AL DIRETTORE | venerdì 20 gennaio 2012, 07:31
Sanremo: una ex infermiera dell'ospedale interviene sui maltrattamenti agli anziani del 'Borea'
Una nostra lettrice, che si firma Tatì, ci scrive per intervenire sui maltrattamenti al 'Borea':
"Sono un'infermiera in pensione da tanti anni. Ho lavorato per 30 anni all'ospedale di Sanremo, anni in cui i reparti brulicavano di ricoverati, non come ora che ci sono solo sale d'attesa e pochi posti letto! Le capo sala erano tutte suore, loro avevano in mano il reparto e anche i Primari dipendevano quasi quasi da loro. La capo sala era una figura importantissima, lei controllava tutto e anche di più. Sapeva incutere timore perchè pretendeva da tutti il massimo. Il malato non era un oggetto, era una persona che veniva chiamata per nome e non per numero, quante volte abbiamo lavato la biancheria ai lungo degenti perchè non riuscivamo a dimetterli per loro motivi familiari e allora quando la biancheria scarseggiava dovevamo fare anche quello. Io penso a quei tempi con nostalgia, non ho mai visto cose del genere, ho visto medici meravigliosi, capaci, attenti, scupolosi, infermieri bravissimi, pazienti, educati,amorevoli, in quegli anni noi dovevamo vestire in reparto anche i morti. Eppure lavoravamo tantissimo, molti di noi ci hanno lasciato la salute a forza di fatiche, ma eravamo contenti, sentivamo di essere privilegiati, di svolgere un lavoro importante, delicato,ci sentivamo fieri di essere infermieri perchè molto dipendeva anche da noi! Eppure anche allora lo stipendio era da sopravvivenza e non di più. Allora secondo me dobbiamo chiederci perchè le cose sono così cambiate... dove nasce il problema? L'infermiere come il medico non sono lavori qualsiasi, ci vuole una marcia in piu', non si possono fare solo per il santo 27. Chi non ha questa marcia è bene per il bene di tutti che faccia dell'altro".













Carlo Alessi