Nuovo passaggio nell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita lo scorso 9 febbraio nell'abitazione della madre a Bordighera. Oggi la Procura di Imperia ha chiesto un supplemento di perizia per approfondire ulteriormente gli elementi medico-legali emersi nel corso degli accertamenti. L'incarico è stato affidato ancora una volta al professor Francesco Ventura, il medico legale incaricato dalla Procura di eseguire l'autopsia e coordinare gli approfondimenti sul corpo della bambina. Una decisione che conferma quanto il quadro medico-legale sia considerato centrale per arrivare a una ricostruzione completa della vicenda. L'inchiesta, dopo mesi di accertamenti, non è quindi ancora arrivata al suo punto conclusivo.
La vicenda aveva avuto inizio la mattina del 9 febbraio, quando Beatrice venne trovata morta nell'abitazione di Montenero, nell'entroterra di Bordighera. Le prime verifiche dei Carabinieri avevano fatto emergere la presenza di traumi sul corpo della bambina e la casa era stata immediatamente posta sotto sequestro. La madre, Emanuela Aiello, era stata arrestata nelle ore successive con l'ipotesi iniziale di omicidio preterintenzionale. Fin dalle prime battute, però, gli investigatori avevano evidenziato la necessità di chiarire con precisione cause, tempi e modalità del decesso, attraverso l'autopsia e una serie di accertamenti scientifici. Il 16 febbraio era stato quindi conferito l'incarico al professor Ventura, con l'autopsia eseguita a Sanremo alla presenza dei consulenti delle parti. L'attività medico-legale si è rivelata particolarmente complessa e i tempi inizialmente previsti non sono stati sufficienti. Nel corso dei mesi sono arrivate proroghe e sono stati acquisiti ulteriori elementi, compresi gli esami eseguiti dai Ris di Parma. A maggio, alla scadenza dei primi novanta giorni, si attendeva ancora il deposito della relazione definitiva; a giugno era arrivata una seconda proroga di trenta giorni proprio per consentire di completare gli accertamenti ritenuti necessari.
Il primo quadro emerso dagli accertamenti autoptici, reso noto da Sanremonews a luglio, ha aggiunto elementi particolarmente delicati. Secondo quanto riferito, la morte sarebbe stata provocata da una grave emorragia cerebrale conseguente a un trauma alla testa e, sempre secondo gli accertamenti, un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto evitare il decesso. La perizia avrebbe inoltre evidenziato un grave stato di malnutrizione protratto nel tempo e la presenza nei polmoni di materiale riconducibile ad aspirazione. Un quadro che ha reso ancora più importante l'analisi complessiva di tutti gli elementi medico-legali e investigativi. Parallelamente agli esami sul corpo della bambina, l'inchiesta ha proseguito su altri fronti. Gli investigatori hanno acquisito testimonianze, immagini delle telecamere di videosorveglianza, tabulati telefonici e materiale contenuto nei cellulari, oltre agli accertamenti scientifici effettuati dal Ris. Particolare rilievo hanno assunto anche le dichiarazioni delle due sorelline di Beatrice, ascoltate nell'ambito del percorso predisposto dagli specialisti dell'Asl. Secondo la ricostruzione investigativa, proprio questo insieme di elementi avrebbe contribuito alla successiva evoluzione dell'ipotesi accusatoria.
Il 30 maggio era arrivata una nuova e importante svolta giudiziaria con l'arresto di Emanuel Iannuzzi, compagno della madre della bambina. La Procura di Imperia aveva contestato ai due indagati il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. L'arresto dell'uomo era stato preceduto da un lungo lavoro investigativo condotto dai Carabinieri e coordinato dalla Procura, mentre nei giorni successivi si erano svolti gli interrogatori davanti al giudice. La difesa di Iannuzzi ha respinto le accuse e l'uomo ha scelto inizialmente di avvalersi della facoltà di non rispondere. Anche Emanuela Aiello ha continuato a respingere le accuse attraverso la propria difesa. In particolare, secondo quanto riferito dal suo legale, la donna ha sostenuto di non aver mai fatto del male alle figlie. "Non ho mai toccato le bambine", è la linea ribadita dalla difesa, mentre proprio le dichiarazioni delle altre due figlie sono entrate tra gli elementi ritenuti significativi dagli investigatori. La Procura, nel frattempo, ha continuato a lavorare per mettere in relazione i diversi tasselli dell'indagine, evitando di chiudere il quadro prima del completamento degli accertamenti tecnici.
Il nuovo supplemento di perizia affidato al professor Ventura rappresenta quindi un ulteriore passaggio di una vicenda che, a quasi sei mesi dalla morte di Beatrice, continua a richiedere approfondimenti. La relazione medico-legale resta infatti uno degli elementi destinati a chiarire definitivamente la dinamica e le responsabilità, insieme agli altri risultati raccolti durante l'inchiesta. L'obiettivo della Procura è arrivare a un quadro il più possibile completo prima delle decisioni processuali successive. Per la famiglia e per la comunità di Bordighera, resta soprattutto l'attesa di una risposta definitiva su ciò che è accaduto alla piccola Beatrice.














