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Cronaca | 21 settembre 2021, 13:41

Diano Marina, presentato esposto contro l'installazione dell'antenna telefonica ai 'Pini del rosso': "E' uno scempio ambientale e va tutelata la salute pubblica"

Al momento sono una ventina i cittadini che l'hanno sottoscritto e inviato al Ministero, enti vari e tra questi anche la Prefettura e i Carabinieri, ma il numero è destinato ad aumentare: "chiediamo verifiche e la sospensione immediata dei lavori"

Diano Marina, presentato esposto contro l'installazione dell'antenna telefonica ai 'Pini del rosso': "E' uno scempio ambientale e va tutelata la salute pubblica"

“Totale contrarietà sull’installazione e chiedono tutela per il proprio diritto alla salute umana e all’ambiente attraverso ogni rimedio possibile”. Questo è quanto contenuto all’interno dell’esposto, giunto alla nostra redazione, sottoscritto da una ventina di cittadini (anche se il numero è destinato ad aumentare) con in testa la professoressa Nicoletta Sasso in merito all’installazione di una nuova antenna di telefonia mobile ai 'Pini del Rosso', in frazione Gorleri a Diano Marina, una località questa molto amata e definita un vero e proprio "patrimonio naturale".

Una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e che ha dato vita a una vera e propria diatriba social tra il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, e quello della città degli aranci, Giacomo Chiappori, e nel contempo è partita anche una petizione online dove sono state superate le 300 firme a testimonianza dell' interesse della comunità. 

L’esposto è stato indirizzato al comune di Diano Marina, alla Prefettura e al comune di Imperia, alla Regione Liguria, all’Arpal, al Ministero della Transizione Ecologica, alla direzione generale per il 'Patrimonio Naturalistico' nonché al comando Carabinieri per la tutela dell’Ambiente, all’Enav - Direzione Servizi Navigazione Aerea - Funzione Progettazione Spazi Aerei, l’ Enac Ente Nazionale Aviazione Civile, nonché al comando della polizia locale imperiese e la 115ª Squadriglia Radar Remota.  

I cittadini, firmatari dell’esposto, chiedono la verifica dell’applicazione di quanto previsto dalle norme di settore per le competenze di ogni ente in indirizzo, la verifica dell’osservanza delle distanze previste dalla normativa vigente o dalle delibere Regionali e Comunali emanate in materia, da luoghi particolarmente sensibili,  l’avvenuto rilascio da parte di tutte le Autorità competenti in materia, delle varie autorizzazioni necessarie per procedere sia alla installazione dell’Antenna, sia per apportare le modifiche strutturali conseguenti alla sua implementazione. I firmatari segnalano inoltre che “non è stato in alcun modo rispettato il 'diritto all’informazione preventiva' della popolazione residente.

“In altri termini, è contenuto nell’esposto, non è stata resa pubblica la richiesta della installazione avanzata dall’impresa in questione attraverso la pubblicità che assume un rilievo essenziale dato che la surriferita installazione può influire sulla salute umana e modifica l’ambiente circostante. Al riguardo segnaliamo che nella medesima area, sono presenti altre stazioni radio e non sono note le risultanze degli eventuali rilevamenti tecnici, comprese quelle misurazioni necessarie per effettuare confronti e comparazioni con le situazioni preesistenti prima dell’autorizzazione all’installazione e la quantificazione delle reali variazioni dei livelli di inquinamento elettromagnetico”. 

I cittadini ritengono quindi indispensabile verificare se tali misurazioni sono state effettuate d’intesa con le competenti autorità sanitarie e con la partecipazione dei loro organi di competenza tecnica anche in relazione alla eventuale presenza di ricettori particolarmente sensibili. “Per tutti questi motivi chiediamo la sospensione immediata e la revoca dell’autorizzazione eventualmente rilasciata per la realizzazione dell’impianto, sottolineano. Qualora, nonostante la richiesta, l’autorizzazione non dovesse essere revocata, ci riserviamo ogni azione di miglior tutela, anche ai fini risarcitori, nei confronti di tutti i soggetti che non hanno assicurato l’osservanza delle leggi vigenti in materia per l’insorgere di future patologie dovute alla continua esposizione dei campi elettromagnetici; per la perdita del valore economico degli immobili a causa della vicinanza delle antenne e per la generale deturpazione ambientale dell’area denominata 'Pini del Rosso' a ridosso dellecittà di Imperia e Diano Marina”.

Oltre alla tutela del patrimonio naturalistico i firmatari evidenziano l'esigenza di tutela della collettività pubblica poiché “recenti studi epidemiologici hanno verificato la correlazione tra esposizione a campi magnetici e l’insorgenza di varie patologie, come la leucemia infantile e alcune sindromi tumorali. L’energia prodotta da simili impianti, scrivono, viene facilmente assorbita dai tessuti biologici umani, determinando rischi oggettivi per la salute psico-fisica negli individui esposti ai campi magnetici per periodi superiori alle 4 ore (insonnia, allergie, danni al sistema visivo, al sistema immunitario ecc.), l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, ha più volte affermato che anche in assenza di certezza sulla nocività e sui rischi, occorre sempre agire secondo il 'principio di cautela' e in modo conservativo. La Comunità Europea, in numerose direttive ha, peraltro, definitivamente sancito il principio volto a garantire l’applicazione del criterio della ‘massima sicurezza tecnologicamente possibile’ al fine di tutelare la salute umana”. 

“Non è noto il rispetto dei procedimenti afferenti l’installazione delle antenne dei 'Pini del Rosso', chiosano i cittadini, e la legittimità dei conseguenti provvedimenti autorizzatori eventualmente rilasciati, non sono note le autorizzazioni alla modifica dell’ingombro geometrico del manufatto e dell’antenna rispetto alla linea naturale del pendio del versante collinare imperiese e dianese; non è nota la presenza di un impianto antincendio che preservi l’ambiente da eventuali incendi derivanti dagli impianti elettrici di alimentazione delle antenne ed è eccessivamente impattante la presenza di un’ulteriore antenna ai ‘Pini del Rosso’ in ragione dello scempio ambientale cui è sottoposta l’area interessata da ulteriori manufatti fatiscenti, degradanti e pericolosi”. 

Angela Panzera

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