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POLITICA | 25 maggio 2012, 12:35

Interrogazione in Provincia di Claudio Martini (IDV): "Le sagre fanno concorrenza sleale ai ristoranti!"

Particolarmente duro l'intervento del Consigliere Provinciale di minoranza.

Foto generica

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Il Consigliere Provinciale dell’Idv, Claudio Martini, ha inviato un’interrogazione, chiedendo il rispetto delle leggi e delle norme relative alla ristorazione da parte di tutti coloro che svolgono, a diverso titolo, le sagre.

“Nel periodo estivo – scrive Martini - i ristoratori vengono messi di fronte ad una concorrenza sleale da perte di comitati, pro-loco, associazioni varie, partiti politici, ecc. che organizzano  sagre, che si susseguono durante tutto il periodo estivo e che sottraggono molti clienti da chi svolge regolarmente il mestiere di ristoratore. Per le attività di ristorazione il guadagno estivo è molto importante in quanto consente di pareggiare il bilancio in perdita dei mesi invernali che hanno fortemente provato a causa della  crisi anche  le attività di ristorazione, costrette a subire sempre più balzelli da parte dello stato. Il guadagno della stagione estiva spesso infatti viene utilizzato per saldare i debiti a vario titolo contratti con l'INPS,( che in taluni casi intimorisce i ristoratori con minacce di arresto ) l'Ufficio delle Entrate, le banche che non danno più credito e i fornitori vari che a loro volta sono costretti a ad intimorire i ristoratori perché a loro volta minacciati dagli stessi enti. I ristoratori, dovendo pagare le tasse, essendo costretti a seguire regole ben precise, subendo la concorrenza sleale di persone che, improvvisate del mestiere, creano dal nulla un evento, sono costretti a ricorrere al licenziamento perché l’introito non è tale da permette di mantenere tutti i dipendenti. I ristoratori si  trovano a  dover subire una concorrenza sleale anche da parte dei partiti politici,( a cui non bastano mai i soldi  per fare arricchire i loro gestori) e dalle amministrazioni comunali che mascherate da pro – loco o da associazioni di altro tipo, come circoli, che non seguono alcuna legge, mentre le attività commerciali propriamente inquadrate sono soggette a obblighi di legge complessi e articolati. Non è un caso che alcuni circoli nascano proprio con l’obiettivo di effettuare in maniera impropria, ma paradossalmente consentita dalla legge, un’attività da esercente. Infatti i circoli privati non rilasciano scontrini ‘a norma di legge’ e non pagano imposte e Iva sulla somministrazione se non in regime di tassazione forfettaria. Tutto ciò avviene a dispetto del pronunciamento della Commissione europea che ha definito da tempo queste agevolazioni veri e propri ‘aiuti di Stato’”.

“In nessun caso sopra descritto – prosegue Martini - le associazioni o chi realizza sagre o altri eventi simili mette in regola il personale. Chi organizza sagre, quasi sempre comitati o Pro Loco, o associazioni varie, spesso sfugge a permessi, a controlli igienico – sanitari, al pagamento di tasse e  a rendicontare il ricavato. Le sagre di paese o eventi simili non hanno alcun effetto positivo rilevante. Gli enti che organizzano le sagre sono sovvenzionati da Provincia o Regione, ma non apportano nessun beneficio, né alle Istituzioni, né al territorio, dunque non solo non  portano nessun guadagno alla comunità ma causano anche la perdita del lavoro di numerose persone. Le sagre di paese sono diventate dei veri e propri ristoranti all'aperto dove in molti si improvvisano ristoratori occupando posizioni lavorative senza qualifica e senza essere in regola. Il lavoro in questo periodo di crisi è una priorità assoluta, ma purtroppo la disoccupazione giovanile è  ai massimi livelli; sempre di più le giovani generazioni sono disoccupate,  sottoccupate o con contratti a termine. Se si creasse una normativa adeguata, potrebbe nascere una vera occupazione dalla ristorazione estiva, quantificata in centinaia di migliaia di pasti in modo da  garantire un'occupazione e  i diritti per i lavoratori. Questo lo può dare solo una ristorazione vera, svolta in veri ristoranti e non in sottocategorie che premiano solo gli scaltri, creando clientele ai vari  politici i quali  si sono sempre esentati dall'occuparsi del problema per creare anche solo poche regole ma uguali per tutti”.

Nella sua missiva, il Consigliere Martini chiede:
- Per quale motivo gli ispettori del lavoro quando fanno ispezioni, controllano minuziosamente le aziende che hanno il personale in regola e non si azzardano a recarsi a controllare questo mare di enti estivi?
- Quanti posti di lavoro potrebbero nascere da una legge equa?
- Tollerando le attività svolte durante sagre di paese, a quante persone si permette di svolgere un lavoro in nero?
- Perché si impongono le normative europee solo quando fanno comodo alle grandi corporazioni?
- Perché in questo caso lo stato italiano non fa nulla per seguire una logica ed una strategia che già altri paesi (Francia e Germania in testa) hanno adottato?

Martini, quindi, chiede:
La fine della concorrenza sleale esercitata da comitati, pro-loco, associazioni varie, partiti politici che organizzano sagre, nei confronti dei ristoratori.
- Che vengano rispettate le norme e leggi di ristorazione da parte di tutti coloro che svolgono tale attività e non solo da chi è ristoratore a pieno titolo ma anche da coloro i quali si improvvisano ristoratori, durante ad esempio sagre o feste di partito, poiché la categoria dei ristoratori in questi ultimi anni ha subìto troppe penalizzazioni, a partire dalla concorrenza sleale fatta da alcuni esercenti che riceveno molti favori dalla polica  e dalle sagre che durante il periodo estivo sono diffuse in maniera incontrollata su tutto il territorio.

“A questo proposito – termina Martini - tutti dovrebbero avere un  personale assicurato, i locali a norma di legge, i requisiti morali e professionali di chi somministra alimenti e bevande . Inoltre il carico burocratico e la tassazione dovrebbero essere uguali per tutti. E gli aiuti alle imprese dovrebbero essere dei veri aiuti e non elemosine. Si ponga un freno e si realizzi una normativa uguale a quella seguita dai ristoratori anche per questa sorta di abusivismo prodotto dalle sagre o da altri eventi simili di cui ormai vi è  un proliferare immenso, soprattutto in periodo estivo. Chiedo semplicemente controlli, regolamentazione e professionalità, insomma chiedo che  la legge sia uguale per tutti”.

Carlo Alessi

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