In marcia per la pace. Alunni di tutti gli ordini e plessi dell'istituto comprensivo A. Doria, docenti e collaboratori scolastici, questa mattina, hanno marciato dalla scuola fino alla pista di pattinaggio sul solettone sud attraversando via Roma, scortati dalla polizia locale e dalla polizia di Stato, con bandierine, cartelloni e striscioni.
Un corteo per la pace voluto dall'istituto per sensibilizzare i giovani in un momento storico in cui l'umanità è attraversata da guerre, ingiustizie e violenza. Sul solettone sono stati, inoltre, proposti canti e due laboratori creativi per realizzare opere collettive a tema pace. "C'è un momento, nella vita di una scuola, in cui le mura dell'edificio diventano strette. Quando i banchi, le lavagne, i quaderni non bastano più a contenere quello che si vuole insegnare. Quando serve qualcosa di più grande, di più vero. Qualcosa che lasci il segno. Per seicento bambine e bambini, ragazze e ragazzi della scuola di Vallecrosia e dei plessi quel momento è arrivato oggi con la marcia della pace" - fa sapere la vicaria dell'istituto comprensivo Andrea Doria Luciana Moro - "Un momento di didattica differente, un'esperienza che diventa insegnamento vissuto in cui i ragazzi sono stati i principali attori protagonisti. La preparazione è iniziata circa tre settimane fa e si è mossa l'intera scuola. Hanno, infatti, collaborato tutti con un unico obiettivo: seminare pace! Gli insegnanti, muovendo dagli interessi dei bambini sull’argomento 'pace' hanno preparato canti, scelto letture, realizzato cartelloni, bandierine e fascette. Stamattina è stato uno stupore vedere che il corteo si stava formando non solo con la comunità scolastica ma anche con l’amministrazione, genitori, nonni ed ex colleghe ormai in pensione. La comunità intera unita, intorno alle nostre bambine e ai nostri bambini, alle ragazze e ai ragazzi, ha riempito le strade della nostra cittadina e, una volta arrivati a destinazione sul solettone, è iniziata una meravigliosa festa di canti e colori seguiti dalle letture fatte dai più grandi ai più piccoli e, infine, dai laboratori dove mani piccole e mani più grandi hanno lavorato per creare due opere collettive: una bandiera della pace gigante e un puzzle altrettanto imponente. Ogni pezzo, ogni filo, ogni colore era un contributo personale che si fondeva in qualcosa di più grande".
Alla manifestazione hanno partecipato anche il vicesindaco Cristian Quesada e il consigliere comunale Manuela Balbis, raggiunti poi sul solettone dal sindaco Fabio Perri, i carabinieri, la polizia di Stato e la polizia locale, che ha veicolato il traffico per consentire in totale sicurezza il passaggio del corteo, e la Protezione civile. "Ringraziamenti doverosi vanno al sindaco Fabio Perri, al vicesindaco Cristian Quesada e all’assessore alla pubblica istruzione Rosella Rosa Muratore per aver condiviso con noi il progetto, al comandante della polizia locale D’Agostino, al luogotenente Mura, al dirigente del commissariato di pubblica sicurezza di Ventimiglia, il vicequestore Arena, all'assistente capo e coordinatore della polizia di Stato nella persona di Marcello Cabizzosu, non solo per aver garantito e vigilato sulla nostra sicurezza ma anche per aver testimoniato che le istituzioni non sono entità lontane ma parte viva della comunità, alle associazioni Le Cinque Torri e Marinai d’Italia per la preziosissima presenza e collaborazione, a tutti i genitori, di oggi e di allora, per saper rispondere sempre con entusiasmo e senza esitazione alle nostre proposte trovando il tempo di lavorare con noi alla preparazione e alla realizzazione delle iniziative; all’impresa edile Aime G. per aver regalato ai nostri ragazzi, senza esitazione, alcuna 100 mt di rete arancione da cantiere che ci ha permesso di dimostrare che vogliamo essere costruttori di pace e, infine, un grande grazie va a tutti noi che partecipiamo tutti i giorni a costruire pace" - sottolinea - "Questa giornata è stata possibile perché tutti noi abbiamo saputo costruirla insieme. Ogni ruolo, ogni contributo, ogni presenza è stata essenziale uniti attorno a un'idea semplice ma potente: vale la pena seminare pace anche quando il mondo sembra andare nella direzione opposta. Forse è questo il messaggio più profondo che abbiamo consegnato ai nostri seicento ragazzi: che insieme si può, che una comunità unita può fare grandi cose, che la pace non è un'utopia da sognare ma un impegno concreto da vivere e che, forse un giorno, quel che stiamo seminando oggi germoglierà in un mondo più giusto e pacifico".
"Spesso pensiamo alla pace come a qualcosa di astratto o di lontano, che riguarda solo i grandi leader mondiali ma la verità è che la pace inizia proprio qui, con noi. La pace non è solo stare tranquilli. È costruire qualcosa di bello e forte tutti insieme. Costruire la pace è un atto quotidiano di impegno e responsabilità collettiva. Significa non lasciare indietro nessuno, accogliere tutte le prospettive e dedicarsi, pezzo dopo pezzo, alla paziente, meticolosa e fondamentale costruzione del nostro futuro comune. La pace è un puzzle: per completarlo, dobbiamo lavorare, e sognare, insieme" - viene detto durante la manifestazione - "Guardate questi pezzi: ognuno è diverso. Ci sono colori, forme e angoli unici. Nella vita, questi pezzi siamo noi: siamo le diverse persone, le diverse culture, le diverse idee e i diversi paesi del mondo. Per costruire l'immagine finale abbiamo bisogno di ogni singolo pezzo. Se ne lasciamo fuori anche solo uno, l'immagine rimane incompleta e fragile. La vera sfida non è trovare il pezzo ma capire come incastrarlo con quello accanto. A volte un pezzo sembra non andare bene: dobbiamo avere pazienza e provare a girarlo, a guardarlo da un altro punto di vista. Questo, nella vita, si chiama dialogo e ascolto. Dobbiamo rispettare la forma dell'altro, senza forzarla. Quando i pezzi si incastrano bene, creano una struttura solida. La pace è proprio questo: trovare i punti di contatto, rispettare le differenze e creare connessioni forti. Quindi, oggi lavoriamo insieme, dialoghiamo e rispettiamo ogni pezzo. Stiamo costruendo il nostro piccolo puzzle di pace".




























































