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Attualità | 03 settembre 2026, 07:14

Nizza-Monaco-Ventimiglia, metro sotterranea e monorotaia: il progetto guarda fino a Sanremo e Imperia

La proposta di Fernando De Simone punta a integrare le due infrastrutture: concessione di 37 anni e project financing per partire subito con la monorotaia

Nizza-Monaco-Ventimiglia, metro sotterranea e monorotaia: il progetto guarda fino a Sanremo e Imperia

La mobilità tra Nizza, Monaco, Mentone e Ventimiglia potrebbe presto essere ripensata attraverso un sistema integrato che affianchi la metropolitana sotterranea alla monorotaia sopraelevata. È questa la nuova proposta messa sul tavolo da Fernando De Simone, architetto specializzato nel settore dei trasporti, delle infrastrutture sotterranee e sottomarine e dell'ingegneria sismica, nonché membro della società svizzera degli ingegneri e degli architetti SIA e di Intamin Transportation. L'idea riprende e amplia il progetto già presentato negli anni scorsi per collegare l'aeroporto di Nizza, il Principato di Monaco e il Ponente ligure. La novità riguarda soprattutto l'integrazione tra due sistemi di trasporto differenti, pensati per convivere e offrire ai passeggeri un'alternativa concreta. Il tracciato, inoltre, potrebbe essere esteso fino a Sanremo e Imperia, portando il progetto a interessare una porzione ancora più ampia della Riviera.

Secondo De Simone, le due infrastrutture non devono essere considerate necessariamente alternative, ma possono essere realizzate e utilizzate insieme. "Con riferimento all'oggetto desidero precisare che per collegare Nizza, Monaco, Mentone e Ventimiglia si possono anche utilizzare insieme sia il metrò sotterraneo, sia la monorotaia sopraelevata svizzera Intamin Transportation", si legge nella comunicazione. Una soluzione che punta quindi a creare una vera rete di mobilità transfrontaliera, capace di servire quotidianamente residenti, lavoratori, frontalieri e turisti. La monorotaia potrebbe rappresentare il primo intervento, consentendo di intervenire in tempi relativamente rapidi sulla congestione che interessa l'asse della Riviera. Il metrò sotterraneo, invece, rimarrebbe un'opera strutturale di più lungo periodo, destinata a potenziare ulteriormente la capacità di trasporto. L'obiettivo è costruire un sistema nel quale il cittadino possa scegliere di volta in volta il mezzo più adatto.

Il modello indicato nella proposta è quello di una concessione della durata di 37 anni, attraverso la quale avviare immediatamente la realizzazione della monorotaia facendo ricorso al project financing. I tempi ipotizzati sono particolarmente ambiziosi: l'opera potrebbe essere completata, secondo la proposta, entro tre anni dall'avvio dei lavori. Una volta realizzata la metropolitana sotterranea, i due sistemi continuerebbero a funzionare parallelamente, lasciando agli utenti la possibilità di scegliere. "Quando verrà realizzato il metrò sotterraneo, saranno i passeggeri a scegliere quale mezzo utilizzare, come già avviene adesso fra treni regionali e treni intercity", precisa De Simone. L'impostazione punta quindi non soltanto a risolvere il problema della congestione, ma anche a creare una rete più flessibile, capace di distribuire i flussi tra infrastrutture diverse.

La proposta arriva in un momento nel quale il tema dei collegamenti tra il Ponente ligure, la Costa Azzurra e il Principato di Monaco è tornato con forza al centro del dibattito. Nei mesi scorsi Philippe Ortelli, presidente della FEDEM, aveva rilanciato l'ipotesi di una metropolitana sotterranea tra l'aeroporto di Nizza e Ventimiglia, con fermate a Nizza Nord e quattro punti strategici di Monaco – Fontvieille, Sainte-Dévote, Monte-Carlo e Saint-Roman –, oltre a Carnolès e alla città di confine. Un progetto dal costo stimato in circa 4 miliardi di euro, pensato soprattutto per affrontare la crescente emergenza della mobilità dei lavoratori diretti quotidianamente verso il Principato. La congestione stradale e le difficoltà del trasporto ferroviario rendono infatti sempre più complesso attraversare questo tratto di Riviera.

Proprio in questo scenario, l'estensione del sistema verso Sanremo e Imperia potrebbe rappresentare un ulteriore salto di scala. Non più soltanto un collegamento tra il confine italiano e il Principato, ma una direttrice capace di mettere in relazione una parte significativa del Ponente ligure con la Costa Azzurra. Per il territorio italiano, un'infrastruttura di questo tipo potrebbe significare nuove opportunità sul fronte occupazionale, residenziale, turistico e commerciale, rafforzando i rapporti quotidiani con Monaco e la Francia. Particolare attenzione viene riservata naturalmente ai frontalieri, che ogni giorno affrontano spostamenti caratterizzati da code, treni affollati e ritardi. Una rete alternativa e ad alta capacità potrebbe incidere direttamente sui tempi di percorrenza e sulla qualità della vita di migliaia di persone.

Un precedente concreto viene individuato nella monorotaia realizzata a Bologna per collegare la stazione centrale con l'aeroporto Marconi. L'infrastruttura, che percorre circa 5 chilometri, consente di coprire il tragitto in poco più di sette minuti e viene indicata come esempio della possibilità di utilizzare sistemi sopraelevati per collegare rapidamente punti strategici di un territorio. Il progetto proposto per la Riviera avrebbe naturalmente caratteristiche, dimensioni e complessità differenti, ma la filosofia sarebbe analoga: utilizzare una tecnologia moderna per realizzare un collegamento rapido, elettrico e indipendente dalla viabilità stradale. La monorotaia diventerebbe così il primo tassello di un sistema destinato a integrarsi successivamente con il metrò.

La proposta è stata sottoposta a diversi interlocutori istituzionali e territoriali direttamente interessati dall'asse transfrontaliero. Tra i destinatari figurano Thomas Brezzo, presidente del Consiglio Nazionale del Principato di Monaco; Èric Ciotti, sindaco di Nizza; Alexandra Masson, sindaco di Mentone; Flavio Di Muro, sindaco di Ventimiglia, oltre a Roberto Parodi, segretario della FAI, Frontalieri Autonomi Intemeli. Il coinvolgimento di rappresentanti dei territori interessati rappresenta un passaggio importante per un progetto che, per sua stessa natura, richiederebbe il coordinamento tra più livelli istituzionali e soprattutto tra Francia, Monaco e Italia. La sfida, oltre che tecnica, sarebbe infatti politica, finanziaria e amministrativa, vista la dimensione internazionale dell'opera.

Resta naturalmente da capire se e come una proposta di questa portata possa trasformarsi da progetto a infrastruttura concreta. I precedenti studi sulla metropolitana sotterranea e quelli sulla monorotaia hanno però contribuito a mantenere aperto il confronto su una questione ormai difficilmente rinviabile: come rendere sostenibile la mobilità lungo la Riviera franco-italiana. La combinazione tra un intervento realizzabile in tempi più brevi e una grande opera sotterranea di lungo periodo prova a dare una risposta articolata al problema. L'orizzonte indicato da De Simone guarda ancora più lontano, fino a Sanremo e Imperia, e propone una rete nella quale il confine non rappresenti più un ostacolo. Per il Ponente ligure, se l'idea riuscisse a trovare interlocutori, finanziamenti e un percorso istituzionale condiviso, potrebbe aprirsi una prospettiva infrastrutturale completamente nuova.

Carlo Alessi

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