Sta già partendo la stagione del mercato dei fiori, con l’esportazione e l’arrivo ranuncoli e anemoni, ma ovviamente il focus del mercato dei fiori di Sanremo è sul ponte di Ognissanti e la ricorrenza dei defunti.
Le vendite sono state sulla stessa linea degli anni scorsi. Da evidenziare che, purtroppo, dopo il Covid si è registrata una riduzione fortissima della produzione locale, con molti coltivatori avanti con l’età che hanno preferito sospendere l’attività. Il mercato si è concentrato su una quarantina di aziende che vendono direttamente e non transitano dal plateatico. La contrattazione per il prodotto adatto al ponte di Ognissanti è molto ridotta: i numeri che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi sono davvero bassi, visto che 120mila steli si facevano in un giorno e mezzo negli anni buoni.
In molti coltivatori si stanno buttando sulla produzione di canapa farmaceutica, che sembra tra l’altro un ottimo business che, però, vede questo come periodo di essiccazione del prodotto e, quindi, limita molto le piantagioni di crisantemi. C’è una grande vitalità sulla sperimentazione di nuove colture oppure specializzandosi sulla qualità. Sicuramente un fattore positivo per il futuro.
Un'altra notizia importante arriva dall’Ancef, l’associazione locale di esportatori, ha allestito un grande stand (con un contributo del mercato dei fiori) alla mostra internazionale ‘Flora Holland’. Sanremo è quindi sempre presente in modo attivo nel mercato mondiale dei fiori.
Il mercato, anche per Ognissanti e la commemorazione dei defunti è comunque sui numeri dello scorso anno e iniziano ad arrivare sacchetti di prodotto col marchio sanremese. La qualità del prodotto è buona e non è in anticipo con prezzi interessanti per i produttori, compreso il verde. Nonostante i cambiamenti del mercato, sia sul piano logistico che tecnologico, i fiori di Sanremo continuano ad avere la loro valenza a livello nazionale e internazionale.













