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Attualità | 29 aprile 2022, 07:14

Riva Ligure: il futuro dell'area archeologica di Capo Don immaginato dalla comunità con il progetto Racine (foto)

Come potrebbe essere l’area archeologica di Capo Don di Riva Ligure nel 2030? È questa la domanda al centro dell'incontro aperto alla comunità che si è svolto ieri, nell'ambito del progetto Racine.

(nella gallery anche il progetto su come sarà il nuovo punto di accesso e le immagini dell'ultimo Open Day)

(nella gallery anche il progetto su come sarà il nuovo punto di accesso e le immagini dell'ultimo Open Day)

Come potrebbe essere l’area archeologica di Capo Don di Riva Ligure nel 2030? È questa la domanda al centro dell'incontro aperto alla comunità che si è svolto ieri, nell'ambito del progetto Racine.

I presenti all'incontro nella sala comunale rivese sono stati chiamati a dare una risposta con la propria immaginazione. Non osservazioni fantascientifiche ma azioni concrete per valorizzare il sito archeologico.

Racine è anche questo. Un progetto finanziato nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014/2020, elaborato da Anci Toscana con la partnership della Regione Liguria. Parola d'ordine accessibilità: sia con opere per agevolare l'ingresso delle persone all'area scavi, sia con interventi che rendano questo spazio più accessibile da un punto di vista esperienziale.

Oggi l'area scavi è inaccessibile. L'ingresso si trova sull'Aurelia in un punto dove i mezzi passano veloci, rendendo molto pericoloso l'attraversamento stradale. Il sito di Capo Don è chiuso al pubblico che può accedere solo in occasione degli open day legati alla campagna scavi. 

Come confermato dal sindaco Giorgio Giuffra e dalla dirigente dell'ufficio lavori pubblici Mariella Glorio, le opere sono ufficialmente appaltate. Il progetto in questo ambito prevede la realizzazione di una rampa che dalla pista ciclabile porti alla pensilina dell'autobus già esistente. Qui, le persone troveranno un attraversamento pedonale in sicurezza che porterà all'ingresso dell'area scavi, oltre a un totem informativo relativo al sito archeologico ed allo Spazio Espositivo Multimediale (che si trova in centro paese, ndr). In un secondo momento verrà posizionato un impianto semaforico a chiamata, per rendere il tutto ancora più sicuro. 

Se queste sono le opere, non meno importanti sono gli aspetti legati alla fruibilità dell'area archeologica. Sono proprio questi incontri tra enti e comunità, a muoversi in questa direzione. Un approccio diverso che ha come obiettivo ultimo quello di arrivare a un patto per la valorizzazione del sito, grazie alla partecipazione attiva di studenti, cittadini, associazioni e chiunque voglia dare il proprio contributo per il futuro di questo luogo. 

Le opportunità viste nel corso del primo incontro sono molte e passano soprattutto dalla necessità di migliorare le collaborazioni con gli altri comuni per creare percorsi culturali che uniscano i vari siti storici. Sanremo in primis ma non meno importante potrebbe essere il supporto di Taggia e degli altri borghi della Valle Argentina. 

Quindi come potrebbe essere l'area Archeologica tra 8 anni? Un periodo relativamente breve ma i ragazzi intervenuti hanno dimostrato di avere le idee chiare: bisogna incentivare la mobilità sostenibile; offrire strumenti per migliorare l'esperienza di visita sia con la realtà aumentata che con le audioguide ma anche con la presenza di guide in carne e ossa, ad esempio con il coinvolgimento degli studenti dell'Istituto Ruffini; il sito di Capo Don, potrebbe essere il punto di partenza di un polo culturale, attraverso aree didattiche per i ragazzi così come con la realizzazione di un moderno anfiteatro. Tutto questo potrebbe essere gestito da una startup che coinvolga i giovani in maniera attiva per la conservazione dei siti di cultura di maggiore interesse proprio come l'area scavi di Riva Ligure che è l'ultimo centro cristiano della Liguria occidentale. Tante idee che potrebbero già far parte del presente.

L'anno scorso durante all'ultima campagna scavi sono stati ritrovati anche i resti di un pellegrino, con tanto di conchiglia, simbolo universale per riconoscere chi si dirige a piedi per devozione (oggi non solo per questo ndr) a Santiago de Compostela, in Spagna. Un ritrovamento che si unisce a quello della Basilica ed alla necropoli con sarcofagi di età tardoantica e altomedievale. Tanti elementi che fanno del sito di Capo Don uno dei punti di maggiore interesse culturale non solo per Riva Ligure ma per tutta la Liguria. 

L'attività di consultazione della comunità per la valorizzazione dell'area scavi di Capo Don, proseguirà anche nelle prossime settimane. Sono previsti ulteriori due incontri: il 4 e il 18 maggio. 

Stefano Michero

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