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Politica | 08 agosto 2022, 18:08

Rivieracqua e posizione divisa in Consiglio a Sanremo: Quesada "I capitali dei privati non verranno reinvestiti"

Ce lo siamo chiesti già nei giorni scorsi, dopo l’assise matuziana e dopo la posizione evidenziata dal segretario cittadino Maurizio Caridi, che si era espresso in modo contrario all’ingresso del socio privato.

Rivieracqua e posizione divisa in Consiglio a Sanremo: Quesada "I capitali dei privati non verranno reinvestiti"

Dopo la divisione all’interno del Partito Democratico in Consiglio comunale a Sanremo, in occasione della votazione sull’ingresso in Rivieracqua di un socio privato, il caso all’interno del Pd potrebbe estendersi anche al resto della provincia?

Ce lo siamo chiesti già nei giorni scorsi, dopo l’assise matuziana e dopo la posizione evidenziata dal segretario cittadino Maurizio Caridi, che si era espresso in modo contrario all’ingresso del socio privato. Il suo collega provinciale, Cristian Quesada, ha espresso la sua posizione nel corso della trasmissione condotta da Federico Marchi ‘2 Ciapetti’.

In primis Quesada ha fatto un’affermazione molto precisa che, di fatto, uccide sul nascere l’ingresso del privato in Rivieracqua, senza mezzi termini: “In esperienze analoghe gli ingressi del privato non hanno funzionato e, nei prossimi anni, capiremo che gli utili del privato non verranno reinvestiti sul territorio. Però c’è una tale confusione sulla vicenda, che rende complicata la gestione. Ribadisco, con chiarezza, che il Partito Democratico condivide le posizioni del segretario sanremese Maurizio Caridi, pur essendo di difficile comprensione all’esterno del partito”.

“Viviamo una situazione complicatissima con vari risvolti. Quello che è chiaro – ha detto Quesada - è il nostro sostegno per l’acqua pubblica, con un ampio riconoscimento della popolazione e l’affermazione di quel referendum. In questi anni, nella nostra provincia si sono registrati diversi problemi, con la ‘voragine’ debitoria di Rivieracqua. I 66 sindaci hanno così iniziato un percorso per capire la migliore soluzione ed uscire dall’empasse in cui si è entrati. Dobbiamo affrontare due aspetti. Il primo è un principio chiaro e che abbiamo sostenuto, ovvero che l’acqua deve rimanere pubblica ma, se il Pd fosse in assoluta maggioranza, il percorso intrapreso sarebbe stato un altro. Le notizie degli ultimi giorni, con i finanziamenti del Pnrr e una gestione oculata di Rivieracqua, vanno verso la direzione di rimanere pubblici con strade diverse dalla privatizzazione. Noi, però, in questi ultimi anni siamo una minoranza e, con una quota di responsabilità che va a tutti i partiti e la maggioranza dei sindaci che avevano espresso la volontà di fare entrare il socio privato, hanno fatto si che si inserisse un aspetto pratico. Siamo arrivati a un punto in cui si deve cedere, pur essendo convinti che non sia quella la strada giusta. E’ evidente che se l’assemblea dei sindaci chiede di portare la pratica in consiglio entro il 10 agosto si deve fare”.

Il segretario provinciale ha spezzato una lancia al Sindaco di Sanremo, evidenziando il groviglio difficile da districare sulla situazione acqua pubblica: “Nonostante io voglia ricordare a Biancheri per avere cercato una ‘soluzione pubblica’ alla vicenda come tra i pochi in provincia, nel momento in cui la pratica va approvata anche in quei consigli in cui siamo in maggioranza e con il sindaco che l’approva, la conclusione è ovvia. Ci sono diverse posizioni all’interno, in un percorso in cui la politica non ha un percorso dirette, visto che le Amministrazioni di questa provincia sono praticamente tutte civiche, tranne Ventimiglia. Nella vicenda la politica deve portare avanti i principi in cui crede, ma nella quale è evidente come si inneschi una logica amministrativa. E’ una vicenda complicatissima, ne sono certo, ed è difficile da spiegare ma se uno vivesse la complessità di come in questi anni tutti hanno deciso di costruire alleanza civiche pregne di equilibri, forse lo si capirebbe”.

Quesada ha poi affrontato più direttamente il voto di venerdì scorso in Consiglio: “Non dimentichiamo che a Sanremo la maggioranza non ha votato compatta, con il Consigliere Robaldo che ha voluto tenere un principio di coerenza. Ma anche l’opposizione non lo è stata, perché con una posizione favorevole di Baggioli, la Lega non era presente perché non voleva votare a favore ma nemmeno contro. In questa vicenda il Consigliere più coerente è stato Andrea Artioli: non ne ha fatto una questione di partito ma ha fatto una battaglia che io condivido, sia nei toni che in molte delle cose che in questi mesi ha dichiarato. La battaglia lui la fa contro il Presidente della Provincia e non contro Biancheri”.

Posizione di equilibrio sulle decisioni diverse prese dai Consiglieri del Pd a Sanremo: “Non condanno e non assolvo nessuno tra i Consiglieri. Io avevo dato una indicazione: rimaniamo leali al Sindaco ma il partito ha una posizione e, visto che non c’erano problemi di numero legale o altro, credo che sarebbe stato meglio che i Consiglieri del PD non partecipassero alla votazione, per lealtà al Sindaco e al partito. Giorgio Trucco e Alessandra Pavone lavorano bene ma, su questa pratica avrebbero potuto fare altre valutazioni, visto che le loro scelte non sono in linea con il partito”.

Carlo Alessi

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