Il licenziamento del dipendente pubblico che timbra il cartellino e se ne va "Non è una possibilità, non è un optional, ma un obbligo, è questa la differenza con il passato", ha sottolineato il presidente del Consiglio.

Le dichiarazioni del Premier Renzi sono ovviamente rimbalzate soprattutto a Sanremo, dove il caso dei cosiddetti ‘furbetti del cartellino’ è esploso il 22 ottobre scorso, al termine dell’inchiesta della Guardia di Finanza e che ha visto già 4 licenziamenti (Claudio Castagna di 52 anni e Mauro Gianforte, 63ennne entrambi messi notificatori; Vincenzo Paternò, 56 anni operaio specializzato e Marco Checchi, 48 anni, specializzato del servizio Ambiente). Mercoledì, il giorno dopo la firma dei primi 4 provvedimenti, è emersa la possibilità che nelle prossime ore altri licenziamenti possano essere firmati dal Segretario Generale, Concetta Orlando, che ha svolto le audizioni dei dipendenti nei giorni scorsi.

Dal punto di vista giuridico cosa possono fare i dipendenti del comune licenziati? In pratica possono presentare un ricorso al Giudice del Lavoro, nel quale viene impugnato il licenziamento. Se il Giudice annulla il provvedimento il dipendente rientra al lavoro, altrimenti quest’ultimo può appellarsi al secondo e terzo grado di giudizio. Ma, in caso di ragione data al Comune, il dipendente deve pagare tutte le spese processuali. C’è anche una via di mezzo, ovvero che la Commissione decida per una sospensione temporale dal lavoro senza stipendio (3, 6, 12 mesi o altro). In questo caso la difesa del dipendente decide se appellarsi al Giudice oppure accettare la sospensione.

Intanto emergono particolari incredibili sulle motivazioni dei primi 4 licenziamenti, secondo le quali, sarebbe stato il coordinatore dei messi notificatori a raccomandare i dipendenti di non farsi trovare in ufficio per non dare nell’occhio, circa gli esigui carichi di lavoro. Nelle motivazioni viene evidenziato come lo straordinario sarebbe stato utilizzato in modo truffaldino ed ingannatorio, inventando incombenze sulla consegna delle tessere elettorali.

Nelle motivazioni, scritte in ben 19 dettagliatissime pagine, emergerebbe anche la possibilità di alcune responsabilità dei dirigenti. 

Carlo Alessi

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