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Attualità | 24 settembre 2014, 17:36

Outlet in Valle Armea a Sanremo, la Confcommercio dice no: "Conseguenze devastanti sul tessuto economico già fortemente in crisi"

La Confcommercio ha espresso forti dubbi e tante perplessità di fronte ad un’operazione di quella portata e auspica che si faccia al più presto marcia indietro sull’intera operazione.

Outlet in Valle Armea a Sanremo, la Confcommercio dice no: "Conseguenze devastanti sul tessuto economico già fortemente in crisi"

Un outlet di lusso in Valle Armea? La Confcommercio dice no. Come anticipato stamani dal nostro giornale, l'associazione di categoria ha confermato che “Una mega struttura commerciale avrebbe conseguenze disastrose per l’intera l’economia commerciale di Sanremo”. La Confcommercio  ha espresso forti dubbi e tante perplessità di fronte ad un’operazione di quella portata e auspica che si faccia al più presto marcia indietro sull’intera operazione perché è il parere corale “centinaia di aziende commerciali prevalentemente del settore moda e tradizionalmente ubicate in centro sarebbero costrette alla chiusura con ripercussioni negative anche sul fronte occupazionale”.

“La notizia dell’apertura di un outlet in Valle Armea ha avuto un effetto bomba. Mi faccio allora portavoce del malcontento dei miei associati – sottolinea Gianni Ostanel, presidente dela Confcommercio di Sanremo – Forse il Comune avrebbe dovuto aprire un dialogo a priori piuttosto che descrivere il progetto sui giornali come abbiamo letto. Sarebbe stato meglio illustrare l’operazione attraverso un confronto aperto con le categorie tenendo conto dello stato di crisi che sta vivendo questa città come tutto il resto della provincia. Piuttosto che caldeggiare questo intervento ritengo invece sia necessario difendere la rete del piccolo commercio senza dimenticare che i negozi sino ad oggi sono stati il vero perno dell’economia dopo che anche la floricultura ha risentito per la crisi. L’apertura di un outlet in Valle Armea metterà ulteriormente in ginocchio le imprese che oggi faticosamente tentano di resistere alla grave crisi dei consumi. Ed è inammissibile sostenere che questi nuovi centri commerciali saranno una occasione per favorire l’occupazione quando l’apertura di questi complessi non farà altro che costringere i negozianti a chiudere e a licenziare il personale”.

“Sanremo è la città del lusso. Qui esiste già un centro commerciale addirittura a cielo aperto, è in via Matteotti e nelle vie laterali. E qui che si devono far arrivare i turisti. Il nostro centro commerciale naturale a cielo aperto, lungo più di un chilometro, conta una settantina di attività e oltre 300 dipendenti. Inoltre può vantare un fatturato di diversi milioni di euro – spiega Cinzia Calvini membro del Consiglio della Confcommercio cittadina-  e contribuisce in maniera importante alle entrate tributarie del Comune. Aprire un outlet sarebbe come tradire chi ha sempre pagato le tasse e sostenuto quindi il bilancio di un Comune. Non abbiamo bisogno di un centro commerciale della moda, Sanremo ha già davvero tutto – esclama con forza Cinzia Calvini -  Pensiamo a migliorare la pulizia delle strade, a rendere ancora più bella e lussuosa Sanremo piuttosto che occuparci di mega progetti che avrebbero delle ricadute disastrose sul commercio. Chi ci amministra evidentemente non ha idea di quello che produciamo e forse dovrebbe rendersene conto. Dire ai commercianti “state tranquilli, mandiamo i turisti anche in centro dopo la visita all’outlet” è come dire ai turisti che vogliono visitare Firenze andiamo prima da De Mall e poi vi mandiamo a vedere le meraviglie della città toscana.  Lo abbiamo già visto altrove come sono andate a finire certe operazioni. A La Spezia, con l’apertura di un outlet, si è assistito ad un progressivo processo di impoverimento del tessuto commerciale e di desertificazione delle città e dei centri storici, dove invece la presenza dei negozi invece, lo sappiamo bene, qualifica la vita delle comunità ed è sempre stato un baluardo per la vivibilità della città”. 

Un altro commerciante storico come Antonio Fontanelli ricorda come “Sanremo sia stata promossa a pieni voti per la presenza delle sue attività commerciali da uno studio sulla vivibilità delle città. Qui ci sono delle eccellenze, la qualità della merce venduta è riconosciuta in tutto il mondo e questo risultato deve essere difeso con grande orgoglio. Si parla di outlet, ma forse sarebbe meglio precisare che in Valle Armea verrebbero aperti negozi aziendali che alla fine metteranno in vendita surplus di magazzino, surplus di produzione. A chi giova questo genere di operazione? Piuttosto che agevolare l’apertura di centri commerciali di quella tipologia chiediamo con forza l’impegno da parte di tutti e anche dell’amministrazione comunale di dare vita ad un sistema economico ancora più brillante e vantaggioso. Pensiamo allora ad avviare la formula delle shopping card che possa incentivare davvero la clientela a fare acquisti in questo meraviglioso centro di Sanremo piuttosto che occuparci di pensare ad un’operazione dall’effetto bomba come un centro commerciale in Valle Armea”.

Per Michele Abate, in linea con quanto affermano i colleghi, un’idea potrebbe essere aprire un outlet ma dedicato al mondo floreale. “Ho sempre caldeggiato e avanzato proposte positive. Sanremo è la città dei fiori. Più che un outlet commerciale che darebbe occupazione in provincia solo al 70 % dei 200 dipendenti annunciati– dice – perché non pensiamo ad aprire un centro commerciale dei fiori: un immenso ipermercato dove puoi trovare dai fiori recisi, alle piante in vaso, dall’arredamento per giardini al concime. Una cosa del genere qui non esiste e forse avrebbe un senso vista la tipicità di questa zona”.

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