Torna a riunirsi oggi pomeriggio il consiglio comunale di Sanremo. L’assemblea cittadina è convocata nella sala riunioni di Palazzo Bellevue, sede del Comune in corso Cavallotti, con una doppia sessione che si aprirà alle 16.45 con il Question Time, dedicato a interpellanze e interrogazioni, per poi proseguire dalle 17.30 con l’adunanza ordinaria.
Tra i punti centrali all’ordine del giorno spicca la proposta relativa alla revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, un’iniziativa che vede Sanremo schierarsi a sostegno della campagna promossa da Coldiretti e Anci per modificare l’articolo 60 del regolamento europeo. La questione riguarda il principio secondo cui un prodotto può essere considerato originario del Paese in cui subisce l’ultima trasformazione sostanziale, anche se la materia prima proviene dall’estero. Una norma che, secondo Coldiretti, rischia di favorire forme di “falso made in Italy”, consentendo di etichettare come italiani prodotti che italiani non sono all’origine.
Altro nodo significativo sarà quello dei servizi cimiteriali. I consiglieri dovranno esaminare l’affidamento in house ad Amaie Energia e Servizi della gestione del servizio cimiteriale comunale, insieme all’approvazione delle relazioni tecniche previste dalla normativa e dello schema di contratto di servizio. In discussione anche le modifiche al regolamento di polizia mortuaria e dei servizi cimiteriali.
Non mancheranno poi le interpellanze. La prima, presentata dai consiglieri Marco Damiano e Monica Rodà, accende i riflettori sulle condizioni di piazza San Pietro e del parcheggio antistante la scuola materna ed elementare, dove vengono segnalate buche, crepe, cedimenti dell’asfalto e avvallamenti ritenuti potenzialmente pericolosi per pedoni e automobilisti. Un’altra interpellanza, firmata dal gruppo di Fratelli d’Italia, riguarda invece via della Repubblica e la nuova rotonda di San Martino, mentre un secondo intervento dello stesso gruppo punta l’attenzione sulla possibile chiusura della scuola di Poggio. Una prospettiva che, secondo i firmatari, potrebbe compromettere la capacità di accogliere tutte le domande di iscrizione, con ricadute dirette sulle famiglie della zona.














