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Cronaca | 02 aprile 2021, 12:48

Imperia: multato dai carabinieri il parrucchiere aperto in zona rossa "Azione dimostrativa a nome della categoria" (video)

"Non è una formula di pubblicità, ma di rispetto alla gente che vuole lavorare, noi vogliamo lavorare, poi capiamo che il problema esiste, è grave, ma capiamo che loro devono capire noi, abbiamo delle famiglie, delle spese"

Il parrucchiere Giuseppe Stigliano

Il parrucchiere Giuseppe Stigliano (a sinistra)

Come era prevedibile è stato multato dai carabinieri Giuseppe Stigliano, il parrucchiere di Imperia che questa mattina ha deciso di aprire nonostante la zona rossa. (QUI)





Intorno alle 11 i militari si sono presentati nel salone di Stigliano in piazza Dante.

Mi hanno consigliato di chiudere, mi hanno identificato e mi chiameranno in caserma per parlare con l'ufficio competente. - spiega il parrucchiere a Imperia News - Per ora non posso dire altro su quello che mi hanno detto. Sono stati gentilissimi, hanno fatto il loro lavoro, ma io li aspettavo sapendo di essere tra virgolette l'unico aperto che sarebbero arrivati. Diciamo che è più una forma di protesta che una forma di ribellione. Io non sono uno ribelle, cerco di rispettare le regole come tutti i miei colleghi, con mascherine, gel igienizzanti, plexiglas e distanze, però questa mi sembrava una presa in giro. Ieri alle cinque e mezza ci hanno comunicato che oggi eravamo chiusi. Nel mio campo, facendo tanto maschile ed essendo solo io e mia moglie, le perdite sono poche, però capisco chi ha dei dipendenti, è strutturato per fare il femminile, avrà avuto l'agenda piena oggi e ha perso un sacco di soldi che non recupereremo più, le tasse bisogna pagarle, i soldi non arrivano e in automatico è tutto un problema”.

È stata quindi un po' un'azione dimostrativa anche per la categoria?

Assolutamente sì, noi abbiamo un gruppo in cui siamo in tanti. Non ho consigliato a nessuno di tenere chiuso, ognuno era libero di fare la propria scelta, io ho fatto questa anche a nome della categoria. Ho riscontrato tanta solidarietà da tutti quanti. Non è una formula di pubblicità, ma di rispetto alla gente che vuole lavorare, noi vogliamo lavorare, poi capiamo che il problema esiste, è grave, ma capiamo che loro devono capire noi, abbiamo delle famiglie, delle spese. Devono metterci in condizione di poter lavorare, oggi in spiaggia c'erano 500 persone in zona rossa, sotto i portici si picchiavano e non vedo perché io non posso tenere aperto e fare entrare due persone alla volta con mascherina, guanti, igienizzante, mantella e via dicendo”.

Francesco Li Noce

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