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Attualità | 18 agosto 2026, 07:21

Siccità, l’entroterra imperiese entra nella fase più delicata. Da Pigna l’allarme: "Mai viste le sorgenti così, senza l’acqua manca la vita"

Cinque mesi con precipitazioni quasi assenti e caldo estremo mettono sotto pressione le risorse idriche. Pigna è oggi il Comune nella situazione più critica e mantiene contatti continui con la Prefettura. Molini di Triora e Triora resistono senza razionamenti, ma i sindaci chiedono ai cittadini di limitare gli sprechi

La fontana sorgente Italo del Colle Melosa a 1650 metri: completamente asciutta

La fontana sorgente Italo del Colle Melosa a 1650 metri: completamente asciutta

L'acqua c'è sempre meno e, salendo verso le montagne dell'entroterra imperiese, anche sorgenti che sembravano rappresentare una certezza iniziano a mostrare segnali preoccupanti. Dopo le prime ordinanze e i razionamenti introdotti in diversi Comuni della provincia, la seconda metà di agosto rischia di rappresentare il momento più delicato di un'estate segnata dalla siccità.

La situazione più difficile, al momento, si registra a Pigna. Qui il Comune gestisce direttamente il servizio idrico e già nei giorni scorsi il sindaco Roberto Trutalli aveva firmato un'ordinanza per razionalizzare i consumi e vietare gli utilizzi impropri dell'acqua potabile. Ora il quadro viene seguito praticamente giorno dopo giorno e sono in corso continui scambi con la Prefettura di Imperia, proprio per monitorare l'evoluzione di quella che, ad oggi, appare come una delle situazioni più critiche dell'entroterra.

"Non c'è acqua. Sono cinque mesi che non piove, abbiamo avuto un caldo estremo e quando manca l'acqua manca la vita", spiega Trutalli, descrivendo una situazione che considera eccezionale anche rispetto alle altre estati difficili vissute dalla vallata.

A preoccupare è soprattutto ciò che sta accadendo in quota. "A duemila metri non c'è acqua. Abbiamo una sorgente a 1.700 metri e siamo stati costretti a prendere acqua da un'altra parte. Ho 69 anni, qui ho lavorato con la Forestale quando ero ragazzo e non ho mai visto le sorgenti in queste condizioni".

Parole che danno la dimensione di un problema che non riguarda soltanto l'approvvigionamento delle abitazioni. In montagna l'acqua significa anche sopravvivenza degli ecosistemi, degli allevamenti e della fauna. "Bisogna pensare agli animali e anche agli animali selvatici. Il problema è grave e serio", sottolinea il sindaco.

Pigna guarda alle riserve in quota. L'emergenza riporta inevitabilmente al centro anche il tema delle infrastrutture e della capacità di accumulare l'acqua quando è disponibile. Trutalli indica, tra le possibilità sulle quali ragionare, alcune strutture già presenti in quota. "A circa duemila metri abbiamo una vasca militare da circa 400 metri quadrati che, insieme a quella comunale, porterebbe a una superficie complessiva vicina ai 600 metri quadrati. Su queste cose bisogna iniziare a ragionare".

Per il sindaco, infatti, il punto non è soltanto superare l'emergenza dell'agosto 2026, ma evitare che ogni nuova crisi venga affrontata quando le sorgenti sono ormai al limite. "Lo scorso anno avevamo già preparato un dossier, un report. Non bisogna arrivarci all'ultimo".

Una posizione che assume ancora maggiore peso davanti a un fenomeno che non riguarda più soltanto le quote basse o i centri maggiormente popolati: la carenza idrica si sta facendo sentire anche nelle zone montane, tradizionalmente considerate più protette grazie alla presenza delle sorgenti.

Pigna aveva già adottato il 7 agosto un'ordinanza che vieta l'utilizzo dell'acqua dell'acquedotto per lavare terrazzi, cortili e piazzali, per il lavaggio domestico dei veicoli e per riempire piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino. Ai cittadini è stato inoltre chiesto di ridurre al minimo i consumi, soprattutto durante le ore notturne. Se il quadro dovesse ulteriormente peggiorare, non è esclusa la necessità di misure ancora più restrittive.

Molini di Triora, Sasso: "Per ora niente razionamenti, ma dateci una mano". Una situazione meno critica si registra, almeno per il momento, a Molini di Triora, dove non è stato necessario arrivare al razionamento o alla sospensione dell'erogazione. Anche qui, però, la siccità ha imposto l'adozione di misure preventive. Lo scorso 14 agosto il sindaco Manuela Sasso ha firmato l'ordinanza numero 38, prendendo atto dello «stato di grave siccità registrato su tutto il territorio provinciale» e della conseguente progressiva riduzione dei livelli d'acqua nelle vasche comunali. Il provvedimento evidenzia inoltre che, qualora le riserve dovessero continuare a diminuire, potrebbe rendersi necessaria anche una chiusura frazionata dell'erogazione dell'acquedotto comunale.

"Non siamo ancora nella condizione di dover razionare l'acqua, ma chiediamo agli abitanti di darci una mano: non sprechiamola", spiega Sasso. Un appello che trova quindi riscontro nell'ordinanza già in vigore, con la quale viene chiesto alla cittadinanza di utilizzare l'acqua dell'acquedotto in maniera estremamente accorta, limitandola agli usi alimentari, domestici e igienico-sanitari. È vietato invece impiegarla per lavare cortili, piazzali, strade, automobili, biciclette e altri mezzi, così come per riempire vasche da giardino, fontane ornamentali e piscine private.

Qualche temporale ha interessato la zona negli ultimi giorni, senza però modificare radicalmente il quadro generale. A Molini, inoltre, la presenza di molte persone durante il periodo estivo determina inevitabilmente un incremento importante dei consumi. "Qualche temporalino arriva praticamente tutti i giorni, ma in questo periodo abbiamo anche tanta gente. Al momento non abbiamo una vera carenza delle sorgenti", precisa il sindaco.

Per Molini di Triora non si tratta comunque di una situazione completamente nuova. La pressione sulle risorse idriche durante l'estate è un fenomeno con il quale il Comune si confronta periodicamente e, secondo Sasso, in passato si sono verificate condizioni anche più critiche: "È una situazione che capita tutti gli anni e negli anni scorsi abbiamo avuto momenti peggiori".

Nessun razionamento, dunque, ma una fase di attenzione che ha già portato il Comune a vietare gli utilizzi non essenziali dell'acqua. L'ordinanza resterà valida fino alla normalizzazione della situazione e prevede, in caso di violazioni, sanzioni amministrative da 50 a 500 euro.

Triora guarda al 20 agosto: "Poi potrebbe diventare complicato". Anche a Triora la situazione viene gestita senza ricorrere, per ora, a ordinanze restrittive. Il sindaco Massimo Di Fazio, tuttavia, non nasconde le difficoltà e individua nella seconda parte del mese il passaggio da tenere maggiormente sotto osservazione. "La situazione è dura e la nostra posizione non è semplice, ma per il momento la stiamo gestendo bene. Dal 20 agosto in poi potrebbe iniziare il momento più complicato", spiega.

Il problema, anche in questo caso, si avverte soprattutto nelle zone montane: "In montagna ci sono problemi. Come amministrazioni stiamo cercando di sensibilizzare i cittadini".

Per il momento Triora non ha quindi scelto la strada dell'ordinanza, confidando nella collaborazione della popolazione e in un utilizzo responsabile della risorsa. Ma l'evoluzione delle prossime settimane sarà decisiva.

Da Apricale a Pigna, un problema ormai provinciale. Quello che emerge dalle parole dei tre sindaci si inserisce in un quadro di difficoltà che ormai coinvolge diverse aree dell'entroterra imperiese.

Ad Apricale si è già arrivati al razionamento: nelle località esterne al centro abitato l'erogazione viene sospesa ogni fine settimana, dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina, oltre all'interruzione notturna quotidiana dalle 23 alle 6. Limitazioni e richiami a un uso responsabile sono stati adottati o valutati anche in altri Comuni della provincia, mentre problemi legati alla disponibilità idrica sono stati segnalati nelle scorse settimane anche a Prelà, Diano San Pietro, Pieve di Teco e Villa Faraldi.

Il filo conduttore è sempre lo stesso: precipitazioni insufficienti, temperature elevate e consumi estivi che aumentano proprio nel momento in cui le sorgenti hanno meno capacità di alimentare gli acquedotti.

Ma è quanto sta accadendo a Pigna a rappresentare in queste ore il campanello d'allarme più forte. Non soltanto perché il Comune ha già dovuto adottare limitazioni e mantiene un'interlocuzione costante con la Prefettura, ma perché la sofferenza delle sorgenti si sta manifestando anche a quote molto elevate.

Ed è proprio da qui che arriva l'avvertimento di Trutalli. L'emergenza va gestita oggi, ma il problema deve essere affrontato pensando agli anni che verranno, intervenendo sulla capacità di raccolta e conservazione della risorsa e programmando prima che l'acqua finisca.

Perché, come sintetizza il sindaco di Pigna, "quando manca l'acqua, manca la vita".

Andrea Musacchio

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