CRONACA | mercoledì 20 luglio 2011, 17:00

Manuel Ros torna alla ribalta, dal carcere di Grasse vuole giustizia per Daniele Franceschi

Daniele Franceschi era detenuto a Grasse in cella con Ros, il matuziano ha scritto una lettera per ricordare i momenti insieme al viareggino, fino al decesso.

Manuel Ros

Dopo tanto tempo torna nuovamente a far parlare di se Manuel Ros, noto in mezzo Nord Italia, provincia di Imperia compresa, per alcune truffe commesse per lo più in modo spesso ingegnoso e che come emerso anche attraverso le Iene ai danni di poveri malcapitati che hanno avuto a che fare con lui. Oggi però non parliamo di Ros per via di uno dei diversi processi a suo carico ma per quello che avvenne il 26 luglio dell'anno scorso quando venne respinto dalla corte di cassazione il ricorso presentato dal suo 'storico' legale l'avvocato Andrea Artioli del foro di Sanremo, oppostosi all'estradizione presso il carcere di Grasse.

Ros venne tratto in arresto dai Carabinieri di Sanremo dietro rogatoria internazionale, era il 25 marzo 2010 e lui si trovava a passeggio in centro a Sanremo. Da un anno Ros si trova nella vicina Francia, come detenuto. L'accusa, è quella di truffa commessa ai danni di diversi negozi sparsi su territorio francese, a Montecarlo, Cannes e Nizza. Secondo l'accusa si tratta di una vicenda inerente all'acquisto di vestiti effettuato con carte di credito poi risultate di provenienza illecita e quindi insolvibili al pagamento.

Ed è proprio a Grasse, nel carcere, che ci porta la vicenda che ha per protagonista Manuel, detenuto e compagno di cella di Daniele Franceschi, 36enne originario di Viareggio, deceduto dopo un mese dalla conoscenza del compagno di cella matuziano. Le cause della morte rimangono ancora avvolte dal mistero in quanto sembra si sia trattato di infarto ma la madre del versiliese non ha mai accolto quest tesi in quanto il figlio gli avrebbe raccontato di maltrattamenti e pestaggi. Ora Ros con la sua missiva introduce una nuova possibilità.

E' il rapporto tra i due detenuti che torna a farci parlare di Ros, in quanto quest'ultimo ha inviato nelle scorse settimane una lettera alla madre di Franceschi. Infatti, è noto che l'italiano sia morto in cella in cause che hanno un non so che di misterioso e lo stesso Ros alimenta alcuni dubbi su quanto avvenne in quella cella.

Questo è il testo integrale della lettera (che si può vedere QUI FONTE TGCOM) dove Manuel parla dell'amicizia venutasi a creare con Daniele e di come in più occasioni abbia anche tirato sonori calci alla porta della cella per attirare l'attenzione delle guardie affinché facessero intervenire i medici. Come spiega Ros mai nessun medico si è presentato lì salvo la notte del decesso quando ormai era tardi. Manuel alla madre di Franceschi dice di esser pronto a voler andare in fondo alla faccenda e di voler fornire la propria testimonianza come quella di molti altri detenuti. Inoltre, Ros annuncia il suo ritorno a tempi brevi in territorio italiano ma su questo il suo avvocato non si è sbilanciato.

Tesi di Ros all'interno delle tre pagine scritte di suo pugno è che il personale del carcere francese non abbia fatto nulla per approfondire quei dolori fisici lamentati da Franceschi. Anzi per tutta risposta secondo il matuziano il persone di Grasse avrebbe sedato il 36enne viareggino in più occasioni con l'intento di farlo star zitto. Emblematico l'ultimo passaggio in questa missiva “Questo Paese ci ha fatto troppo male a tutti e non si meritano che noi stiamo a soffrire ed a guardare”.

Stefano Michero

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