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Politica | 05 giugno 2026, 14:00

Taggia, ritardi nei bandi e criticità sulle spiagge: l’opposizione attacca l’Amministrazione sulla gestione della stagione balneare

Fulvia Alberti (Progetto Comune): “Bandi fuori tempo, errori amministrativi e una fognatura danneggiata alla foce dell’Argentina. Così si compromette l’immagine turistica della città”

Fulvia Alberti

Fulvia Alberti

A Taggia la stagione balneare 2026 si apre tra polemiche, ritardi e criticità che stanno alimentando il malcontento di operatori e cittadini. A sollevare il caso è Fulvia Alberti, consigliera di opposizione di Progetto Comune, che punta il dito contro quella che definisce “una gestione approssimativa” da parte dell’Amministrazione.

Il primo nodo riguarda il bando per gli stabilimenti balneari privati, pubblicato il 16 marzo 2026, ben oltre la scadenza del 31 gennaio prevista per consentire ai gestori di programmare gli interventi. Le domande potranno essere presentate fino al 15 giugno, mentre l’assegnazione delle concessioni è attesa entro il 30 giugno. Tempistiche che, secondo Alberti, rendono impossibile qualsiasi investimento per l’estate in corso: “Chiunque volesse adeguarsi ai nuovi criteri — nuovi gestori o concessionari attuali — potrà farlo solo nel 2027”.

Il risultato è una stagione che parte con le stesse strutture dell’anno precedente, gestite da operatori che hanno scelto di aprire comunque, assumendosi il rischio di perdere la concessione l’anno successivo.

Non va meglio sul fronte delle spiagge libere attrezzate. Il bando, pubblicato il 17 aprile, aveva scadenza l’11 maggio, poi rinviata a causa di una “contraddizione nel disciplinare”, come spiegato dagli uffici. Un errore che ha comportato un ulteriore slittamento, con conseguenze pesanti per gli operatori: perso il ponte del 25 aprile, quasi tutto maggio e compromesso l’avvio di giugno.

Nel frattempo, i turisti chiedono spiegazioni e perfino una consigliera che tenta di fare un bagno — racconta Alberti — si ritrova a rispondere a domande sulla situazione.

A complicare ulteriormente il quadro, il 6 giugno si è verificato un guasto alla fognatura alla foce del torrente Argentina, un tratto già noto per la sua fragilità in relazione ai lavori del ponte. “In Consiglio comunale — ricorda Alberti — si era parlato della necessità di deviare il condotto prima dell’avvio del cantiere. Nulla è stato fatto”.

Per l’opposizione, la somma di ritardi, errori e mancate prevenzioni rischia di danneggiare l’immagine di una località che vive in larga parte di turismo. “Le famiglie continuano a scegliere Taggia, magari riducendo i giorni di permanenza ma tornando con fedeltà. Fino a quando?”, si chiede Alberti, avvertendo che altre destinazioni, anche vicine, potrebbero diventare alternative più affidabili.

“Qualcuno forse sarà contento: meno turisti, meno traffico, meno rumore. Una località balneare finalmente libera dal problema dei bagnanti”, conclude con amara ironia. “Ma cosa ne pensano gli Amministratori ai quali si deve in gran parte questa situazione?”.

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