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Cronaca | 02 gennaio 2026, 11:35

Tragedia a Crans-Montana, tra le vittime il 17enne golfista genovese Emanuele Galeppini nella notte di Capodanno

Il giovane talento viveva a Dubai con la famiglia. Salvo un altro sedicenne ligure: indagini in corso sulle cause del rogo

Emanuele Galeppini

Emanuele Galeppini

C'è anche una vittima ligure, nell'incendio devastante che ha trasformato la notte di Capodanno di Crans-Montana in una tragedia di proporzioni enormi, lasciando dietro di sé decine di vittime, dispersi e famiglie spezzate. Si tratta di Emanuele Galeppini, diciassette anni, giovane promessa del golf italiano. Nato a Genova e residente a Dubai con la famiglia, Galeppini era considerato un talento emergente del panorama golfistico nazionale. Il suo nome figurava nella lista degli italiani dispersi diffusa dalla Farnesina nelle ore immediatamente successive all’incendio. 

Drammatiche le ore successive alla tragedia per il padre del ragazzo, che nella giornata del primo gennaio si è recato davanti al locale distrutto dalle fiamme, certo che il figlio si trovasse all’interno al momento dell’incendio. L’ultimo contatto tra padre e figlio risaliva alla mezzanotte, per lo scambio degli auguri di inizio anno. Poi il silenzio. Ne è seguita una corsa disperata tra gli ospedali della zona, nella speranza di trovarlo tra i feriti, fino alla tragica conferma. Accanto al dolore per le vittime, emergono anche storie di sopravvivenza segnate da immagini indelebili. È salvo Gregorio Pallestrini, sedicenne genovese che si trovava nel locale la notte di San Silvestro. Il ragazzo è riuscito a mettersi in salvo non appena ha notato le prime fiamme, fuggendo all’esterno mentre all’interno si scatenava il panico.

A raccontarlo è il padre, Francesco Pallestrini, architetto genovese, in un messaggio affidato ai social: «Siamo stati fortunati. Gregorio è riuscito a scappare appena in tempo dalle fiamme. Alcuni suoi amici che erano con lui non hanno avuto la stessa fortuna… prego che per loro possa andare tutto al meglio. Tutti questi poveri ragazzi hanno vissuto un girone dell’inferno». Gregorio era con un gruppo di amici: cinque in totale. Dopo l’incendio, tre risultano ancora dispersi, mentre due — un ragazzo e una ragazza — sono ricoverati in gravi condizioni in terapia intensiva in ospedali svizzeri. Una volta all’esterno, il sedicenne ha continuato a cercare disperatamente le persone che erano con lui, mentre il locale veniva inghiottito dalle fiamme.

Secondo un primo bilancio, l’incendio ha causato almeno quaranta vittime, un numero che rende questa una delle tragedie più gravi avvenute negli ultimi anni in Svizzera in un locale notturno. Le autorità elvetiche hanno avviato un’indagine per chiarire le cause del rogo e verificare eventuali responsabilità, mentre proseguono le operazioni di identificazione delle vittime e di ricerca dei dispersi. Una notte che doveva celebrare l’inizio del nuovo anno si è così trasformata in un incubo, lasciando un segno profondo non solo a Crans-Montana, ma anche in Italia, dove il mondo dello sport e intere comunità piangono giovani vite spezzate troppo presto.

Isabella Rizzitano

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