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Politica | 19 giugno 2025, 07:14

Ponte sul torrente Argentina, Giuseppe Federico (Progettiamo il Futuro) "Abbiamo vinto solo una battaglia, ora servono certezze”

Il consigliere di minoranza non si accontenta dell’apertura estiva: “Ora servono trasparenza, una road map chiara e garanzie sul futuro della viabilità ciclo-pedonale”

Ponte sul torrente Argentina, Giuseppe Federico (Progettiamo il Futuro) "Abbiamo vinto solo una battaglia, ora servono certezze”

Se questa vicenda avesse una colonna sonora, per Giuseppe Federico non ci sono dubbi: “È tutta n’ata storia”, di Pino Daniele. Il motivo? “Perché ci hanno raccontato una storia, mentre alla fine è un’altra”, scherza il consigliere comunale di minoranza a Taggia, del gruppo Progettiamo il Futuro. Il riferimento è chiarissimo: il ponte ciclopedonale sulla foce dell’Argentina, chiuso dal 5 giugno, riaprirà dal 28 giugno al 1° settembre, salvando così la stagione estiva. Un cambio di rotta che ha sorpreso molti e alimentato il dibattito politico, già incandescente.

“Ovviamente siamo contenti di questa riapertura – spiega Federico – l’abbiamo denunciato immediatamente, conducendo un’azione politica convinta, perché chiudere la pista ciclabile in questo periodo, senza valide alternative, era incomprensibile e ingiustificato”. Federico è stato tra i volti più attivi nella mobilitazione: post, documenti, comunicati, sopralluoghi. Al suo fianco, i colleghi Davide Caldani e Gabriele Cascino, con cui ha portato avanti la battaglia. Ma, nonostante il risultato ottenuto, il lavoro – dice – non si ferma qui. Lunedì 23 giugno, infatti, si terrà il consiglio comunale straordinario, convocato alle ore 12, che rimane un momento centrale nella gestione della vicenda. “Lunedì parteciperemo al consiglio comunale straordinario. Saranno ovviamente ritirati gli atti tesi alla riapertura della ciclabile, ma ora quell’appuntamento diventa ancora più importante: vogliamo chiarezza e trasparenza sulle prossime fasi. Chiederemo al sindaco Conio e alla consigliere Cerri di indicarci una road map chiara per quello che accadrà dopo l’estate”.

Perché una cosa è certa: i lavori sul torrente Argentina non si concluderanno a settembre. Si tratta di un’operazione lunga, complessa e con implicazioni tecniche ancora da chiarire. “Il territorio ha bisogno di certezze – aggiunge Federico – e il sindaco ci deve fornire finalmente dati reali. Basta far finta di non sapere cosa accadrà. Abbiamo vinto una battaglia, ma non ci basta: vogliamo risposte sulla futura viabilità ciclo-pedonale, sulla demolizione o meno del ponte, e soprattutto vogliamo capire che tipo di interventi sono previsti sulla rete fognaria, perché questa complicazione emersa da poco ci preoccupa moltissimo, anche per i possibili rischi”.

Dunque, se ieri il vertice in Regione è stato il primo vero punto di svolta, lunedì prossimo potrebbe rappresentare il momento della verità. Quello in cui le rassicurazioni dovranno lasciare spazio a date, numeri e progetti concreti. Perché, come direbbe Pino Daniele, non si può continuare con “tutta n’ata storia”.

Andrea Musacchio

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