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Eventi | 20 gennaio 2021, 07:14

Sanremo: Festival tra date, pubblico ed economia cittadina. Di Michele (Federalberghi) "E' la nostra ancora di salvezza"

I dati parlano chiaro. Dopo marzo, aprile e maggio 2020 a zero incassi, il calo dei mesi successivi è drammatico: giugno -73%, luglio -46%, agosto -13%, settembre -36%, ottobre -68%, novembre e dicembre -85/90%.

Sanremo: Festival tra date, pubblico ed economia cittadina. Di Michele (Federalberghi) "E' la nostra ancora di salvezza"

A Sanremo si guarda al Festival con grande attenzione perché la manifestazione canora di marzo potrebbe essere l’ancora economica di salvataggio per bar e ristoranti ma anche per gli alberghi, che arrivano da un anno drammatico con un vero e proprio crollo degli incassi, a causa della pandemia.

A proposito di Festival si è fatto un gran parlare di date e, su questo è intervenuta anche Federalberghi di Sanremo: “Per noi – ha detto Silvio Di Michele - la data dal 2 al marzo va bene, ma chiaramente i problemi sono molti. A dire il vero se fosse stato organizzato nella settimana successiva sarebbe stato meglio per la vicinanza della Milano-Sanremo e, poco dopo anche del rally e di Pasqua, per una sequenza di weekend ‘rigenerativi’ sul piano economico. Per quanto riguarda la sicurezza sanitaria, se la Rai decide di fare il Festival avrà valutato tutte le possibilità di rischio e le contromisure da mettere in campo. I problemi organizzativi della Rai sono sul tavolo ma, se l’indice Rt si abbassa e ci avviamo verso un codice giallo, sicuramente ci saranno delle libertà maggiori per il pubblico”.

Il fronte prenotazioni è quello che preoccupa meno gli albergatori, anche se il tema principale è quello di chi dovrà e come potrà seguire mediaticamente il Festival: “L’80% delle camere prenotate per la manifestazione sono di addetti ai lavori, tra Rai, sponsor, case discografiche, giornalisti, radio e televisioni. E, il fatto che il pubblico non sia presente è un problema ma, a livello a alberghiero, potrebbe anche non sentirsi. Negli alberghi le prenotazioni sono state già fatte e le strutture sono praticamente già adesso sold out. Sicuramente l’importante è che le sale stampa siano a Sanremo. E’ chiaro che se le conferenze fossero virtuali, per noi sarebbe un problema”.

Sul corso fiorito Di Michele ha le idee chiare e conferma che la manifestazione poteva svolgersi solo se la crisi sanitaria si fosse decisamente affievolita: “Il corso fiorito deve essere organizzato per tempo e, se improvvisamente viene cambiata la fascia di rischio, c’è la possibilità di perdere un sacco di soldi”.

Analizzando la situazione e le chiusure delle strutture alberghiere, sicuramente le manifestazioni potranno essere la salvezza per il comparto economico della città dei fiori, ma il Festival sembra essere cruciale per gli alberghi: “Dovesse saltare – ha detto Di Michele - potrebbero chiudere definitivamente alcune strutture mentre, tra la kermesse canora, il rally e qualche ponte, se ci fosse il via libera all’apertura con un miglioramento sul fronte sanitario, potremo presentarci all’estate in una situazione migliore. Ovviamente rimangono le fortissime perdite di questo anno terribile”.

In pratica da metà ottobre in avanti non è stato incassato praticamente nulla mentre le spese ci sono sempre. I dati parlano chiaro. Dopo marzo, aprile e maggio 2020 a zero incassi, il calo dei mesi successivi è drammatico: giugno -73%, luglio -46%, agosto -13%, settembre -36%, ottobre -68%, novembre e dicembre -85/90%. “Nessuno ci sta venendo incontro – ha terminato il presidente di Federalberghi – e, di contro, dobbiamo pagare sempre tutto e subito. Se non viene messo in atto un ristoro serio per il comparto alberghiero saranno sicuramente guai seri”.

Carlo Alessi

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