Il futuro del sistema penitenziario ligure, tra la riapertura della sede regionale del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria a Genova e le verifiche per individuare un’area idonea a ospitare nuovamente il carcere di Savona, è al centro dell’intervento di Fratelli d’Italia. A fare il punto, dopo l'intervento del consigliere regionale Chiara Cerri (QUI) sono il segretario cittadino del partito, Antonino Consiglio, e il responsabile provinciale per la sicurezza, Stefano Bottero, che sottolineano l’impegno del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria per affrontare le criticità del territorio ligure. Un intervento che, secondo i due esponenti, punta a dare risposte concrete alle esigenze delle strutture penitenziarie e di chi vi lavora, oltre che delle persone detenute.
Sul fronte del Provveditorato regionale, Consiglio e Bottero ricordano che il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, ha già manifestato la propria disponibilità a sostenere la riapertura a Genova della sede ligure, considerata un passaggio importante per rafforzare la presenza istituzionale e il coordinamento sul territorio. "Sul Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria in Liguria il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, ha già dichiarato il suo impegno per la riapertura a Genova della sede ligure. Un'azione concreta portata avanti dal Ministero della Giustizia e dal Dap per venire incontro alle esigenze del nostro territorio", affermano i rappresentanti di Fratelli d’Italia, evidenziando il valore dell’iniziativa per il sistema penitenziario regionale.
Attenzione anche alla situazione del carcere di Savona, per il quale il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria starebbe portando avanti le verifiche necessarie a individuare una nuova area compatibile con i requisiti di sicurezza. Il nodo principale riguarda il rischio sismico: l’obiettivo è individuare una zona che consenta di valutare la possibile riapertura dell’istituto in condizioni adeguate. "Quanto al carcere di Savona il Dap sta attuando le verifiche necessarie per individuare un’area non a rischio sismico dove poter riaprire il carcere", spiegano Consiglio e Bottero, richiamando la necessità di individuare una soluzione concreta per una questione che interessa il territorio savonese e l’organizzazione complessiva del sistema penitenziario ligure.
Nel loro intervento, i due esponenti di Fratelli d’Italia allargano poi lo sguardo alle condizioni di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria e alla situazione della popolazione detenuta, rivendicando le misure adottate dall’attuale Governo. Tra i provvedimenti citati figurano il piano di assunzioni di personale, gli investimenti destinati alle strutture carcerarie e le iniziative rivolte ai detenuti con problemi di dipendenza. Secondo Consiglio e Bottero, il miglioramento delle condizioni negli istituti penitenziari passa attraverso interventi strutturali e risorse concrete, in grado di affrontare le carenze di organico e le difficoltà legate al sovraffollamento.
"Le condizioni di Polizia penitenziaria e detenuti si difendono con i fatti: questo Governo ha attuato il più grande piano di assunzioni di agenti nella storia, ha investito 900 milioni nel Piano carceri per ridurre il sovraffollamento e ha varato la legge sui detenuti tossicodipendenti", dichiarano i rappresentanti del partito. Una presa di posizione che punta a sottolineare la volontà dell’esecutivo di intervenire su alcune delle principali criticità del comparto, dalla disponibilità di personale agli spazi detentivi, fino alla gestione delle situazioni di fragilità legate alle dipendenze.
La conclusione è affidata alla rivendicazione del cambio di passo che, secondo Fratelli d’Italia, sarebbe stato impresso alle politiche penitenziarie dopo anni di difficoltà. "Dopo anni di abbandono lo Stato è tornato ad occuparsi degli istituti penitenziari, continueremo sulla strada intrapresa", concludono Antonino Consiglio e Stefano Bottero, ribadendo il sostegno alle iniziative avviate dal Governo. Per la Liguria, i prossimi passaggi riguarderanno soprattutto il percorso verso la riapertura del Provveditorato a Genova e l’esito delle verifiche tecniche sull’individuazione di un’area idonea per il carcere di Savona.














