La BCE ha deciso di aspettare. Nella riunione del 30 aprile 2026 i tassi di interesse sono rimasti invariati: quello sui depositi al 2,00%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali e marginali rispettivamente al 2,15% e al 2,40%.
Ma il messaggio di Francoforte è tutt'altro che rassicurante per chi ha un mutuo o sta per accenderne uno. La pausa è tattica, non strategica.
A rendere lo scenario più complicato è il ritorno dell'inflazione: nell'eurozona i prezzi sono saliti al 2,6% a marzo, dall'1,9% di febbraio, trascinati soprattutto dal caro energia legato alle tensioni in Medio Oriente. Un dato che spinge gli analisti a scommettere su un primo rialzo dei tassi già alla riunione dell'11 giugno. Per chi sta valutando l'acquisto di una casa, fare una simulazione mutuo prima casa in questo momento può essere il punto di partenza per capire quanto conviene muoversi prima che lo scenario cambi.
I tassi di aprile: variabile ancora avanti, ma il vantaggio si assottiglia
Secondo i dati dell'Osservatorio di MutuiOnline.it, ad aprile 2026 il TAN medio dei mutui a tasso fisso su durate di 20-30 anni si attesta al 3,37%. Il variabile, agganciato all'Euribor che da giugno 2025 oscilla stabilmente tra il 2,55% e il 2,72%, si ferma invece al 2,62%. Settantacinque punti base di differenza che, in termini concreti, su un mutuo ventennale da 120.000 euro si traducono in rate mensili di 643 euro per il variabile contro 688 euro per il fisso. Un risparmio di 45 euro al mese, quasi 10.800 euro in vent'anni.
Cifre che parlano chiaro, almeno guardando al presente. Il problema è che questo vantaggio potrebbe ridursi sensibilmente nei prossimi mesi, e i mutuatari italiani sembrano esserne consapevoli: nonostante la maggiore convenienza del variabile, il 92,6% di chi ha stipulato un mutuo ad aprile ha scelto il tasso fisso. Solo il 2,8% ha optato per il variabile puro, mentre il 2,1% ha preferito il variabile con cap.
Tre scenari da tenere a mente
La matematica dei rialzi è semplice ma impattante. Un primo intervento BCE da 25 punti base porterebbe il TAN medio del variabile al 2,87% e la rata mensile a 658 euro: il vantaggio sul fisso scenderebbe a 30 euro al mese, circa 7.200 euro sull'intera durata. Con due rialzi consecutivi, scenario non remoto secondo le curve forward dell'Euribor, il variabile arriverebbe al 3,12% e la differenza con il fisso si ridurrebbe a soli 15 euro mensili, rendendo le due opzioni sostanzialmente equivalenti.
È in questo quadro che si inserisce la lettura di Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products Italy di MutuiOnline.it: le proiezioni più aggiornate indicano che l'Euribor a 3 mesi potrebbe salire dall'attuale 2,15% al 2,86% entro dicembre 2026. Chi sceglie il fisso oggi può bloccare condizioni ancora storicamente convenienti, con la possibilità di ricorrere alla surroga in futuro qualora le condizioni di mercato dovessero tornare a migliorare.
Un mercato immobiliare che non si ferma
A fare da sfondo a queste valutazioni c'è un mercato immobiliare che mostra segnali di vivacità. L'importo medio richiesto per un mutuo nel 2026 ha raggiunto i 147.000 euro, nuovo massimo storico. Il valore medio degli immobili acquistati nei primi quattro mesi dell'anno si attesta a 227.400 euro, non lontano dal picco del 2019 di 235.700 euro. La durata media dei finanziamenti è di 24 anni e 8 mesi, con un'età media dei mutuatari di circa 39 anni e mezzo.
Dati che raccontano di un Paese che continua a investire nella casa di proprietà, anche in un contesto di incertezza. Ma che rendono ancora più importante la qualità della scelta sul tipo di tasso: su importi e durate di questo livello, anche piccole variazioni percentuali producono effetti rilevanti nel lungo periodo.
Agire prima di giugno
Il calendario della BCE è noto, e la prossima riunione dell'11 giugno rappresenta il primo vero banco di prova per capire dove andranno i tassi. Ragionare per tempo, confrontare le offerte disponibili e valutare con attenzione fisso e variabile alla luce del proprio profilo finanziario è oggi più utile che mai. Aspettare potrebbe significare trovare condizioni meno favorevoli, con margini di manovra più stretti.
Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.

















