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Cronaca | 07 maggio 2022, 07:41

Sanremo: megastore al posto del deposito RT, lunedì la protesta dei commercianti di San Martino

"Facciamoci sentire, serrande abbassate e braccia incrociate". La protesta prevede una serrata collettiva tra le 11 e le 11.20.

Sanremo: megastore al posto del deposito RT, lunedì la protesta dei commercianti di San Martino

"Facciamoci sentire, serrande abbassate e braccia incrociate" è questo il grido che chiama a raccolta il quartiere di San Martino di Sanremo, per una serrata contro la possibilità di un mini centro commerciale al posto del deposito della Riviera Trasporti. La protesta si terrà lunedì dalle 11 alle 11.20 e coinvolgerà Bar, Supermercati, Pasticcerie, Artigiani, Negozi di ogni genere, uniti per dare un segnale forte.

L'iniziativa nasce dagli esiti del consiglio comunale del 28 aprile quando l'assise ha approvato un ordine del giorno inerente la variante urbanistica al centro del malumore dei commercianti del quartiere. Attraverso la vendita dell’area di San Martino potrà sorgere una grande realtà commerciale, con una solo condizione, l’omologazione del Piano concordatario della società di trasporto. 

"Il futuro del quartiere per il quale abbiamo dato tanto e diamo tanto tutti i giorni può cambiare profondamente. - ci spiegano i promotori della protesta - Venendo meno alla parola data nel 2019 il sindaco Biancheri e la sua maggioranza stanno per approvare una delibera che permetterà l'insediamento di un megastore di 3500 mq con possibilità di vendita di ogni genere, alimentare e non. Il presidente Toti dopo le sparate elettorali dove indicava l'area come sede di una nuova scuola oggi si gira dall'altra parte. I vertici RT riversano la responsabilità del loro futuro su di un aumento di valore di 2.5 milioni a fronte di un buco da 39 milioni".

In un volantino che chiama a raccolta le attività di San Martino si legge: "È giunto il momento di far capire a loro e ai nostri concittadini quali saranno le conseguenze di questa scelta, immotivata e assolutamente non condivisa. Vi sembra etico chiedere voti su di un programma e poi attuarne un altro? Ai vostri clienti chiedereste di più di quanto stabilito? Chi pensa di poter gestire il futuro della città senza il confronto e venendo meno alla parola data dovrà tornare sul marciapiede a discutere con i cittadini se ne avrà ancora il coraggio" - concludono.

Stefano Michero

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