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Attualità | 29 dicembre 2020, 09:47

Brexit: la conferma di Coldiretti "L’accordo raggiunto allontana l’incubo del ‘no deal’"

La Gran Bretagna si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti.

Brexit: la conferma di Coldiretti "L’accordo raggiunto allontana l’incubo del ‘no deal’"

L’accordo, grazie al quale l’Italia potrà continuare ad esportare prodotti agroalimentari senza dazi e senza quote, salva, a livello nazionale 3,4 miliardi di euro di esportazioni in Gran Bretagna che è l' unico settore del Made in Italy cresciuto nel 2020 Oltremanica, nonostante la fase recessiva provocata dalla pandemia.

E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti divulgata in riferimento alla positiva conclusione dei negoziati per la Brexit. La Gran Bretagna si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti.

"Con l’accordo, che si avvia agli ultimi passaggi parlamentari,  – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – si potranno evitare dazi e ostacoli amministrativi e doganali che minacciavano le esportazioni agroalimentari Made in Liguria, colpendo eccellenze locali, quali l’olio DOP Riviera Ligure e il vino DOC, prodotto quest’ultimo che, soprattutto negli ultimi anni, è uscito dai confini regionali e ha conquistato, per la sua qualità, molti paesi esteri. E neanche il settore del florovivaismo ne sarebbe rimasto indenne per quanto riguarda soprattutto la produzione di piante in vaso, concentrate principalmente nella Piana di Albenga, per le quali, una diversa gestione amministrativa, legata anche all’ambito fitosanitario, rischiava di ostacolarne il commercio. A preoccupare erano anche i rischi sulla mancata tutela giuridica dei prodotti a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che incidono per circa il 30% sul totale dell’export agroalimentare Made in Italy e che, senza protezione europea, rischiavano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione inglesi e da Paesi extracomunitari. In un momento così difficile per l’economia dei territori è importante continuare a favorire e permettere lo sviluppo del nostro export  sia nell’interesse dei cittadini sia di tutte le imprese che con il loro lavoro custodiscono il territorio e valorizzano le grandi eccellenze locali”. 

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