Tecnologia, psicologia e cooperazione transfrontaliera per costruire un modo diverso di avvicinare soprattutto i più giovani alla prevenzione e alla cura. Villa Boselli, ad Arma di Taggia, ha ospitato questa mattina l'evento conclusivo di INTEVIDI, progetto europeo che negli ultimi anni ha trasformato la sperimentazione digitale in servizi concreti sul territorio.
L'iniziativa, realizzata nell'ambito del programma Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA 2021-2027, ha riunito competenze italiane e francesi con l'obiettivo di sperimentare nuovi strumenti per la prevenzione, la valutazione e la riabilitazione dei disturbi legati alle interazioni sociali nelle diverse fasi della vita.
A rappresentarne una delle eredità più concrete è proprio il ME-LAB di Arma di Taggia, Centro di Promozione della Salute e di Psicologia Digitale costruito attorno a tre direttrici: prevenzione nelle scuole, attività clinica rivolta ai giovani e ricerca.
Ad aprire la mattinata sono stati i saluti istituzionali della consigliera regionale Chiara Cerri, intervenuta anche per l'amministrazione comunale di Taggia, dell'assessore regionale Marco Scajola e del consigliere provinciale Enrico Pira.
Sono quindi intervenuti Anastasia Frandino per l'Autorità di Gestione del Programma ALCOTRA, Maria Elena Galbusera, direttore amministrativo di ATS Liguria, il professor emerito Philippe Robert del Centre Hospitalier Universitaire de Nice e dell'Université Côte d'Azur e Pierluigi Vinai, direttore sociosanitario di ATS Liguria e delegato al coordinamento strategico dei progetti europei.
Scajola: "Un centro moderno, efficiente e digitale". Proprio il modello sviluppato ad Arma è stato al centro dell'intervento dell'assessore regionale Marco Scajola, che ha sottolineato soprattutto la capacità del progetto di offrire ai ragazzi un ambiente differente rispetto ai tradizionali luoghi di cura.
"È un progetto che ad Arma di Taggia ha portato alla realizzazione di un vero centro di psicologia moderno, efficiente, digitale e ad alta tecnologia, seguito dagli psicologi – ha spiegato Scajola –. Può permettere ai ragazzi che hanno delle problematiche di avvicinarsi senza avere, tra virgolette, il timore di entrare in un ospedale, di essere trattati come malati o di sentirsi in qualche maniera istituzionalizzati".
Un modello che, nelle intenzioni della Regione, non dovrebbe rimanere confinato al Ponente.
"È un approccio moderno, costruito anche attraverso la modalità di relazione dei progetti ALCOTRA, che devono vederci protagonisti insieme agli amici francesi – ha proseguito Scajola –. La Regione Liguria segue e propone queste iniziative e soprattutto vuole che siano programmate su tutto il territorio ligure".
La posizione di confine rende la provincia di Imperia uno dei territori maggiormente coinvolti nella cooperazione con la Francia. Per Scajola, però, l'obiettivo deve essere quello di giocare un ruolo sempre più attivo nell'utilizzo delle opportunità europee.
"Non dobbiamo essere in una posizione passiva o andare a traino degli altri, ma essere propositivi e parte attiva. Dobbiamo saper cogliere le opportunità che l'Europa ci offre: abbiamo le competenze, ottimi professionisti e ottimi amministratori e credo che insieme i risultati possano arrivare".
Oltre 1.300 studenti coinvolti. A raccontare la dimensione raggiunta dal progetto sono soprattutto i numeri. Il ME-LAB lavora sul fronte della prevenzione attraverso percorsi di Media Education nelle scuole, organizzati in quattro stanze tematiche: Making, Gaming, Storie e Corpo.
Gli studenti affrontano temi che vanno dall'uso consapevole delle tecnologie e dei social network alle emozioni legate al gioco, passando per privacy, immagine corporea e cyberbullismo.
Negli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 sono stati coinvolti complessivamente 1.333 studenti appartenenti a 72 classi, mentre sono stati formati 155 docenti. Gli istituti partecipanti sono passati dai sei del primo anno ai sette del secondo.
Accanto alla prevenzione c'è l'attività clinica. L'Ambulatorio di Psicologia del ME-LAB, dedicato ai ragazzi e ai giovani tra i 13 e i 25 anni, ha registrato tra il 31 maggio 2024 e il 9 settembre 2026 355 accessi: 123 nel 2024, 141 nel 2025 e 91 nei primi mesi del 2026.
Ancora più significativo il ricorso agli strumenti digitali. Sono stati registrati 813 utilizzi di tecnologie nelle attività cliniche, formative e di ricerca: 314 televisite, 272 impieghi della realtà virtuale, 187 della Video Game Therapy e 40 del neurobiofeedback.
La televisita viene utilizzata per favorire continuità e prossimità della cura anche quando il paziente è fragile o lontano dai servizi; la realtà virtuale permette invece di affrontare determinate situazioni all'interno di un ambiente protetto. Con la Video Game Therapy, infine, il videogioco diventa uno strumento per favorire il coinvolgimento nel percorso psicoterapeutico e l'espressione delle emozioni.
"La tecnologia diventa un linguaggio tra terapeuti e ragazzi". Un percorso che Maria Elena Galbusera, oggi direttore amministrativo di ATS Liguria, ha ricordato di aver visto nascere quando ricopriva l'incarico di direttore generale dell'allora ASL1.
"Mi aveva convinto fin dall'inizio il suo approccio innovativo: la tecnologia non soltanto come strumento clinico, ma anche come linguaggio capace di creare un terreno d'incontro tra terapeuti e ragazzi, facilitando la relazione di fiducia e il coinvolgimento nel percorso di cura", ha sottolineato.
Anche gli ambienti del ME-LAB, dai colori agli arredi, sono stati pensati per allontanare la percezione del tradizionale luogo sanitario e contrastare la stigmatizzazione. Ma per Galbusera l'elemento più importante è la prospettiva futura: "L'esperienza non è rimasta una sperimentazione fine a se stessa: il progetto ha messo radici e costruito solide basi per diventare un'attività istituzionale, da offrire con continuità ai ragazzi e alle loro famiglie".
Dalla realtà virtuale alla Video Game Therapy. Il progetto INTEVIDI è stato presentato dal responsabile scientifico Roberto Ravera, mentre i risultati sono stati illustrati da Valeria Manera dell'Université Côte d'Azur, Aurélie Mouton del Centre Hospitalier Universitaire de Nice, Fabio Solari dell'Università di Genova e, per ATS Liguria-Area 1, Stefania Guasco ed Enrico Oliva, che ha moderato l'incontro.
"INTEVIDI nasce dalla volontà di mettere l'innovazione tecnologica al servizio della relazione di cura – ha spiegato Ravera –. Televisita, realtà virtuale e videogame therapy non sostituiscono il rapporto tra professionista e paziente, ma ampliano le possibilità di prevenzione, valutazione e riabilitazione, favorendo una presa in carico più precoce e accessibile".
La collaborazione tra Italia e Francia, secondo il responsabile scientifico, ha consentito di mettere insieme competenze cliniche, scientifiche e tecnologiche e di sviluppare strumenti destinati a proseguire anche dopo la conclusione formale del progetto europeo.
Per Marino Anfosso, direttore dell'Area Sociosanitaria Locale 1, i risultati dimostrano come ricerca e innovazione possano trasformarsi in risposte ai nuovi bisogni della comunità. "Il ME-LAB, attraverso la prevenzione nelle scuole, la presa in carico precoce dei giovani e l'impiego delle nuove tecnologie nei percorsi psicologici, costituisce oggi un patrimonio importante per il nostro territorio".
Un progetto che continua oltre INTEVIDI. La conclusione del progetto europeo non coinciderà quindi con la fine delle attività avviate ad Arma di Taggia. Sul fronte della ricerca sono in corso, tra gli altri, studi sulla realtà virtuale applicata alla valutazione dell'immagine corporea nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, sull'efficacia dei percorsi di Media Education e sulla regolazione emotiva attraverso la Video Game Therapy.
È stato inoltre sviluppato OURMIND, software dedicato alla mentalizzazione nelle dinamiche conflittuali. Le sperimentazioni coinvolgono, oltre ai partner di INTEVIDI, l'Università Cattolica di Milano, ASL CN2, Università UniMercatorum e l'Ospedale Regina Margherita di Torino.
Il lavoro sviluppato ad Arma ha già ottenuto riconoscimenti fuori dal territorio: il ME-LAB è stato inserito dall'Istituto Superiore di Sanità tra i centri italiani dedicati alle dipendenze da Internet e dalle nuove tecnologie, mentre OURMIND 2.0 – SocialMind VR, Conflict Edition è stato presentato alla Digital Mental Health Conference di Hong Kong nel giugno scorso.
E proprio sul futuro si è concentrato l'annuncio del direttore sociosanitario di ATS Liguria Pierluigi Vinai. "Il ME-LAB è uno spazio fisico e uno spazio di innovazione sociosanitaria che ATSL intende valorizzare – ha spiegato –. È questa l'occasione per annunciare che ATSL si doterà di una struttura innovazione e progetti, che avrà il compito di mettere a sistema tutto lo straordinario lavoro che si realizza attraverso la progettazione europea".
Da progetto transfrontaliero a possibile modello da consolidare e ampliare. La giornata di Villa Boselli ha chiuso formalmente il percorso di INTEVIDI, ma i numeri raggiunti e la volontà annunciata di rendere strutturali alcune delle esperienze sviluppate indicano soprattutto la direzione della fase successiva: portare quanto sperimentato ad Arma di Taggia oltre la dimensione del singolo progetto europeo e trasformarlo in un servizio capace di durare nel tempo.






































