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Economia | 15 maggio 2025, 07:00

Inserimento in mappa catastale: controlli e sanzioni per chi non dichiara i fabbricati

Tutti i fabbricati presenti sul territorio nazionale devono essere correttamente identificati e registrati nel catasto edilizio urbano.

Inserimento in mappa catastale: controlli e sanzioni per chi non dichiara i fabbricati

Questo adempimento, che è obbligatorio per legge, permette una gestione efficiente del patrimonio immobiliare e la tutela dell’equità fiscale. L’omessa dichiarazione di immobili può comportare conseguenze economiche rilevanti e, in certi casi, la perdita di diritti legati al bene stesso. Quindi, l’inserimento in mappa catastale diventa un passaggio essenziale per chi possiede, costruisce o modifica un fabbricato.

La mappa catastale e l’obbligo di dichiarazione

La digitalizzazione ha reso più semplice la consultazione e la verifica dei dati catastali. La mappa catastale online, alla quale si può accedere attraverso i portali di servizi che offrono pratiche dedicate a privati, aziende e professionisti, consente di visualizzare la rappresentazione grafica di particelle, edifici e terreni, per rendere più semplice la verifica delle informazioni legate agli immobili.

Si tratta, quindi, di uno strumento utile sia per i cittadini sia per i professionisti del settore edilizio, che possono individuare eventuali incongruenze o omissioni nella rappresentazione dei fabbricati.

Ciò che spesso viene sottovalutato, però, è che la presenza effettiva di un fabbricato sul territorio, se non correttamente dichiarata e registrata, costituisce un’irregolarità.

Non è sufficiente che l’immobile esista fisicamente: deve risultare anche formalmente agli occhi dell’amministrazione catastale. La mancata comunicazione comporta infatti l’avvio di controlli mirati e l’applicazione di sanzioni amministrative, che possono incidere molto sul bilancio del proprietario.

Quando è obbligatorio l’inserimento in mappa catastale

L’inserimento in mappa è richiesto in tutti i casi in cui venga realizzato un nuovo fabbricato, ma anche quando si interviene in modo significativo su un edificio esistente, ad esempio ampliandolo o modificandone la struttura. Tutte le variazioni sostanziali che modificano la rappresentazione originaria dell’immobile devono essere comunicate tramite procedura DOCFA, con l'intervento di un tecnico abilitato.

Non adempiere a questo obbligo può comportare l’inserimento d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate, con spese aggiuntive per il contribuente. Inoltre, se il fabbricato risulta privo di rendita catastale, sarà attribuita una rendita presunta che potrebbe risultare più pesante rispetto a quella che deriverebbe da una dichiarazione regolare.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate e le sanzioni per gli inadempienti

Grazie all’utilizzo di strumenti satellitari, rilievi e confronti incrociati tra banche dati, l’Agenzia delle Entrate è in grado di individuare facilmente la presenza di edifici non registrati. Una delle tecniche più frequenti è il raffronto tra immagini aeree e planimetrie catastali, che mette in evidenza le difformità.

Quando viene accertata la presenza di un immobile non dichiarato, scatta la notifica al proprietario, che viene invitato a regolarizzare la propria posizione entro un termine stabilito. Se l’obbligo non viene assolto nei tempi previsti, l’amministrazione procede d’ufficio, applicando le sanzioni pecuniarie previste, oltre agli interessi e alle spese per l’aggiornamento.

Per quanto riguarda le sanzioni, per esempio, il mancato aggiornamento della planimetria comporta una spesa da 1.000 a 8.000 euro. La mancata realizzazione della SCA, la Segnalazione Certificata di Agibilità, un documento collegato strettamente alla mappa catastale, inoltre, potrebbe comportare delle sanzioni che prevedono il pagamento di una somma da 500 a 5.000 euro.

Come regolarizzare la propria posizione

Chi si rende conto di possedere un immobile non dichiarato ha la possibilità di regolarizzarlo spontaneamente, evitando così le sanzioni più gravi. L’iter prevede l’affidamento a un tecnico (un geometra, un architetto o un ingegnere), che dovrà effettuare i rilievi e predisporre la documentazione necessaria da trasmettere al catasto attraverso il servizio DOCFA.

È anche possibile richiedere una verifica della situazione immobiliare attraverso una visura catastale, che consente di controllare la corrispondenza tra la realtà e quanto riportato nei registri. Intervenire in tempo è fondamentale per agire con un aggiornamento che può evitare un accertamento sanzionatorio complesso da affrontare in un secondo momento.









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