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AL DIRETTORE | lunedì 10 marzo 2014, 22:14

Laigueglia, perla della riviera savonese e di ponente nel racconto del lettore Pierluigi Casalino

Laigueglia, perla della riviera savonese e di ponente nel racconto del lettore Pierluigi Casalino

I Liguri Ingauni abitavano la fascia costiera che unisce Capo Noli a Capo Berta. Solo i resti della via consolare che, iniziata da Emilio Scauro, fu completata da Augusto ne sono la testimonianza più sicura. Tale arteria lasciava l'odierna Laigueglia, da oriente, per salire fino alla Colla Micheri e scendere quindi nella vallata di Andora, immettendosi nell'area del Merula, evitando Capo Mele, soggetto sempre a frane e irto di difficoltà e di pericoli nella sua impervia percorrenza lato mare.

Laigueglia prese il nome dalla Legio Aquilia e fu un centro già popolato sia da elementi celtoliguri che da greci focesi provenienti dal fondaco focese di Andòra. Luogo di smistamento delle forze romane, Laigueglia si sviluppò soprattutto nel secolo XII anche grazie all'immigrazione dei Catalani che venivano a pescare i Coralli nel tratto di mare tra Cervo e la stessa Laigueglia. In quel periodo quest'ultima entrava a far parte della Repubblica di Genova. Se pur insidiata dalle incursioni saracene e arabo-andaluse, tra il X e il XII secolo, e poi da quelle turco-barbaresche a partire dal XIV secolo, Laigueglia conseguì  una posizione di grande progresso nel XV secolo ad opera della sua marineria che con quella della vicina Alassio divenne tra le più importanti del Mediterraneo. Nel 1564 fu costruito a scopi difensivi il Bastione di Levante per meglio proteggere gli abitanti dagli sbarchi dei musulmani. Al XVIII secolo risale, invece, la stupenda chiesa barocca di San Matteo, sorta su un oratorio del IV secolo. Sia l'Oratorio di Santa Maria Maddalena (dove si recita, il Giovedì santo, una litania mozarabica portata a Laigueglia dai catalani) che la cappella delle Penne rientrano nella tradizione catalana che a Laigueglia ha lasciato nomi di famiglie e di angoli (vico Catalani ne è un esempio) caratteristici. Nella cappella della Concezione e in quella delle Penne sono tuttora conservati molti ex voto dei pescatori e dei naviganti laiguegliesi che fecero la fortuna di questa magnifica perla di Liguria. Il 14 febbraio 1814 Papa Pio VII, di ritorno da Avignone in direzione di Roma, pernottò nel Palazzo Semeria, come ricorda una lapide posta a memoria dell'evento. Con l'avvento dei bastimenti l'economia marittima di Laigueglia entrò in una crisi irreversibile e venne meno la potenza di quella flotta di legni di tanti e tanti "patroni": molti laiguegliesi emigrarono elle Americhe, l'imbarco di molti giovani sulle navi mercantili e la povera agricoltura esistente - che al tempo dell'amministrazione napoleonica vantava una fiorente industria olivicola con numerose aziende e frantoi - resteranno le sole risorse di una cittadina che aveva conosciuto tempi tanto gloriosi.

Sarà dopo gli anni Venti con l'avvento della nuova stagione turistica che Laigueglia ritroverò un pò dello smalto perduto. La comune origine dell'attività turistica con i centri dell'estrema Liguria di Ponente, con l'impulso dato soprattutto dagli Inglesi, ha sempre legato Laigueglia e la vicina Alassio più a Sanremo e Bordighera che alle cittadine del Savonese: ne è prova il fatto che quando si affermò circa settantanni fa la denominazione "Riviera dei Fiori", questa andava da Alassio a Ventimiglia. 

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