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Attualità | 07 settembre 2026, 07:21

Dal vecchio ponte demolito alla nuova campata: Arma e Riva tornano a unirsi dopo oltre un anno

Dalla prima chiusura del giugno 2025 alle proteste, dalla riapertura estiva alla demolizione, fino al varo della campata unica e alle prove dell’illuminazione: la cronistoria di uno dei cantieri più discussi degli ultimi anni

Dal vecchio ponte demolito alla nuova campata: Arma e Riva tornano a unirsi dopo oltre un anno

Più di un anno di lavori, chiusure, riaperture temporanee, proteste, modifiche alla viabilità e soluzioni provvisorie. Martedì 8 settembre, alle 14, il nuovo ponte ciclopedonale sul torrente Argentina sarà inaugurato e Arma di Taggia e Riva Ligure torneranno a essere unite da un collegamento definitivo. Il taglio del nastro metterà la parola fine a una delle vicende più lunghe e discusse della storia recente della pista ciclabile del Ponente. Una storia cominciata con la decisione di demolire il vecchio ponte, considerato un ostacolo al regolare deflusso delle acque in caso di piena, e proseguita attraverso un cantiere che ha inciso sulla mobilità quotidiana di residenti, lavoratori, turisti, ciclisti e sportivi.

La nuova struttura a campata unica rappresenta uno degli elementi principali dell’intervento regionale per la messa in sicurezza idraulica della foce dell’Argentina. L’opera si inserisce in un progetto complessivo da oltre 17 milioni di euro, finanziato attraverso risorse del Pnrr e fondi regionali, che comprende anche la realizzazione e il consolidamento degli argini sulle due sponde del torrente. L’inaugurazione sarà organizzata simbolicamente a metà del ponte, lungo il confine tra i territori di Taggia e Riva Ligure. Sono attesi i sindaci Mario Conio e Giorgio Giuffra, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Difesa del suolo e Protezione civile Giacomo Raul Giampedrone, il presidente della Provincia Claudio Scajola e i rappresentanti di Amaie Energia e Servizi.

La decisione di demolire il vecchio ponte. La vicenda entra nel vivo alla fine di maggio del 2025, quando viene annunciata la necessità di rimuovere la vecchia struttura. Il ponte, inserito nel percorso ciclopedonale costiero e utilizzato ogni giorno da centinaia di persone, viene indicato come una criticità sotto il profilo idraulico: le pile presenti nell’alveo possono ostacolare il passaggio dell’acqua e dei materiali trasportati dal torrente durante gli eventi di piena. La soluzione scelta prevede quindi la demolizione completa e la costruzione di un nuovo attraversamento a campata unica, privo di sostegni all’interno dell’alveo. Un intervento considerato necessario per aumentare la sicurezza della zona, ma destinato fin dall’inizio a creare difficoltà sul piano della mobilità.

Le prime comunicazioni parlano di una chiusura già dai primi giorni di giugno. Dopo la consegna dell’area di cantiere, il passaggio viene effettivamente interdetto il 5 giugno 2025. La decisione provoca immediatamente proteste e preoccupazioni, soprattutto per l’assenza di un attraversamento alternativo nelle immediate vicinanze. Commercianti, residenti e frequentatori della ciclabile chiedono chiarimenti sui tempi e sulle soluzioni previste per mantenere il collegamento tra Arma e Riva. L’8 giugno si svolge una manifestazione simbolica nella zona della Darsena, mentre la questione arriva anche sul terreno politico, con la richiesta di convocare urgentemente il Consiglio comunale di Taggia. A essere contestata non è soltanto la realizzazione dell’opera, la cui finalità di sicurezza non viene generalmente messa in discussione, ma il modo in cui viene gestita la chiusura di un passaggio centrale per la vita quotidiana e turistica della zona.

La riapertura estiva e una stagione di rinvii. Dopo le proteste e il confronto tra amministrazioni, Regione e soggetti coinvolti, il ponte viene riaperto provvisoriamente il 28 giugno. Una decisione che consente di ripristinare il collegamento durante la parte centrale della stagione estiva e di limitare almeno temporaneamente le conseguenze per le attività economiche e per gli utenti della pista ciclabile. La riapertura, però, non modifica il destino della struttura. La demolizione resta prevista e il passaggio viene mantenuto soltanto in attesa dell’avvio delle fasi più invasive del cantiere. La chiusura definitiva, inizialmente attesa dopo il primo settembre, viene rinviata più volte. I ritardi alimentano nuove domande sui tempi dell’opera e sulle modalità con cui sarà garantito il collegamento tra le due sponde. Il 29 settembre, durante il Consiglio comunale di Taggia, il sindaco Mario Conio conferma l’imminente interruzione e illustra il percorso alternativo predisposto per pedoni e ciclisti. Il passaggio definitivo viene chiuso il 13 ottobre. Da quel momento gli utenti sono indirizzati lungo un itinerario più lungo, sviluppato attraverso gli argini dell’Argentina e il ponte situato a monte, nella zona di Campo Sclavi. Il percorso viene protetto in alcuni tratti dai jersey gialli, diventati nei mesi successivi uno degli elementi più riconoscibili della viabilità provvisoria. Il collegamento resta quindi possibile, ma perde la linearità garantita dal vecchio ponte. Per chi utilizza la ciclabile soltanto a scopo turistico si tratta di una deviazione; per chi la percorre quotidianamente per spostarsi tra Arma e Riva diventa invece un cambiamento destinato a incidere per molti mesi.

Il bypass fognario prima della demolizione. Prima di rimuovere il vecchio attraversamento è necessario intervenire su un altro nodo particolarmente delicato: le condotte fognarie presenti nella zona. All’inizio di novembre viene realizzato un bypass temporaneo per deviare le tubazioni e permettere la demolizione in sicurezza. Le operazioni rendono necessaria anche l’adozione di un temporaneo divieto di balneazione lungo il litorale di Taggia, disposto durante i collegamenti e le verifiche sull’impianto. Soltanto dopo il completamento del bypass e i controlli sulla sua funzionalità può arrivare il via libera alla fase decisiva. Il 12 novembre iniziano le operazioni preparatorie alla demolizione: vengono rimosse le ringhiere, protette le spalle del ponte e predisposto il cantiere partendo dal lato di Riva Ligure. Nei giorni successivi le macchine entrano in azione sull’impalcato. Il vecchio ponte viene progressivamente smantellato fino a scomparire dal paesaggio della foce. È il passaggio più evidente e simbolico dell’intero intervento: la struttura che per anni aveva collegato le due sponde lascia spazio al cantiere e alla futura campata unica. La demolizione rende concreta una trasformazione della quale si era discusso per mesi. Per alcuni rappresenta la perdita di un elemento ormai familiare; per altri costituisce il prezzo necessario per eliminare una criticità idraulica e realizzare un attraversamento più sicuro.

L’inverno del cantiere. Dopo la demolizione comincia la costruzione vera e propria del nuovo ponte. Durante l’inverno il cantiere deve confrontarsi anche con le condizioni meteorologiche e con periodi di pioggia che rendono più complesso il lavoro nell’area del torrente. Le opere procedono sulle due sponde, con la realizzazione delle strutture destinate a sostenere la nuova campata e il coordinamento con gli altri interventi previsti lungo gli argini. Nel frattempo resta in funzione il percorso provvisorio, mentre l’attenzione si concentra sulle scadenze imposte dai finanziamenti del Pnrr. Il nuovo ponte non viene infatti realizzato come un’opera isolata. Fa parte di un progetto più ampio diretto a modificare l’assetto della foce dell’Argentina, riducendo gli ostacoli all’interno dell’alveo e aumentando la capacità di deflusso del torrente durante le piene. La differenza principale rispetto alla vecchia struttura è proprio l’assenza di sostegni intermedi. La campata unica attraversa l’Argentina collegando direttamente le due sponde, senza inserire nuove pile nel corso d’acqua.

A maggio il varo della nuova campata. Il momento decisivo arriva il 20 maggio 2026, quando iniziano le operazioni di varo della nuova struttura. Dopo mesi nei quali il lavoro si era concentrato soprattutto sulle sponde e sulle parti meno visibili dell’opera, il ponte torna progressivamente a prendere forma sopra il torrente. La posa della campata unica restituisce per la prima volta l’immagine del futuro collegamento. Per permettere le operazioni viene modificata nuovamente la viabilità della pista ciclabile, con la chiusura delle rampe e alcune aperture temporanee predisposte in occasione dei giorni festivi. L’obiettivo indicato in quella fase è completare la parte strutturale entro la fine di giugno, nel rispetto delle scadenze collegate al Pnrr. Terminato il varo, il cantiere prosegue con la sistemazione del piano ciclopedonale, delle protezioni laterali, degli accessi e degli impianti. Durante l’estate vengono completati gli ultimi lavori necessari all’apertura. Il nuovo attraversamento diventa sempre più riconoscibile, mentre sulla ciclabile continua a essere utilizzato il percorso alternativo protetto dai jersey.

Le luci accese e il ritorno alla normalità. Negli ultimi giorni sono state effettuate anche le prime prove dell’illuminazione notturna. L’accensione delle luci ha offerto una prima immagine della veste definitiva del ponte e ha rappresentato uno degli ultimi passaggi prima dell’entrata in funzione. Martedì, dopo gli interventi delle autorità e il taglio del nastro, il collegamento verrà restituito al pubblico. Arma di Taggia e Riva Ligure torneranno così a essere unite direttamente dalla pista ciclopedonale, superando il sistema provvisorio utilizzato durante il cantiere. Il Comune di Taggia potrà quindi procedere alla rimozione della bretella e dei jersey gialli, con il successivo ripristino della viabilità nelle aree interessate dalla deviazione. L’inaugurazione non rappresenterà soltanto la conclusione materiale dei lavori. Segnerà la fine di una vicenda che ha accompagnato per oltre un anno il dibattito tra le due comunità: prima la sorpresa per la chiusura, poi le proteste, la riapertura estiva, i rinvii, il percorso alternativo, la demolizione e infine la comparsa della nuova campata.

Dal pomeriggio dell’8 settembre, per residenti, turisti, ciclisti e sportivi, resterà soprattutto il ritorno alla normalità. Ma il nuovo ponte conserverà anche la storia del percorso che ha portato alla sua realizzazione: lungo, discusso e complesso, concluso nel punto esatto in cui Arma e Riva tornano a incontrarsi.

Redazione

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