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Economia | 20 aprile 2020, 09:08

Covid-19: per la Fase 2 è necessario inserire i pezzi del puzzle nella giusta cornice

L’Italia vuole ripartire e cerca di trovare soluzioni efficaci per coniugare protezione della salute pubblica e produttività. Ma non sottovalutiamo l’importanza di avere una solida cornice per il quadro completo, fatta di un uso smisurato della tecnologia e del buon senso collettivo.

Covid-19: per la Fase 2 è necessario inserire i pezzi del puzzle nella giusta cornice

Abbiamo voglia di ricominciare a prendere metropolitane, varcare caselli autostradali, andare a bere un buon caffè al nostro bar preferito e correre sulla banchina delle stazioni per prendere il treno veloce che ci porterà nel centro delle più importanti città italiane. È legittimo e normale per un Paese che è sempre vissuto di relazioni e scambi tra la capacità di fare impresa tutta Made in Italy e il resto de mondo, ma anche molto pericoloso se, alle indicazioni date dalle autorità, non affiancheremo una dose massiccia di innovazione tecnologica pronta all’uso, testata e già utilizzata con successo nella gestione della prima fase in Cina, spesso a costo zero per cittadini e governi.

Tutto questo in tempo reale, in modo semplice, immediato e nel rispetto della privacy di tutti.

E’ pertanto giunta l’ora di mettere insieme tutti i pezzi di quel puzzle che dovrà avere una cornice profondamente tecnologica, non tanto per consentire agli individui di lavorare in modalità smart working, ma soprattutto per garantire che sia un algoritmo sul nostro cellulare a fare la differenza tra un nuovo contagio e l’appiattimento a zero della curva epidemica. E’ il momento di agire con grande responsabilità e con la propensione ad ascoltare le ragioni dell’economia, ma soprattutto quelle più razionali della tecnologia, capaci oggi di trasformare l’innovazione in solido progresso. Questo è l’obiettivo fondamentale per ricominciare a pensare in verticale come fanno i grattacieli di Milano, in modo creativo come accade in tutto il Sud della nostra splendida penisola o al ritmo della cultura millenaria di Roma, Firenze, Palermo, Genova o Venezia.

Scopriamo allora che è necessario uscire dalla propria zona di confort ed installare sul proprio smartphone una piccola App che attraverso un complicato mix di tecnologie ci consente di sapere quale momento della giornata è il migliore per fare la spesa in sicurezza, quali treni della metropolitana prendere per rispettare le distanze di sicurezza, quali servizi digitali impiegare per realizzare mille attività in soli due click e risparmiare così una quantità di tempo tale da farci rimpiangere di non averli utilizzati prima. Oppure, nel rispetto dei principi di scienza e di protezione delle fasce deboli tra cui i nostri anziani, si potrà parlare con il proprio medico di base grazie ad una videochiamata in grado di materializzarlo in salotto, senza recarsi fisicamente in ambulatorio, sapendo che è informato sulle nostre condizioni grazie ad un braccialetto che trasmette in tempo reale sia i parametri di salute al suo notebook, sia la richiesta di medicine alla farmacia di fiducia.

Connettere le persone oggi significa quindi diffondere la consapevolezza che le nuove tecnologie e l’utilizzo del digitale, ossia innovazioni a disposizione ormai da anni, siano immediatamente adottabili e soprattutto, rappresentino l’alleato più importante a preparare il futuro per tutti.

La tecnologia è una cosa seria, lo stiamo capendo insieme, e rappresenta la più esperta cabina di regia capace di proteggerci senza sosta e con una forza senza fine. Consoliamoci poi del fatto che App, assistenti vocali da tavolo, 5G, realtà aumentata, Big Data e droni non ci sgrideranno se non li utilizziamo subito e con piena consapevolezza, non fanno la spia ai nostri amici se avremo bisogno di scaricare un tutorial per capirne di più e non ci daranno nemmeno una piccola scossa educativa attraverso la tastiera.

Un’Italia che corre veloce per diventare una nuova Repubblica Digitale è un diritto di tutti, un’opportunità di rinascita a 360 gradi dopo il faticoso lockdown da Coronavirus e la giusta risposta da dare per appropriarci del nostro futuro.

E chissà che noi si possa anche prendere spunto da quei Paesi in cui solo tre cose non si possono fare online: sposarsidivorziare e comprare o vendere casa.

Enrico Molinari

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