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Economia | 27 dicembre 2021, 07:00

Covid e caffè, meglio biologico ed equosolidale

La scelta di acquistare prodotti biologici, in confezioni ecocompatibili e compostabili, realizzati secondo metodi rispettosi dell’ambiente ed equosolidali, può fare davvero la differenza

Covid e caffè, meglio biologico ed equosolidale

La pandemia da Covid-19 ha modificato improvvisamente molti aspetti della vita sociale ed economica. Ha imposto nuove abitudini e dimostrato quanto il rapporto tra l’uomo e l’ambiente sia fragile, delicatissimo e in perenne equilibrio precario. Ciò che sembrava quotidiano e assodato, in un attimo è stato completamente stravolto e nulla potrà essere più come prima. Pertanto ci dovremo abituare a una “nuova normalità”, dove anche l’acquisto di prodotti di largo consumo dovrà essere attentamente valutato, non solo per la loro qualità, ma soprattutto per l’impatto ambientale che potrebbero avere sugli ecosistemi e sulla biodiversità del nostro Pianeta.

La scelta di acquistare prodotti biologici, in confezioni ecocompatibili e compostabili, realizzati secondo metodi rispettosi dell’ambiente ed equosolidali, può fare davvero la differenza, perché tiene conto della biodiversità dei territori, riduce la quantità di rifiuti non riciclabili, offre condizioni di vita più sostenibili e limita l’impatto delle colture sulle risorse naturali e sull’ambiente circostante.

Tra le tante produzioni agricole, il caffè è una delle coltivazioni intensive più diffuse al mondo ed è quindi importante tenere conto del suo impatto sull’ambiente, anche durante una semplice pausa in ufficio. Ogni caffè bio e fairtrade ha una lunga storia, fatta di ambiente, cultura, tradizioni e soprattutto persone, e in ogni tazzina c’è una straordinaria cura nella scelta delle materie prime, dei processi di produzione e delle opportunità economiche per sviluppare e accrescere il benessere delle comunità locali.

Covid e impatto ambientale

La pandemia, seppure con tutti i suoi aspetti più devastanti e negativi, per l’ambiente è stato un momento positivo e di rinascita, anche se temporaneo. In molte parti del mondo, si sono registrati livelli di inquinamento decisamente più bassi, dovuti principalmente alla riduzione degli spostamenti e alla limitazione delle attività umane e industriali, che hanno fatto diminuire anche la quantità di gas serra presenti nell’aria.

Numerosi studi hanno dimostrato che l'inquinamento atmosferico provoca diverse malattie cardiovascolari e respiratorie, e che l'esposizione a lungo termine potrebbe aumentare la sensibilità degli esseri umani al virus COVID-19. Studi precedenti alla pandemia avevano già mostrato che l'esposizione al particolato (PM) ha un ruolo significativo nel peggioramento dell'impatto dei virus respiratori e, analisi più recenti, hanno confermato il collegamento tra inquinamento atmosferico e alti tassi di mortalità per Covid-19, con una notevole riduzione delle difese immunitarie.

Durante il lockdown in tutta Europa si è notato come le specie animali e vegetali riescono a reagire positivamente al minore disturbo causato dalle attività umane, rigenerando gli habitat naturali e creando nuovi spazi dove sviluppare ecosistemi e nicchie da occupare con le specie naturali.Una nuova ricerca sta studiando nuovi modi per aumentare il benessere della popolazione, aumentando le aree naturalie consentendo anche il distanziamento sociale. Creare e mantenere lo spazio per la natura nelle aree urbane dovrebbe diventare prioritario per creare città più vivibili e sostenibili dal punto di vista ambientale.

Dall’altra parte, i servizi d’asporto hanno fatto aumentare la quantità di rifiuti plastici usa e getta e, per questione d’igiene, i grandi rivenditori di caffè sono tornati ad utilizzare i contenitori monouso, a discapito di quelli riutilizzabili. Sicuramente questi imballaggi hanno contribuito a limitare la diffusione dell’infezione, ma allo stesso tempo hanno frenato gli sforzi fatti dalle organizzazioni internazionali per combattere l’inquinamento da plastica e trovare sistemi più sostenibili ed ecocompatibili. Inoltre, il forte calo del prezzo del petrolio, dovuto alla riduzione delle attività industriali, ha reso più economico produrre imballaggi monouso in plastica vergine, piuttosto che in materiali riciclabili. Lo smaltimento di questi rifiuti è diventato un problema serio da affrontare e molte amministrazioni europee hanno preferito optare per sistemi meno sostenibili a causa delle quantità significative di rifiuti di plastica.

Inoltre, la pandemia ha evidenziato quanto i nostri comportamenti quotidiani siano interconnessi con l’ambiente, la società e l’economia. Gli studi hanno dimostrato che il degrado ambientale, la scarsa biodiversità e l’inquinamento hanno un forte impatto sulla nascita e diffusione di nuovi agenti patogeni, trasmessi in prevalenza dagli animali all’uomo. Infatti, più del 50% delle malattie e virus emersi dal 1940 ad oggi sono di origine animale e legate principalmente ai sistemi di allevamento e agricoltura intensivi. Diventa perciò urgente affrontare le sfide ambientali per proteggere l’ambiente, la salute e il benessere delle persone, degli animali e delle piante.

Infine, a livello sociale, si è evidenziato che le persone in condizioni economiche più disagiate risultano più esposte agli effetti della pandemia, perché tendono a vivere in luoghi sovraffollati, in cui manca il rispetto delle condizioni igieniche e il distanziamento sociale con un maggiore rischio di contrarre l’infezione, oltre ad essere esposti a condizioni di lavoro più precarie.

Il caffè PuntoEquo, buono, sano e solidale

PuntoEquo mette ogni giorno nei suoi caffè tutti i suoi valori di sostenibilità ambientale e sociale. I caffè provengono solo da coltivazioni biologiche controllate, senza l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, nel pieno rispetto della biodiversità e dell’ambiente.

Le cialde e gli imballaggi sono totalmente ecocompatibili e compostabili, senza plastica e alluminio, in modo da ridurre la quantità di rifiuti non riciclabili e, dove possibile, viene incentivato il riutilizzo di tazze in ceramica e cucchiaini in metallo personalizzati.

La manutenzione delle macchine per caffè è totalmente gestita dal nostro laboratorio interno, il quale opera un attento lavoro di sostituzione dei pezzi soggetti a usura e rimessa a nuovo dei componenti, così da allungare la vita utile delle attrezzature e diminuire la produzione di rifiuti in discarica.

La nostra cooperativa ha a cuore il benessere di tutte le persone, in particolare, di quelle popolazioni che vivono situazioni di disagio e sfruttamento. Per questo motivo, collaborando con enti come Shadhilly, Altromercato o L’Albero del Caffè, garantisce che vengano rispettate le migliori condizioni economiche, l’alta qualità delle materie prime e una qualità di vita e lavoro adeguate, non solo nei luoghi di produzione.

Questi sono tutti validi motivi per scegliere i caffè PuntoEquo per una pausa caffè in ufficio o a casa, nel pieno rispetto dell’ambiente e con un’anima profondamente solidale

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