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CRONACA | mercoledì 18 gennaio 2012, 12:37

Casa di riposo degli orrori scoperta dalla Finanza: 7 arresti per maltrattamenti su anziani indifesi

7 gli arrestati tra infermieri, operatori socio-sanitari e la responsabile Rosalba Nasi, moglie del Senatore Gabriele Boscetto. Oltre 9mila ore di filmati dove si vedono le torture subite dagli ospiti della struttura.

E' una storia penosa, per gli anziani che hanno subito le angherie e per i loro parenti, ma anche una storia che fa venire rabbia, per chi le angherie le ha perpetrate e per chi doveva controllare e non lo ha fatto. Si tratta dell'operazione 'Acheronte', messa in atto dalla Guardia di Finanza di Sanremo (coordinata dal Capitano Arianna Rovetto) su disposizione della Procura e con la supervisione della Dott.sa Marrali all'interno della casa di riposo 'Borea', nella omonima via a pochi metri dall'ospedale matuziano.

Sette gli arrestati, tra operatori sanitari ed infermieri, oltre al responsabile della struttura, Rosalba Nasi (ai domiciliari), moglie del Senatore Gabriele Boscetto. Si tratta di: Silvana Mecca, Daniele Raschella e Silvano Fagian (tutti italiani) oltre a Ihor Telpov (ucraina), Cristina Ciobanu (romena) ed Elisabetta Ribakowska (polacca). Sono tutti accusati di maltrattamenti in concorso mente è sotto valutazione la posizione del Direttore Sanitario. Gli arrestati arrivano dalla Cooperativa Airone che si occupa del servizio e che ora dovrà sostituirli.

Le immagini degli arresti di oggi:




“Si tratta di un’operazione che non ha a che fare con la criminalità organizzata - ha detto il Procuratore Roberto Cavallone - ma un fatto che interessa tutti noi che abbiamo genitori anziani e gli stessi. La Procura, insieme alla Finanza, ha deciso di intervenire in una difficile situazione all’interno della casa di riposo per situazioni che vanno dalla trascuratezza agli atti aggressivi. Nasce da denunce di familiari e dalle dichiarazioni di infermieri che lavoravano nella struttura. Abbiamo così cercato di comprendere le carenze negli episodi, sulla base di intercettazioni ambientali e telefoniche, ma soprattutto con riprese video all’interno della struttura. Purtroppo, fin dai primi riscontri abbiamo constatato che quello che si temeva era vero". Le indagini, iniziate al termine dell'estate scorsa, sono durate tre mesi, riguardano decine di casi, due morti sospette e vedono migliaia di ore di filmati acquisiti. "La difficoltà dell’indagine era dettata dalla natura del reato - prosegue il Procuratore - visto che si deve infatti provare l’accaduto. Eravamo certi di quanto succedeva e dovevamo intervenire in fretta pur dovendo svolgere le indagini necessarie per confermare il tutto. Altro problema era la messa in sicurezza della struttura. Bisognava fare in modo che le persone ricoverate venissero tutelate. C’è stato anche bisogno della medicina legale dell’Asl e del Nucleo Antisofisticazione di Genova, che potranno dirci qualcosa sulle eventuali carenze ed eventuali presidi sanitari scaduti".

La conferenza stampa di oggi:

Gli episodi di maltrattamenti sono stati moltissimi. Persone legate alle carrozzelle, gomitate, schiaffi ed altro: "Si tratta di un fatto veramente penoso - ha proseguito ancora Cavallone - perché gli anziani meritano rispetto e pensare che possa accadere questo, dopo che i figli li hanno affidati ad una struttura del genere, è assolutamente vergognoso. Il capo di imputazione è uguale per tutti, ma alla direttrice viene contestato il fatto che non ha svolto le verifiche del caso. Infatti i vertici della casa di riposo non sono intervenuti pur sapendo che erano presenti le intercettazioni ambientali".

Le immagini dei maltrattamenti dalle telecamere nascoste:




In totale sono state denunciate 15 persone, ma nel prosieguo dell’indagine bisognerà valutare le singole responsabilità. Le ordinanze eseguite oggi riguardano 4 operatori socio-assistenziali e 2 infermieri, ovvero un terzo dei dipendenti che lavoravano su tre turni. I parenti si accorgevano delle percosse per alcuni lividi che avevano, ma che venivano giustificati dal personale come cadute o incidenti di vario genere. Negli anni scorsi si sono anche registrati due decessi, che potrebbero (il condizionale è d'obbligo) essere ricondotti a qualche maltrattamento. Uno riguarda una donna, alla quale un operatore avrebbe rotto un piatto in testa, provocandole 10 punti di sutura. Un altro decesso riguarda un anziano che, nel 2005, morì forse per la somministrazione di sedativi. Venne portato in pronto soccorso ma non ci fu nulla da fare.

L'intervista al Procuratore Cavallone:

Carlo Alessi e Stefano Michero

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