C'è un legame tra Sanremo e i XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 che, con ogni probabilità, è conosciuto da pochissimi sanremesi. Se infatti sono in molti a sapere che domani, giovedì 3 settembre, nella città pugliese si concluderà la ventesima edizione della manifestazione sportiva che riunisce i Paesi affacciati sul Mediterraneo, sono decisamente meno le persone a conoscenza del filo che unisce i Giochi alla nostra città. Un filo che passa attraverso un monumento diventato uno dei simboli di Taranto e che quest'anno è stato scelto come elemento ispiratore del logo ufficiale della manifestazione. Si tratta del Monumento al Marinaio, opera fortemente legata alla storia della Marina italiana e, soprattutto, alla figura di un illustre sanremese.
La composizione grafica dei XX Giochi del Mediterraneo richiama infatti le linee essenziali del monumento tarantino, con le due "X" che formano il numero venti in numeri romani. Un riferimento che vuole sottolineare la ventesima edizione dei Giochi e, contemporaneamente, rendere omaggio a un'opera ormai entrata nell'immaginario della città pugliese. Ed è proprio qui che emerge la curiosità che riguarda Sanremo. Il Monumento al Marinaio fu infatti voluto e donato alla città di Taranto dall'ammiraglio d'Armata Angelo Iachino, nato a Sanremo nel 1889 e protagonista di primo piano della Regia Marina durante la Seconda guerra mondiale. Un particolare che aggiunge un significato tutto sanremese a un simbolo oggi tornato sotto i riflettori internazionali grazie alla manifestazione sportiva.
Nel 1974 l'ammiraglio Iachino volle donare alla città di Taranto il monumento dedicato ai marinai delle Forze Navali Italiane. L'opera intende commemorare i militari caduti durante il conflitto mondiale e, in particolare, le vittime della "Notte di Taranto", il drammatico attacco navale britannico avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 novembre 1940. Un episodio destinato a entrare nella storia della Seconda guerra mondiale e della Marina italiana. Il monumento vuole inoltre ricordare il sacrificio complessivo della Marina durante il conflitto, con oltre 24mila vittime tra ufficiali, sottufficiali e marinai. Una memoria affidata alla scultura e collocata in un punto particolarmente significativo della città pugliese, affacciato sul canale navigabile.
L'opera, alta circa sette metri e realizzata in bronzo su un bozzetto dello scultore Vittorio Di Colbertaldo, raffigura due marinai che sollevano il berretto in segno di saluto verso le navi in transito sul canale navigabile. Una scena semplice ma fortemente simbolica, capace di racchiudere il rapporto tra Taranto e il mare e il legame profondo della città con la propria tradizione navale. Il monumento è sostenuto da un piedistallo sul quale è riportata una dedica inequivocabile: "AI MARINAI DELLE FORZE NAVALI ITALIANE – L'AMM. D'ARMATA ANGELO IACHINO – II GUERRA MONDIALE 1940-43". Sono parole che raccontano una memoria collettiva e che oggi assumono un'ulteriore dimensione, dal momento che proprio quelle forme sono state richiamate nel simbolo ufficiale dei Giochi del Mediterraneo.
Il risultato è un curioso e significativo ponte ideale tra Sanremo e Taranto, costruito attraverso la storia di un uomo nato nella città dei fiori e attraverso un'opera che, a oltre cinquant'anni dalla sua donazione, continua a rappresentare uno dei luoghi simbolici della città pugliese. Angelo Iachino, ammiraglio di primo piano della Regia Marina, lega così la propria città natale a una delle manifestazioni sportive più importanti ospitate da Taranto. Un dettaglio forse poco conosciuto a Sanremo, ma che vale la pena riscoprire proprio in occasione della conclusione dei XX Giochi del Mediterraneo. Perché dietro quelle due "X" del logo, oltre alla ventesima edizione dei Giochi, c'è anche un pezzo di storia che parla sanremese.















