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CRONACA | venerdì 15 maggio 2015, 12:15

Imperia: i testimoni della difesa hanno sfilato al processo sul caso Scajola-Minasso. L'ex Ministro sarà sentito il 28 maggio

Due le principali domande poste ai teste Luigi Morgillo, Marco Melgrati e Franco Orsi, membri del Pdl-Forza Italia, e al giornalista de Il Secolo XIX Marco Menduni: i dettagli dell'intervento di Claudio Scajola, nel corso del Coordinamento Regionale del Pdl del 1 dicembre 2012 a Genova e le presunte minacce di Scajola ai dissidenti Eugenio Minasso, Luigi Grillo e Michele Scandroglio relative ai documenti raccolti nel corso degli anni, e se avessero mai ricevuto l'informativa sul presunto utilizzo di cocaina da parte di Minasso, oggetto del processo

Imperia: i testimoni della difesa hanno sfilato al processo sul caso Scajola-Minasso. L'ex Ministro sarà sentito il 28 maggio

Hanno sfilato, davanti al giudice Maria Grazia Leopardi, i testimoni della difesa al processo che vede imputato Claudio Scajola con l'accusa di ricettazione per essere stato trovato in possesso di un'informativa riguardante il presunto utilizzo di cocaina da parte del rivale in politica Eugenio Minasso.

Due le principali domande poste dalla difesa di Claudio Scajola, composta dagli avvocati Marco Mangia ed Elisabetta Busuito, e dal Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo, ai teste Luigi Morgillo, Marco Melgrati e Franco Orsi, membri del Pdl-Forza Italia, e al giornalista de Il Secolo XIX Marco Menduni: i dettagli dell'intervento di Claudio Scajola, nel corso del Coordinamento Regionale del Pdl del 1 dicembre 2012 a Genova e le presunte minacce di Scajola ai dissidenti Eugenio Minasso, Luigi Grillo e Michele Scandroglio relative ai documenti raccolti nel corso degli anni, e se avessero mai ricevuto l'informativa sul presunto utilizzo di cocaina da parte di Minasso, oggetto del processo.

Luigi Morgillo: "Ricordo che a quella riunione erano stati presi nel mirino Scandroglio, Grillo e Minasso. Furono però loro ad andare sui giornali utilizzando argomenti non oggetto della discussione, dicendo di essere stati minacciati. Per quanto riguarda il documento, posso dire di avere ricevuto un'informativa sull'utilizzo di cocaina da parte di Eugenio Minasso. Ricordo di averla ricevuta come lettera anonima nella posta interna della Regione tra il 2005 e il 2010. Non fui particolarmente interessato perché era una voce che circolava da tempo nei corridoi della Regione. Credo arrivasse addirittura da membri di Alleanza Nazionale, il partito di cui faceva parte Minasso prima della costituzione del Pdl al cui interno si era creata una spaccatura di carattere personalistico. Tornando al discorso di Scajola al Coordinamento Regionale, parlò delle sue vicende personali, il porto di Imperia e la casa romana. Si disse amareggiato dal punto di vista umano".

Il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo ha poi chiesto a Morgillo se ricordasse una dichiarazione di avvertimento da parte di Claudio Scajola nei confronti di Luigi Grillo, relativamente a dei presunti conti bancari all'estero.

"Non ricordo - ha risposto Morgillo - so che i tre al termine della riunione hanno detto ai giornali di essersi sentiti minacciati, ma il tenore dell'intervento era differente. Scajola disse chiaramente che per i suoi ruoli politici, era venuto a conoscenza di molte cose, ma che non si sarebbe mai permesso di utilizzarle per scopi politici. Questa sua frase era chiaramente rivolta a Grillo, Scandroglio e Minasso. Dell'informativa si parlava da tempo, ripeto, sicuramente prima del 2008, ricordo che a dirmelo furono alcuni colleghi di An, come Giacomo Gatti di La Spezia e Fabio Cenerini, che era il Coordinatore di Alleanza Nazionale. Io dopo aver ricevuto il documento l'ho cestinato subito".

Marco Melgrati: "Ero a quella riunione. Era stato fatto anche un filmato che avevo dato ad Alessandro Scajola, fratello di Claudio, fatto da Fabio Lucchini, mio collaboratore dell'epoca. Claudio Scajola tenne un discorso politico. Ha detto che con il ruolo assunto nel corso della sua carriera avrebbe potuto avere informazioni che comunque non aveva intenzione di usare".

L'avvocato Elisabetta Busuito ha chiesto a Melgrati se ricordasse di polemiche in seguito all'intervento di Claudio Scajola al Coordinamento Regionale.

"All'interno del partito ci sono le correnti - ha risposto Melgrati - allora era in atto una faida politica, un distinguo di posizioni tra Scajola e la componente ex An che si protraeva nel tempo. C'erano tensioni a livello politico, contrasti per il potere, ma quello con la "p" minuscola all'interno del partito. Per quanto riguarda il documento, ricordo che girava. Io l'ho ricevuto in busta anonima nella posta della Regione, e come me credo l'avessero ricevuto tutti i consiglieri del partito. Lo avevano anche tanti ex An perché all'interno di Alleanza Nazionale c'era una lotta tra minassiani e non minassiani. Ricordo di averne parlato con altri colleghi, come Gianni Plinio il quale mi aveva detto che quel documento circolava da tempo. Scajola però non mi ha mai detto di averlo ricevuto".

Bogliolo ha poi chiesto a Melgrati se ricordasse le parole di Claudio Scajola nel corso del suo intervento, in particolare se ricordasse minacce nei confronti di Grillo, e, relativamente all'informativa, Bogliolo ha chiesto a Melgrati se nel periodo in cui è stato Consigliere Regionale, avesse mai ricevuto altre informative simili.

"Non ricordo parole di Scajola contro Grillo che certo non ha mai avuto rapporti 'd'amore' con Scajola e la sua corrente. Non ricordo nemmeno parole di Scajola relative ai conti correnti di Grillo. Per quanto riguarda l'informativa, posso dire di avere ricevuto una volta un dossier fotografico su un magistrato della Procura di Savona, ma in quel caso, tramite il Maresciallo dei Carabinieri di Alassio avevo provveduto a restituirlo al diretto interessato. Per quanto riguarda l'informativa su Minasso, l'ho cestinata subito".

Franco Orsi: "Ricordo quella riunione. Scajola fece un intervento duro. La stragrande parte dei militanti del Pdl aveva assunto un conflitto con il Coordinamento Regionale. L'intervento di Scajola fu un attacco politico e personale, ma non ricordo che furono fatte delle minacce, infatti io mi arrabbiai con alcuni giornalisti che non parlarono di quello che era avvenuto, ovvero della sfiducia nei confronti del Coordinamento Regionale, ma di queste presunte minacce di cui io, ripeto, non mi ero accorto e che anzi ho appreso dai giornali".

Marco Menduni: "L'informativa mi è stata recapitata due volte, in due epoche differenti. Ricordo che ne parlai con due direttori differenti, sicuramente una volta prima del 2009 e una volta dopo, ma in entrambi i casi decidemmo di non scrivere niente perché era un'informativa anonima. Credo che quel documento sia finito nelle mani di altri miei colleghi, in particolare Marco Preve di Repubblica", tesi confermata dallo stesso Preve nel corso della scorsa udienza.

Il processo è stato aggiornato al 28 maggio, giorno in cui saranno ascoltati Eugenio Minasso, relativamente alla riunione del Coordinamento Regionale del Pdl del 1 dicembre 2012, e Claudio Scajola.

 



 

Francesco Li Noce

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